Pratiche

Una rivista ormai storica: «Poesia»

di Franco Nasi | La rivista «Poesia. Mensile internazionale di cultura poetica» è nata nel 1988. Da allora è stata un appuntamento mensile per molti lettori e appassionati di poesia in Italia. Un appuntamento che fin dall’inizio ha avuto luogo un po’ dappertutto, perché la rivista aveva fatto la scelta coraggiosa di uscire in edicola. Scelta fortunata, se a distanza di quasi trent’anni la rivista continua ad avere fedeli lettori e qualificati collaboratori. A fondarla è stato Nicola Crocetti

Va' avanti »

Passigli editori in Firenze: nuove vite della poesia

LE LINEE EDITORIALI DETTATE DALLA ESISTENZA O MENO DEI TRADUTTORI ADEGUATI di Fabrizio Dall’Aglio | Credo che inizialmente, nei nostri primi passi di lettori, le traduzioni non esistano o quasi. Esistono magari come prove e reminiscenze scolastiche, ma i libri che ci danno o ci procuriamo da leggere ci appaiono come degli originali, poco importa che siano in realtà traduzioni da Jack London, da Mark Twain, da Alphonse Daudet o da altri. Questa inconsapevolezza, da un certo punto di vista, fa anche parte

Va' avanti »

La poesia ispanica novecentesca in traduzione italiana

PANORAMICA E PROPOSTE di Valerio Nardoni | La poesia ispanica novecentesca conosciuta in Italia, cioè tradotta, pubblicata e distribuita presso un pubblico che possa dirsi “ampio”, può ridursi forse a due grandi nomi: Federico García Lorca, per l'area europea, e Pablo Neruda, per il continente americano. Accanto a questi poeti non mancano, naturalmente, felici eccezioni, e, per quanto riguarda la produzione latino-americana, piuttosto popolari sono i nomi di Jorge Luis Borges o di César Vallejo

Va' avanti »

La valle delle farfalle*

di Bruno Berni | Tradurre poesia non è mai un atto banale, richiede – più che la prosa − la capacità (almeno il tentativo) di lasciarsi scivolare in un testo, indossarlo, esplorarlo a occhi chiusi, percepirlo sulla pelle, sentirlo fin dentro allo stomaco, provare persino il dolore che lo sostiene. Per poi spogliarsi di nuovo e, conservandone traccia sull’anima, tenere lontano il mondo e cucire un nuovo testo, ancora a occhi chiusi, con altri materiali, ma un testo che dia a chi lo indossa le stesse sensazioni provate. Forse è così, tradurre poesia. O forse no.

Va' avanti »

Pastore della Molteplicità

di Gianfranco Petrillo | In questi mesi, le numerose commemorazioni del ventesimo anniversario della sua scomparsa hanno definitivamente consacrato Sergio Atzeni, non solo nella sua Sardegna, quale grande scrittore della lingua italiana. Vent'anni fa, infatti, una violenta mareggiata se l’è portato via sulle scogliere di Carloforte. E con lui s’è portato via un progetto ardito

Va' avanti »

Il seminario di Parma

3 MAGGIO 1995. CON LA VIVA VOCE  di Sergio Atzeni (a cura di Gigliola Sulis) | [clicca qui per ascoltare la prima mezz'ora del Seminario: su_audio url="https://rivistatradurre.it/wp-content/uploads/2015/10/Sergio Atzeni - Tradurre dal creolo.mp3"] Nell’anno 1991, verso la fine del 1991, dopo aver tradotto già parecchi libri per parecchi editori italiani e convinto di aver ormai un prestigio inattaccabile, ho cercato di realizzare un antico sogno, cioè tradurre un libro per l’editore Einaudi. Antico sogno perché sono cresciuto fin da ragazzo nel mito delle edizioni Einaudi e alcuni degli uomini che hanno fatto la Einaudi, come Vittorini, Pavese, Calvino, Primo Levi, erano…

Va' avanti »

Un artigiano scrupoloso e accurato

L'ITINERARIO DI SERGIO ATZENI TRADUTTORE. UNA TESTIMONIANZA di Paola Mazzarelli | Il testo del seminario che Sergio Atzeni tenne all’università di Parma nel 1995, pubblicato in questo numero di «tradurre», è una delle rare testimonianze dirette del lavoro di traduttore – indefesso e faticoso, ma anche a suo modo appagante – che di fatto dette da vivere allo scrittore tra il 1988 e il 1995.

Va' avanti »

Calabuig, e la lontananza

UN PROGETTO EDITORIALE DAL PUNTO DI VISTA DELL'EDITOR di Mariarosa Bricchi | I libri, di solito, non sono perfetti, e cercare libri belli per mestiere espone a sistematiche delusioni, e all'esercizio del patteggiamento. Alla fine, ogni libro che si sceglie di pubblicare è un'approssimazione al libro ideale – che non esiste, o è Guerra e pace. Pubblicare un libro è, per l'editor, un modo di riconoscere l'inatteso, il diverso, una scheggia di incanto. Poi, a posteriori, le approssimazioni si connettono, svelano i rapporti segreti che avevano guidato la scelta, e si ordinano in un disegno. Per Calabuig, il disegno ha…

Va' avanti »

Indagine su un mestiere malnoto

LA REVISIONE DELLA TRADUZIONE EDITORIALE IN ITALIA di Giovanna Scocchera | Negli ultimi quindici anni, la revisione delle traduzioni ha suscitato un interesse crescente da parte della ricerca accademica. Gli studi sperimentali condotti sulla revisione rientrano perlopiù nell’ambito della Translation Process Research, che si preoccupa di indagare la traduzione in quanto processo ‒ e quindi anche nelle sue fasi costitutive ‒ applicando diversi metodi e strumenti di ricerca di tipo prevalentemente quantitativo.

Va' avanti »

Dalla tana alla luna

UNA TRADUTTRICE ITALIANA INVITATA IN TEXAS di Cristiana Mennella | Cristiana Mennella, traduttrice esperta di importanti autori americani contemporanei, ha trascorso un periodo di lavoro ospite a Marfa, in Texas, della Lannan Foundation, che, solita a invitare scrittori, ospitava per la prima volta un addetto alla traduzione. Qui Mennella racconta la sua esperienza.

Va' avanti »