Numero 14 (primavera 2018)

La Premio Nobel, Balzac, la Sardegna e la «Biblioteca romantica»

GRAZIA DELEDDA TRADUTTRICE DI EUGÉNIE GRANDET di Mario Marchetti | Un filo carsico lega Balzac e Deledda. Grazia Deledda, a quanto si sa, tradusse un unico libro, il balzachiano Eugénie Grandet per la «Biblioteca romantica» diretta per Mondadori da G. A. Borgese, che apparve nel 1930 col titolo di Eugenia Grandet. E così Balzac fece un assai inusuale, per l’epoca, viaggio in Sardegna nella primavera del 1838. Cosa li spinse a queste scelte sorprendenti?

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Tradotto con Google

TRADUZIONE EDITORIALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Giordano Vintaloro | 1. Dodici anni di deliri Sono solo dodici anni che Google Translate accompagna le nostre ricerche ma sembra sia sempre esistito. Prima del 2006, l’approccio prevalente alla traduzione automatica era la Rule-Based Machine Translation (RBMT), basata sul precaricamento di informazioni linguistiche su grammatica, sintassi e vocabolario delle lingue di origine e di destinazione. Franz Och, il capo del gruppo di ricercatori che avevano lanciato Translate, ne illustrava così il funzionamento:

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Un pilastro della «Medusa»

ALESSANDRA SCALERO NEL CARTEGGIO CON LA SORELLA LILIANA di Elisa Bolchi | Il mio studio si inserisce dunque in questa prospettiva e mira a ricostruire la figura di Alessandra Scalero grazie alle carte d’archivio, e in particolare al carteggio con la sorella Liliana, traendo così dall’ombra una traduttrice che ebbe un ruolo pioneristico nell’importazione della cultura straniera in Italia in epoca fascista. Spero, in questo modo, di mettere sotto la giusta luce una donna che fece della traduzione non solo un mestiere ma la propria “professione”, grazie alla quale poté mantenere l’indipendenza economica senza contare sull’appoggio di un padre o…

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Benedetto Croce, ancora lui!

ALLE ORIGINI DELLA TRADUZIONE EDITORIALE CONSAPEVOLE IN ITALIA di Gianfranco Petrillo | Tra la fine degli anni venti e gli inizi dei trenta del Novecento, si sa, nacquero in Italia (confesso di non sapere, per ora, quando ciò sia accaduto altrove; e sarebbe importante saperlo) le prime collane editoriali dedicate consapevolmente a scrittori stranieri: la «Modernissima» di Gian Dàuli, la «Biblioteca romantica» di Borgese, la «Biblioteca europea» di Antonicelli, «Il Genio russo» di Polledro, gli «Scrittori nordici» di Mazzucchetti; e così via. E con queste collane si fece man mano sempre più forte lo scrupolo filologico, l’esigenza dell’integrità dei testi,…

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Tradurre la punteggiatura: un primo tentativo

LA VIRGOLA E LA LINEETTA, DUE CASI PARADIGMATICI FRA INGLESE E ITALIANO di Marco Brambilla Comprendere i meccanismi linguistici che stanno alla base dell’uso della punteggiatura ha una grande importanza in traduzione. Capire come un testo utilizza i segni di interpunzione è necessario per cogliere le sfumature semantiche della lingua, e per rendere in traduzione un testo quanto più rispettoso dell’originale e fedele alle strategie traduttive adottate. Questo articolo cercherà di far luce su una questione che non potrà certo essere risolta proponendo una soluzione univoca: quali metodi utilizzare per tradurre la punteggiatura quando si vuole rendere in italiano un…

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Lavinia Mazzucchetti (Milano 1889 – Milano 1965)

di Anna Antonello | L’attività di mediazione di Lavinia Mazzucchetti rispecchia fedelmente il suo approccio diretto alla letteratura. Alle osservazioni “di seconda mano” preferisce i testi originali: nella prefazione alla sua tesi di laurea, Schiller in Italia, consiglia ai lettori di «tralasciare la lettura di questo mio come di molti altri saggi più o meno oziosi sullo Schiller, ma di trarne occasione ed incitamento per accostarsi o riaccostarsi con animo aperto e con vigile giudizio all’opera e alla personalità di codesto autore» (Mazzucchetti 1913, 13).

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Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa 1882 – Fiesole 1952)

di Daria Biagi | Scrittore e saggista, accademico, traduttore, giornalista e uomo politico, Giuseppe Antonio Borgese è stato tra gli intellettuali italiani più influenti della prima metà del Novecento, e la sua attività, soprattutto negli anni giovanili, è profondamente legata alla cultura e alla letteratura di lingua tedesca.

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Umberto Barbaro (Acireale 1902 – Roma 1959)

di Simone Costagli | In gran parte limitato alla sua prima fase di intellettuale e scrittore (1927-1935), l’interesse di Umberto Barbaro per la letteratura tedesca appare un aspetto marginale rispetto alla sua attività di critico e teorico cinematografico, con la quale si è guadagnato un posto di assoluto rilievo nella cultura italiana del Novecento. Si affaccia dunque l’ipotesi che questo suo avvicinamento al mondo della cultura tedesca sia stato soltanto occasionale, poiché avvenuto, tranne la significativa eccezione delle traduzioni di Sigmund Freud, in una fase in cui

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Giacomo Prampolini (Milano 1898 – Pisa 1975)

di Sara Culeddu | L’impegno di Giacomo Prampolini per le letterature scandinave va letto alla luce dell’instancabile lavoro di traduttore e mediatore di un vasto numero di letterature (Pavese 1997). Egli si pone, infatti, quasi come «missione» la divulgazione in Italia del maggior numero possibile di letterature minori, molte delle quali, negli anni venti, ancora pressoché sconosciute nel nostro paese. Perlopiù è lui a scegliere i testi da importare,

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Tommaso Landolfi (Pico Farnese 1908 – Ronciglione 1979)

di Stefania De Lucia | Esistono pochi indizi di quando e come Landolfi si sia avvicinato alla lingua e alla cultura tedesca. Le indicazioni dei libri letti già in adolescenza testimoniano di una precoce apertura alle letterature straniere, in particolar modo a quella francese e inglese, ma le tracce che Idolina Landolfi, instancabile e puntuale biografa del padre, fornisce in tal senso

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