Numero 15 (autunno 2018) | Pratiche

Le scuole / Il progetto formativo dell’associazione Grió

di Mario Tolomelli

I corsi di traduzione editoriale organizzati dall’associazione Grió si rivolgono principalmente a studenti o laureati in lingue e discipline umanistiche interessati al campo dell’editoria e della traduzione, proponendosi di fornire un ponte che possa favorire l’accesso a un mondo professionale estremamente selettivo, in cui è difficile entrare qualora non se ne comprendano le dinamiche di funzionamento.

A partire dal 2008 abbiamo organizzato corsi in diverse città (Bologna, Roma, Trieste, Catania), articolati in un numero variabile di giornate, inclusi alcuni workshop tematici di una sola giornata (argot dal francese, libri per l’infanzia dallo spagnolo, fumetti dall’inglese). Qui di seguito faremo unicamente riferimento al corso che si tiene ogni autunno-inverno a Bologna, della durata attualmente di sessantasei ore, articolate in undici giornate. Ulteriori trenta ore sono previste per le esercitazioni individuali da svolgere a casa. Al termine viene rilasciato un attestato di partecipazione.

Il contenuto del corso si articola su due binari principali che riteniamo inscindibili: i laboratori di traduzione, che permettono di esercitarsi su testi di varia natura, affrontando problemi analoghi a quelli che si presentano nella reale attività lavorativa, e gli incontri con editor e redattori di case editrici che offrono testimonianze sulla filiera del libro, illustrando come si svolge concretamente il lavoro e quali sono le dinamiche di una casa editrice, facendo poi mettere in pratica ai partecipanti quanto appreso mediante esercitazioni.

Questa struttura si basa sul presupposto, in cui crediamo fermamente, che un buon traduttore debba necessariamente capire come funziona la filiera editoriale, sapere cosa ci si aspetta da lui e aver presente il percorso che il prodotto del suo lavoro compirà all’interno della casa editrice, così come un buon redattore non può prescindere da una esperienza in prima persona della traduzione per poter operare in modo corretto su testi tradotti.

È prevista una prova di ammissione, che consiste nella traduzione di un testo di narrativa dalla lingua prescelta verso l’italiano. La selezione che operiamo permette di individuare e riorientare una frazione di persone non in possesso delle competenze minime per partecipare con profitto al corso (padronanza della lingua italiana e sufficiente conoscenza della lingua di partenza) e, al contrario, di ammettere persone che, pur provenendo da campi apparentemente lontani, hanno magari appreso le lingue per vie non curricolari e sviluppato autonomamente una passione per la letteratura, rivelando a volte un talento che non sarebbe stato possibile apprezzare sulla base della semplice lettura del curriculum.

I laboratori di traduzione ora attivi sono quelli dal francese, dall’inglese e dallo spagnolo, suddivisi per ciascuna lingua in laboratorio di narrativa/fiction e laboratorio di saggistica/nonfiction, con due diversi docenti, traduttori professionisti. Il numero massimo previsto di partecipanti è di diciotto per ciascuna lingua, ma in genere non si superano i dodici-quindici, il che favorisce la partecipazione e la presa di parola da parte di tutti.

Vengono assegnati testi da tradurre a casa di volta in volta, poi le varie soluzioni di traduzione vengono discusse collettivamente in aula con il docente e gli altri partecipanti. I docenti utilizzano prevalentemente materiali tratti da libri da loro effettivamente tradotti e pubblicati, che hanno quindi, oltre alla esemplarità didattica, anche una storia redazionale. Scopo dei laboratori è quello di trasmettere un metodo di lavoro rigoroso, attento al testo, che parte dal livello base della corretta formattazione, per poi esaminare le varie tipologie di problemi con cui il traduttore si deve quotidianamente confrontare, evidenziando quelli più tipici e ricorrenti e fornendo gli strumenti per affrontare tutti gli altri (potenzialmente infiniti).

Accanto ai laboratori, che si tengono di mattina, nel pomeriggio ci sono invece gli incontri con editor e redattori, che si concentrano, dopo la indispensabile introduzione sulla filiera del libro, su argomenti più specifici come correzione di bozze, editing, redazione degli illustrati, editoria scolastica e digitale. Questi incontri hanno necessariamente un carattere più frontale, tenuto conto del gran numero di informazioni e concetti che devono essere trasmessi; anche in questo caso, però, per non venir meno alla vocazione “pratica” che contraddistingue il corso, sono previste esercitazioni da svolgere in aula e a casa (correzione di bozze, revisione, valutazione di un testo e redazione della scheda di lettura, ecc.)

Infine ci sono incontri dedicati all’uso di Internet per le ricerche, agli aspetti legali e fiscali e una sorta di “coaching” finale sui primi passi da fare dopo il corso.

Abbiamo sempre richiesto ai partecipanti e ai docenti di esprimere le proprie opinioni sul funzionamento del corso, partendo dal presupposto che nulla è definitivo e tutto può essere sempre migliorato. Così, negli ultimi dieci anni, oltre all’aumento progressivo del numero di ore e di giornate, il corso ha subito numerose modifiche, aggiunte e innovazioni, in un’ottica di migliore raggiungimento degli obiettivi didattici e di maggiore soddisfazione dei partecipanti. Per esempio, sono state introdotti nuovi contenuti, ci sono state variazioni del numero di ore riservate a determinate tematiche, è stata curata l’integrazione tra le singole unità didattiche al fine di evitare sovrapposizioni.

I docenti sono stati scelti fin dall’inizio secondo il duplice criterio della competenza e delle doti umane e comunicative, il che ha dato vita negli anni a un gruppo affiatato, che produce in aula quell’atmosfera di empatia e di collaborazione che permette una piena ed efficace trasmissione delle conoscenze e dei saperi, possibile solo quando l’utile si sposa con il piacevole. Altro elemento da sottolineare è il numero relativamente elevato di docenti per un corso di questo tipo, sedici nell’ultima edizione. Ciascuno può così occuparsi della tematica in cui è maggiormente specializzato e per i partecipanti c’è il vantaggio di ascoltare punti di vista differenti e una notevole varietà di testimonianze. Un ringraziamento particolare va a coloro che hanno collaborato in questi anni all’organizzazione dei corsi, e in particolare ai docenti, senza la cui energia ed entusiasmo nulla sarebbe stato possibile.

Un valore aggiunto non trascurabile del corso è costituito proprio dai contatti che è possibile stabilire con editor, redattori, traduttori e con gli altri corsisti, che possono divenire colleghi con cui confrontarsi e collaborare nel tempo, sulla base della fiducia nata dalla stima reciproca in aula.

Nei primi anni (2008-2011) abbiamo cercato di tenere traccia, pubblicandole sul sito, delle varie opportunità di lavoro (retribuito) che si erano venute a creare per i partecipanti a seguito di contatti stabiliti nell’ambito del corso. Per il periodo indicato risultavano almeno quattordici libri tradotti, svariate collaborazioni redazionali, una assunzione a tempo indeterminato nella redazione di una casa editrice. Abbiamo poi rinunciato ad aggiornare questa lista perché era difficile renderla esaustiva, dato che spesso le opportunità di lavoro si concretizzano dopo la fine del corso e i docenti che ne sono all’origine così come i partecipanti interessati dimenticano di segnalarcele. In linea generale per ogni edizione del corso abbiamo avuto notizia di alcune opportunità lavorative offerte direttamente dai docenti ai più meritevoli tra i partecipanti. Si tratta di un aspetto importante, motivo per noi di grande soddisfazione, in quanto contribuisce a far sì che quella del ponte tra studi e lavoro sia più di una semplice immagine. Tuttavia non menzioniamo mai questo aspetto nella nostra comunicazione, non potendo offrire garanzie in merito, in quanto resta a totale discrezione dei docenti il fatto di fare o meno offerte di questo tipo, anche in base alle effettive occasioni che si presentano.

Ricordiamo infine con piacere il caso di due ex corsisti delle prime edizioni, che hanno iniziato subito a lavorare nel campo editoriale, e, dopo aver compiuto un brillante percorso professionale, sono ritornati negli ultimi anni nelle nostre aule come docenti, offrendo una testimonianza molto apprezzata su come con competenza, entusiasmo e buona volontà ci si possa ritagliare uno spazio anche in un campo difficile e competitivo come quello dell’editoria.