Categoria: Al lettore

Racconto, interpretazione, immaginazione. Tradurre la saggistica storica

UN NUMERO MONOGRAFICO

a cura di Bruno Maida | Avvertenza: Gli articoli che compaiono con il logo dell’Università di Bergamo sono gli interventi alla giornata di studi “La traduzione di opere straniere e la storiografia italiana del Novecento”, a cura di Giovanni Scirocco e Massimiliano Vaghi (Bergamo, 30 gennaio 2020). È difficile pensare oggi a una storiografia rassicurata da una distinzione tra vero e falso, e tantomeno da una separazione netta tra una scrittura scientifica e una narrativa. Al di là delle sue critiche alle teorie di Hayden White (Benigno 2008), penso che Carlo Ginzburg abbia ben riassunto il rapporto tra narrazioni di finzione e narrazioni storiche rilevando che dovrebbe essere inteso come «una contesa per la rappresentazione della realtà», ma non nei termini di una guerra di trincea bensì di «un conflitto fatto di sfide, prestiti reciproci, ibridi» (Ginzburg 2020). Viene da domandarsi se anche i rapporti fra testo storico e traduzione, fra storico e traduttore, non debbano essere osservati anche sotto questo profilo. Perché se quelle sfide, intrecci, mutamenti sono sempre il risultato umanissimo dell’incontro fra un traduttore e un testo, tuttavia viene naturale domandarsi quanto e fino a dove vale questa prospettiva nel momento in cui il testo è quello scientifico, nel nostro caso storico. Prima di affrontare alcuni nodi che emergono dai contributi che vengono qui presentati, facciamo un passo indietro, perché indicare la genesi di questo numero monografico di «tradurre» permette di riconoscere il ruolo organizzativo e intellettuale rivestito da alcuni amici e colleghi, nonché aiuta a sottolineare come apparisse urgente una riflessione su saggistica e traduzione, in quanto terreno di lavoro e riflessione sostanzialmente non riconosciuto o trascurato.

Poesia, Economia, Editoria e altre rime tempestose

UN NUMERO MONOGRAFICO SULLA TRADUZIONE DI POESIA IN ITALIA
A CURA DI FRANCO NASI |

Non molto tempo fa, ad un convegno sulla traduzione, una giovane traduttrice e consulente editoriale, con buona esperienza e solida reputazione, all’interno di un discorso articolato e pieno di buon senso pratico, aveva detto che un libro di narrativa non vende di più o di meno se la traduzione è più o meno buona. La bontà della traduzione, a suo dire,

Tradurre (per il) teatro

UN NUMERO MONOGRAFICO A CURA DI GIOVANNI GRECO | Gli studi sulla traduzione hanno conosciuto negli ultimi quarant’anni una fioritura senza precedenti per quantità e per qualità. Ci sono stati tuttavia, all’interno di questo rigoglio, settori della letteratura e della comunicazione in senso più ampio che hanno rappresentato un oggetto privilegiato per la ricerca e altri più trascurati.

Mon semblable, mon frère!

NESSUNO PIÙ DEL TRADUTTORE ha diritto di fare propria la baudelairiana chiamata di correo al lettore. Lettore per eccellenza, ancor più di altri scrittori il traduttore è costretto a contare sulla complicità del collega lettore perché passi sotto silenzio la sua ipocrita pretesa di parlare per conto terzi. Il traduttore sta nascosto a casa sua, il lettore non sa a chi si sta affidando, o fa finta di non saperlo.

NESSUNO PIÙ DEL TRADUTTORE ha diritto di fare propria la baudelairiana chiamata di correo al lettore. Lettore per eccellenza, ancor più di altri scrittori il traduttore è costretto a contare sulla complicità del collega lettore perché passi sotto silenzio la sua ipocrita pretesa di parlare per conto terzi. Il traduttore sta nascosto a casa sua, il lettore non sa a chi si sta affidando, o fa finta di non saperlo.