Categoria: Archivio

Reminiscenze e borbottii / 6

Il vecchio lettore |

Uno degli aspetti più platealmente volgari del gran parlare mediatico di traduzioni è l’inconsapevolezza critica delle distinzioni che vi vengono praticate. Sì, perché salta all’occhio che ai poeti traduttori di poeti e ai grandi traduttori o ritraduttori di classici antichi e moderni vengono riservati (per solito al servizio pubblicitario delle grandi case editrici) attenzione e spazio molto superiori che ai normali professionisti delle versioni della letteratura corrente, dei quali viene a mala pena menzionato il nome, onore minimo che viene invece negato

Quinta di copertina

UNA NUOVA RUBRICA A DISPOSIZIONE DEI TRADUTTORI |

In ogni libro tradotto, c’è una pagina mancante. È la pagina in cui il traduttore racconta come e perché dal testo originale, attraverso molteplici stesure, parole scritte e cancellate, appunti su taccuini e letture di contorno, ha scelto le parole che, a una a una, nero su bianco, compongono il libro che tenete in mano.

Se avete letto La pagina bianca di Karen Blixen (in Ultimi racconti, Adelphi, 1982, traduzione italiana di Adriana Motti), sapete che in letteratura esiste un convento, «tra le azzurre montagne del Portogallo», dove le monache carmelitane producono il lino più fine del paese, un lino così «liscio, delicato e liliale» che le monache forniscono le lenzuola nuziali perfino alla casa reale. Nel convento, ormai in rovina, esiste altresì una galleria,

Il più longevo, prolifico e poliedrico traduttore dell’Einaudi

di Ernesto Ferrero |

La figura vicaria del traduttore, costretto dal gioco delle parti a restarsene in ombra, tra le fila della servitù, anche se è co-autore a pieno titolo dell’opera tradotta, si può arricchire di un ulteriore specificazione. Può diventare un Autore Invisibile 2.0, in cui sparisce anche l’identità personale perché occultata da uno pseudonimo redazionale. È questo il destino del revisore

Dal diario di una traduttrice: Lost & Found, oggetti (e soggetti) smarriti

DIVAGAZIONI A PROPOSITO DI DUE LIBRINI RECENTI

di Rossella Bernascone |

Poco meno di quarant’anni fa, nell’estate del mio contento in cui muovevo i primi passi nella traduzione poetica appoggiandomi agli unici due puntelli a disposizione, Giorgio I e Giorgio II: Teoria e storia della traduzione di Georges Mounin e After Babel di George Steiner, affamata di libri che mi parlassero dell’oggetto del mio innamoramento, mi emozionai scovando su una bancarella di libri usati il titolo La traduzione.

Cervantes, Shakespeare e la tripla falsità

UNA STORIA DI TRADUZIONI, FINZIONI E MERCATO DELL’INTRATTENIMENTO

di Giovanni Greco |

Si sono mai incontrati i due contemporanei Cervantes e Shakespeare? In realtà, smontato il castello delle coincidenze, in una forma molto controversa, la relazione intertestuale tra i due viene adombrata in un testo teatrale di più di un secolo dopo, scritto da un tal Lewis Theobald, con il titolo intrigante di Double Falsehood (Doppia falsità), che va in scena nel 1727 a Londra. Ma che rapporto esiste tra Double Falsehood, Theobald, Shakespeare (e il suo sodale degli ultimi anni, Fletcher) e Cervantes?

Un cammello per la cruna di un ago

LA LUNGA E AVVENTUROSA STORIA DELLE TRADUZIONI BIBLICHE ITALIANE

di Norman Gobetti |

Biblia, ovvero “Libri”. L’esplicita pluralità è insita fin dal nome nella collezione delle decine di testi sacri raccolti nell’arco di un millennio prima dagli ebrei e poi dalle tante chiese cristiane. Pluralità di generi letterari (miti, cronache, raccolte di leggi, trattati, predicazioni, discorsi, proverbi, novelle, inni, canti d’amore, preghiere, epistole, parabole, profezie, visioni e molto altro), pluralità di punti di vista (moltissimi eventi, dalla creazione dell’uomo e della donna alla morte e resurrezione di Gesù, vengono narrati più volte, con varianti spesso notevoli), pluralità testuale (solo col tempo si definirono versioni standardizzate collazionando manoscritti diversi), pluralità canonica (i libri considerati ispirati non sono gli stessi per tutte le chiese cristiane, e ovviamente non sono gli stessi per ebrei e cristiani), e anche pluralità linguistica.

«Ad amare una volta un po’ meglio tutti gli altri mortali»

UGO FOSCOLO E LA TRADUZIONE DEL SENTIMENTAL JOURNEY

di Alessio Mattana |

Oratore della libertà e assiduo frequentatore di Yorick: quale Ugo Foscolo?

Pubblicata nel 1813 con il titolo Viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e l’Italia, la versione di A Sentimental Journey di Laurence Sterne (1768) elaborata da Ugo Foscolo è una delle traduzioni d’autore più note ai lettori italiani. Il grado di libertà che l’autore esercitò nei confronti del testo originale è parte integrante del suo fascino: «condotta con fantasia sollecitata e insieme frenata» (Varese 1982, 38), è quella di Foscolo una traduzione che interpreta il pensiero di Sterne oltre la lettera senza per questo sacrificare lo spirito dell’originale.

Dal giovane Holden al vecchio Alex

LA MIMESI DELL’ITALIANO GIOVANILE TRA INVENZIONE E TRADUZIONE

di Stefano Ondelli | The Catcher in the Rye di Salinger, noto in italiano come Il giovane Holden, è considerato un romanzo di svolta non solo per i temi trattati ma anche per le innovazioni che introduce a livello linguistico, e questo è vero per l’originale americano (Costello 1959) come pure per la sua traduzione in italiano (per una panoramica, cfr. Gentili 2014). Fino a pochissimo tempo fa era lecito parlare di traduzione al singolare perché, in riferimento a questo romanzo (a cominciare dal titolo), il pensiero andava immediatamente alla versione einaudiana del 1961 a firma di Adriana Motti.

Françoise Brun, une grande dame des lettres italiennes en français

UNE CONVERSATION AVEC EDITH SOOCKINDT, 12 JUILLET 2016 (http://tinyurl.com/j4g72kf).

Françoise Brun est une des grandes traductrices de l’italien et c’est plus de 130 œuvres traduites qui jalonnent sa carrière, de Baricco à Loy en passant par Agus et Sorrentino. Signe de ce labeur soutenu au fil des ans, elle a reçu en 2011 à l’unanimité le Grand Prix de Traduction de la Société des Gens de Lettres, une belle récompense pour le travail d’une vie.

Curieuse d’en apprendre davantage, je l’ai donc soumise au feu brûlant de mes questions…

L’interview est longue et dense, mais passionnante !