Categoria: Traiettorie

Curzio Malaparte

di Franco Baldasso | Parlare di Curzio Malaparte come mediatore della letteratura tedesca in Italia ha del paradosso. Pochi scrittori italiani, non solo nel Novecento, sono stati così ostinatamente, così ostentatamente antitedeschi. Eppure le sue prese di posizione polemiche, le sue stroncature sia politiche che letterarie rivelano se non una conoscenza specialistica, un’inesausta e non superficiale attenzione verso i movimenti politico-culturali a nord delle Alpi e un’apertura ai nuovi avvenimenti nella letteratura in lingua tedesca, profondamente diversa da quella degli altri intellettuali italiani nel periodo tra le due guerre.

Giaime Pintor

di Stefania De Lucia |

L’interesse di Giaime Pintor per la lingua e la cultura tedesca affonda le radici nell’infanzia ed è riconducibile alla passione familiare per la radio e per la musica, in particolare per Schubert, Beethoven e Wagner. Anche in età adulta la musica resta ai suoi occhi un’arte nella quale, a differenza di quanto avviene nella parola scritta, i paesi di lingua tedesca conservano memoria dei più alti valori civili, senza piegarli alle nuove ideologie politiche.

Cristina Campo

di Flavia Di Battista | L’immagine che di Cristina Campo restituisce la critica – rimasta a lungo appannaggio quasi esclusivo di chi le era stato amico – è quella di una donna orgogliosamente situata ai margini del sistema letterario contemporaneo. Molti elementi contribuiscono alla costruzione di questo ritratto: dichiarazioni programmatiche come quella posta in calce a Il flauto e il tappeto:

LTit – Letteratura tradotta in Italia. Anteprima

di Michele Sisto |

In questa nuova rubrica «tradurre» presenterà in anteprima alcuni degli studi sui mediatori italiani di letterature straniere che a partire dal 1° giugno 2018 appariranno sul portale LTit – Letteratura tradotta in Italia (www.ltit.it). LTit nasce dal progetto FIRB/Futuro in Ricerca Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia: editoria, campo letterario, interferenza finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) per il periodo 2013-2018, coordinato da Michele Sisto con Anna Baldini e Irene Fantappiè, e sviluppato presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici in Roma, l’Università per Stranieri di Siena e l’Università di Roma 1 «La Sapienza».

Lavinia Mazzucchetti

di Anna Antonello | L’attività di mediazione di Lavinia Mazzucchetti rispecchia fedelmente il suo approccio diretto alla letteratura. Alle osservazioni “di seconda mano” preferisce i testi originali: nella prefazione alla sua tesi di laurea, Schiller in Italia, consiglia ai lettori di «tralasciare la lettura di questo mio come di molti altri saggi più o meno oziosi sullo Schiller, ma di trarne occasione ed incitamento per accostarsi o riaccostarsi con animo aperto e con vigile giudizio all’opera e alla personalità di codesto autore» (Mazzucchetti 1913, 13).

Giuseppe Antonio Borgese

di Daria Biagi | Scrittore e saggista, accademico, traduttore, giornalista e uomo politico, Giuseppe Antonio Borgese è stato tra gli intellettuali italiani più influenti della prima metà del Novecento, e la sua attività, soprattutto negli anni giovanili, è profondamente legata alla cultura e alla letteratura di lingua tedesca.

Umberto Barbaro

di Simone Costagli | In gran parte limitato alla sua prima fase di intellettuale e scrittore (1927-1935), l’interesse di Umberto Barbaro per la letteratura tedesca appare un aspetto marginale rispetto alla sua attività di critico e teorico cinematografico, con la quale si è guadagnato un posto di assoluto rilievo nella cultura italiana del Novecento. Si affaccia dunque l’ipotesi che questo suo avvicinamento al mondo della cultura tedesca sia stato soltanto occasionale, poiché avvenuto, tranne la significativa eccezione delle traduzioni di Sigmund Freud, in una fase in cui

Giacomo Prampolini

di Sara Culeddu | L’impegno di Giacomo Prampolini per le letterature scandinave va letto alla luce dell’instancabile lavoro di traduttore e mediatore di un vasto numero di letterature (Pavese 1997). Egli si pone, infatti, quasi come «missione» la divulgazione in Italia del maggior numero possibile di letterature minori, molte delle quali, negli anni venti, ancora pressoché sconosciute nel nostro paese. Perlopiù è lui a scegliere i testi da importare,

Tommaso Landolfi

di Stefania De Lucia | Esistono pochi indizi di quando e come Landolfi si sia avvicinato alla lingua e alla cultura tedesca. Le indicazioni dei libri letti già in adolescenza testimoniano di una precoce apertura alle letterature straniere, in particolar modo a quella francese e inglese, ma le tracce che Idolina Landolfi, instancabile e puntuale biografa del padre, fornisce in tal senso