Pratiche

Le scuole / Tradurre la letteratura: uno spazio per la formazione dei traduttori editoriali

LA “SCUOLA DI MISANO” di Roberta Fabbri | Tradurre la letteratura è un corso di perfezionamento in traduzione editoriale che nei suoi ventitré anni di storia ha accolto più di 400 allievi. Il corso rientra fra le diverse attività di alta formazione organizzate dalla Fondazione Unicampus San Pellegrino che, oltre alla laurea triennale in Mediazione linguistica e alla laurea magistrale in Relazioni internazionali (in collaborazione con l’Università Link Campus), includono anche corsi post laurea e post dottorato, come la Nida School of Translation Studies, la summer school che ogni anno accoglie le figure internazionali più rappresentative nel mondo della teoria…

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I docenti / La lezione di traduzione

di Daniele Petruccioli | Sono trentasei, demotivati, stanchi, non hanno nessun interesse per quello che stai per dirgli, si sono affacciati perché pare che a portoghese non bocciano mica, oppure perché gli sembra importante, nel loro corso di studi, ampliare gli orizzonti il più possibile, certo però che se invece di questo inutile corso di traduzione dei soliti testi letterari avessero messo qualcosa più sull’informatico, o sulla mediazione culturale... Oppure sono quattro, motivatissimi, entusiasti, innamorati, sanno benissimo quello che hanno scelto, lo vogliono fin da ragazzini, hanno letto, studiato e praticato la traduzione a vari livelli, e

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Le scuole / Langue&Parole: una storia d’amore tra la formazione e la Rete lunga dieci anni

di Marina Invernizzi | Nel 2009 la Rete era ben diversa da come la conosciamo oggi. I social non esistevano o quasi (il mio profilo personale su Facebook contava 36 contatti), i blog cominciavano a produrre le prime “star del web” – qualcuno ricorderà personaggi come Cavoletto di Bruxelles – , ma molte di queste non compravano nemmeno un dominio e scrivevano i loro articoli su spazi i cui indirizzi finivano con blogspot.com… Un’epoca in cui per molti la formazione a distanza era ancora quella per corrispondenza (sì, proprio via posta ordinaria) o, al massimo, in autoapprendimento, con materiali inviati…

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I traduttori / Un traduttore sul bordo

di Vincenzo Barca | Scrivo da un bordo. Bordo dell’età: ho compiuto 68 anni e ho mal di schiena. Dicono che si possa esercitare il mestiere finché i neuroni ce la fanno a gestire la necessaria catasta di dati. Narra la leggenda di un traduttore ormai decrepito che, dal divano dal quale più non si muoveva, continuava a dettare ai suoi discepoli il testo che scaturiva dalla sua mente superallenata. Ma non vorrei ridurmi così. E non ho discepoli. Bordo della lontananza:

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Le scuole / L’editoria è un lavoro artigianale

di Leonardo G. Luccone | Quando ho iniziato a tradurre, internet, almeno in Italia, era agli albori. Era il 1995 e potevo accedere alla rete solo dall’università, e per quanto Mosaic, l’unico motore di ricerca, mi spalancasse torrenti di conoscenza inaspettati, non trovavo quasi nulla di ciò che stavo cercando; mi imbattevo in tutt’altro. Volevo chiarirmi l’uso di una certa espressione in un certo contesto e finivo ad ammirare la collezione di chitarre elettriche di un riccone nello sprofondo dell’Alabama.

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I traduttori / Da lettore spensierato a traduttore in nuce

di Laura Bortot | La mia "storia" inizia con un dato concreto e in qualche modo bizzarro, capriccioso: la volontà irremovibile di non tradurre. In effetti, se mi guardo indietro in cerca di episodi, incontri o esperienze che mi abbiano "avvicinata" all'idea e alla pratica della traduzione, mi imbatto in un ricordo del liceo.

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I traduttori / La reticella dorata

COME SONO DIVENTATA TRADUTTRICE di Yasmina Melaouah | Forse si traduce sempre per lenire un esilio. E allora un po’ in esilio occorre esserci stati. Essersi sentiti spaesati e aver avuto voglia segretamente di tornare a casa. A una casa. In mezzo, insomma, ci sono sempre lontananze e nostalgie, vaghe ferite e desiderio di ripararle. In mezzo quindi, anzi prima, ci sono i libri, c’è la letteratura, che con l’esilio e la lontananza e la tensione al ritorno tesse le sue storie.

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I traduttori / Come sono diventata una traduttrice letteraria

di Antonietta Pastore | Quando sono andata a vivere in Giappone, nel lontano 1977, insieme al mio ex marito giapponese, conoscevo molto poco la lingua del paese, l’avevo soltanto studiata da sola su un paio di testi. Quel poco che avevo appreso, però, mi è stato prezioso per cominciare a comunicare con le persone intorno a me, innanzi tutto con i miei suoceri, che ci hanno ospitati in casa loro per sei mesi. Le conversazioni in cucina con mia suocera, che si sforzava di capire le mie frasi zoppicanti e aveva la pazienza

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Gli allievi / Miseria e splendori dei corsi di Lingua e traduzione inglese

ALL’UNIVERSITÀ DI TORINO. di Mattia Venturi | Quello che mi è stato chiesto è di riportare la mia esperienza di studente all'interno dell'università. E non è facile, per un neofita della materia come me, mettersi a parlare di traduzione a chi di traduzione si occupa per mestiere. Per due motivi: il primo è che il mio sguardo rischia di essere ingenuo. Il secondo è che non ho potuto esimermi dal riportare un'esperienza soggettiva. Quella che segue è la trascrizione dei fatti per come li ho vissuti e per come ho deciso di trascriverli. Anche se avessi provato a essere il…

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Gli allievi / Imparare a tradurre all’Università degli studi di Milano

di Patricia Badji | L’Università degli studi di Milano non ha un vero e proprio percorso formativo dedicato alla traduzione editoriale. O meglio, prevede un curriculum che permette agli studenti di laurearsi in studi traduttologici, ma la scelta degli esami qualificanti è molto libera. Sta agli studenti, dunque, cercare di comporre il proprio curriculum formativo nel modo più adeguato possibile. L’unico requisito è la reiterazione dell’esame di Teoria e tecnica della traduzione inglese. Il corso è

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