Numero 8 (primavera 2015)

Traduzione e catarsi

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THE RAVEN DI POE NELLA VERSIONE INEDITA DI ENNIO FLAIANO di Valeria Petrocchi | La traduzione di The Raven di Edgar Allan Poe realizzata da Flaiano nel 1936 è strettamente correlata a una data importante nella vita dell’autore: il 20 maggio 1936, giorno in cui egli apprende la notizia della scomparsa del fratello Nino (la data è riportata al margine del manoscritto originale per mano dello stesso Flaiano).

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La presenza delle lingue, la visibilità dei traduttori

presenza delle lingue

LE POTENZIALITÀ DELLA TRADUZIONE A SCUOLA di Simone Giusti | In un recente poemetto narrativo in versi, Trip, il poeta e traduttore Giovanni Nadiani ci restituisce un'ironica e amara rappresentazione degli effetti della connessione in rete. Il testo, ispirato alle ricerche scientifiche condotte dal giapponese Mitsuo Kawato sul controllo dei robot con il pensiero, è scritto in romagnolo con inserti in italiano.

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Tradurre a 32 mani

36 mani

IN UNA SCUOLA PER TRADUTTORI, UN VERO LIBRO PER UN VERO EDITORE di Paola Mazzarelli | Nella scuola per traduttori editoriali dove insegno, la seconda metà del corso (pari sulla carta a 300 ore di lavoro, cioè al 50% delle ore totali; ma in realtà se ne fanno di più) è dedicata, come oggi si usa nelle scuole professionali, a uno stage che simula il più possibile una vera esperienza di lavoro. Nel nostro caso, si tratta della traduzione collettiva da parte degli allievi di un testo di prossima pubblicazione presso un editore nazionale.

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Piccoli traduttori crescono

Piccoli traduttori

TRADURRE FREEDOM WRITERS IN CLASSE di Susanna Basso | Le esperienze di insegnamento della traduzione all'interno del curriculum scolastico si stanno facendo sempre più frequenti. Di una, presso il Liceo Galielo Galilei di Ostiglia, hanno dato conto le insegnanti che l'hanno condotta, le professoresse Carla Barbi e Maria Chiara Romani, (Fahernheit 451 ritradotto da liceali). Ora riferiamo su quella in corso presso il Liceo Maria Mazzarello di Torino.

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La recensione / 1 – Una cosa è la teoria, un’altra la pratica

Recensione 1

di Pierluigi Cuzzolin | A proposito di: Tradurre figure – Translating Figurative Language. A cura di / Edited by Donna R. Miller & Enrico Monti. Quaderni del CeSLiC. Atti di Convevegni CeSLiC – 3. Selected papers, Bologna, Bononia University Press, 2014, pp. 431, €30

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La recensione / 2 – Un’utilissima antologia

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RIFLESSIONI DI ITALIANI DEL NOVECENTO SULLA TRADUZIONE di Gianfranco Petrillo | A proposito di: L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione in Italia: 1900-1975, a cura di Angela Albanese e Franco Nasi, Longo, Ravenna, 2014, pp. 354, €24,00

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La recensione / 3 – La traduzione come dialogo interculturale

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VENEDIKT EROFEEV "ATTRAVERSO NORI" di Ilaria Remonato | A proposito di: Venedikt Erofeev, Mosca-Petuškì. Poema ferroviario, traduzione italiana e cura di Paolo Nori, Macerata, Quodlibet, 2014, p. 201, € 15

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La recensione / 4 – Un nuovo microgenere letterario

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L’AUTOBIOGRAFIA DEL TRADUTTORE di Giulia Baselica | A proposito di: Massimo Bocchiola, Mai più come ti ho visto. Gli occhi del traduttore e il tempo, Torino, Einaudi, 2015, pp. 211, €18,00

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Contrabbandare letteratura tedesca in Italia

Contrabbandare

UN CONVEGNO SU LAVINIA MAZZUCCHETTI di Gianfranco Petrillo | Quello di Lavinia Mazzucchetti (1889-1965) è un nome mitico, sia per i germanisti italiani sia per chi si occupa di storia dell’editoria. Ma non è che se ne sappia molto. Bene ha fatto quindi la (noi questo articolo, soppresso per calco anglofilo ormai sia nei media sia dagli stessi operatori, insistiamo a usarlo) Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori a mettere insieme un “Laboratorio Mazzucchetti”, in collaborazione con le Università di Catania e Verona, l’Istituto italiano di studi germanici e il Goethe Institut, rappresentati da Massimo Bonifazio, Luisa Finocchi, Arturo Larcati, Mario…

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La citazione

Una domestichissima familiarità della lingua in cui si traduce di Alessandro Piccolomi | Ma nel tradurre non basta questo [conoscere bene la lingua del testo fonte]: anzi ci fa di mestieri d’esser così minutamente instrutti nella lingua, nella qual traduciamo, e d’esserne così padroni, che nella guisa, che tenendo alquanto di cera in mano, potiamo con le dita maneggiandola trasmutarla, hor’in quadrata, hor’in rotonda, et hor’

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