Pratiche

Quando il traduttore prende la parola

A PROPOSITO DI UN LIBRO RECENTE DI DANIELE PETRUCCIOLI di Aurelia Martelli | Come sempre, quando qualcuno scrive di traduzione, mi ritrovo a essere d’accordo su alcuni aspetti e meno su altri, a essere divertita da alcune descrizioni e irritata da altre, a cambiare prospettiva su certe questioni, e su altre a rimanere ferocemente aggrappata alle mie (personalissime e sicuramente opinabili) convinzioni. Non è solo questione di incertezza o personale confusione, intendiamoci. I

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Lo strano caso delle “storie sommerse” dei fratelli Grimm

RIFLESSIONI SU RISCRITTURA, TRADUZIONE E DIDATTICA di Camilla Miglio | L’idea che vada esplorato un “canone sommerso” appartiene alla filologia dei testi antichi, che ancora in tempi recentissimi lavora sulla trasmissione di testi perduti. Perduti perché non protetti dalle istituzioni della polis; perché orali e rimasti nella dimensione performativa; perché esclusi dalla conservazione d’archivio o di biblioteca a causa del loro contenuto ritenuto basso e non adeguato alla memoria di lunga durata.

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Dal diario di una traduttrice: «Carte in tavola»

LA RIPRESA DI UNA VECCHIA TRADUZIONE, CON L'AUSILIO DELL'AUDIOLIBRO di Rossella Bernascone | E come si fa, quando a distanza di trent'anni, occorre rivedere una traduzione e non si dispone più del testo originale scritto? Quella di ripensare un libro tramite l'interpretazione di un'attrice o di un attore che lo legge in originale è un'esperienza viva e singolare.

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Tradurre a 32 mani

IN UNA SCUOLA PER TRADUTTORI, UN VERO LIBRO PER UN VERO EDITORE di Paola Mazzarelli | Nella scuola per traduttori editoriali dove insegno, la seconda metà del corso (pari sulla carta a 300 ore di lavoro, cioè al 50% delle ore totali; ma in realtà se ne fanno di più) è dedicata, come oggi si usa nelle scuole professionali, a uno stage che simula il più possibile una vera esperienza di lavoro. Nel nostro caso, si tratta della traduzione collettiva da parte degli allievi di un testo di prossima pubblicazione presso un editore nazionale.

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Piccoli traduttori crescono

TRADURRE FREEDOM WRITERS IN CLASSE di Susanna Basso | Le esperienze di insegnamento della traduzione all'interno del curriculum scolastico si stanno facendo sempre più frequenti. Di una, presso il Liceo Galielo Galilei di Ostiglia, hanno dato conto le insegnanti che l'hanno condotta, le professoresse Carla Barbi e Maria Chiara Romani, (Fahernheit 451 ritradotto da liceali). Ora riferiamo su quella in corso presso il Liceo Maria Mazzarello di Torino.

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Heaney poeta di terra

INTERVISTA A FRANCESCA ROMANA PACI E MARCO SONZOGNI di Anna Ravano | Francesca Romana Paci e Marco Sonzogni sono due fra i traduttori italiani del grande poeta irlandese. La loro conversazione con Anna Ravano illumina non soltanto i criteri che ispirano il loro lavoro, ma anche, e forse soprattutto, qual è il legame più intimo e signficativo fra chi traduce poesia e il poeta tradotto.

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Una grande fioritura, ma ancora tante lacune

LE TRADUZIONI DI NARRATIVA ROMENA IN ITALIANO, 1990-2014 di Roberto Merlo | Un'ampia e ragionata rassegna della crescita che l'attenzione verso i narratori romeni ha subito in Italia negli ultimi decenni, in concomitanza con la crescita dell'immigrazione di cittadini romeni, che oggi rappresentano nel nostro paese la più numerosa comunità straniera.

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Inventività linguistica e virate gratuite

NICOLA PASQUALETTI E DELIA ANGIOLINI DI NUOVO ALLE PRESE CON UWE JOHNSON di Paola Quadrelli | A distanza di quasi dieci anni dalla pubblicazione presso Feltrinelli del secondo volume degli Jahrestage di Uwe Johnson – editi originariamente da Suhrkamp in quattro parti tra il 1970 e il 1983 – esce finalmente presso la coraggiosa casa editrice romana L'Orma il terzo volume (Uwe Johnson, <em>I giorni e gli anni, 20 dicembre 1967 – 19 aprile 1968</em>, traduzione di Nicola Pasqualetti e Delia Angiolini, Roma, L’Orma, 2014, pp. 552, €26,00). La meritoria impresa editoriale,

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L’argot n’existe pas…

di Luciana Cisbani | L’argot non esiste. L’affermazione grazie a Dio non è mia, ma del lessicografo e studioso di argot Gaston Esnault (1901, XV). Per essere meno dogmatici, diciamo che sarebbe opportuno non parlare mai di argot al singolare e che, come suggerito in tempi più recenti da Denise François-Geiger in un denso intervento sull’argot nella letteratura,

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Una casa per i traduttori, a Roma

UNA ISTITUZIONE CON POCO SPAZIO FISICO MA UN GRANDE SPAZIO CULTURALE di Simona Cives | L'esistenza di una Casa delle Traduzioni, da poco fondata a Roma nell'ambito del sistema bibliotecario urbano sul modello di quelle esistente in vari paesi europei, è ancora poco nota. La storia inizia nel 2008. L'impresa era di non poco conto.

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