Numero 15 (autunno 2018)

Il mondo della traduzione in Turchia

di Nevin Özkan | Sulla ricezione della lingua e della letteratura italiana in Turchia molto c’è da dire. Nel settore del commercio, anche in quello del commercio marittimo, come in quello bancario, si incontrano spesso parole italiane, un fenomeno che riguarda peraltro la lingua di molti paesi con cui l’Italia è entrata in contatto attraverso i secoli. Se si pensa alla letteratura, dopo la fondazione della Repubblica turca la traduzione in turco di opere classiche europee, incluse quelle italiane, è stata incoraggiata. In un primo momento vennero tradotte opere come la Divina Commedia, il Decameron, Il Principe di Machiavelli, il…

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I traduttori / La reticella dorata

COME SONO DIVENTATA TRADUTTRICE di Yasmina Melaouah | Forse si traduce sempre per lenire un esilio. E allora un po’ in esilio occorre esserci stati. Essersi sentiti spaesati e aver avuto voglia segretamente di tornare a casa. A una casa. In mezzo, insomma, ci sono sempre lontananze e nostalgie, vaghe ferite e desiderio di ripararle. In mezzo quindi, anzi prima, ci sono i libri, c’è la letteratura, che con l’esilio e la lontananza e la tensione al ritorno tesse le sue storie.

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La formazione del traduttore editoriale in Russia

di Elisa Baglioni e Anna Jampol’skaja | La Russia ha avuto un rapporto privilegiato con la traduzione letteraria. Come è noto, lo stesso padre della letteratura russa, Aleksandr Sergeevič Puškin, considerava i traduttori počtovye lošadi prosveščenija (i cavalli di ricambio dell’istruzione). Ovvero si è riconosciuto a tale disciplina un ruolo di primo piano nello sviluppo della cultura e della lingua nazionale.  

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I traduttori / Come sono diventata una traduttrice letteraria

di Antonietta Pastore | Quando sono andata a vivere in Giappone, nel lontano 1977, insieme al mio ex marito giapponese, conoscevo molto poco la lingua del paese, l’avevo soltanto studiata da sola su un paio di testi. Quel poco che avevo appreso, però, mi è stato prezioso per cominciare a comunicare con le persone intorno a me, innanzi tutto con i miei suoceri, che ci hanno ospitati in casa loro per sei mesi. Le conversazioni in cucina con mia suocera, che si sforzava di capire le mie frasi zoppicanti e aveva la pazienza

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Gli allievi / Miseria e splendori dei corsi di Lingua e traduzione inglese

ALL’UNIVERSITÀ DI TORINO. di Mattia Venturi | Quello che mi è stato chiesto è di riportare la mia esperienza di studente all'interno dell'università. E non è facile, per un neofita della materia come me, mettersi a parlare di traduzione a chi di traduzione si occupa per mestiere. Per due motivi: il primo è che il mio sguardo rischia di essere ingenuo. Il secondo è che non ho potuto esimermi dal riportare un'esperienza soggettiva. Quella che segue è la trascrizione dei fatti per come li ho vissuti e per come ho deciso di trascriverli. Anche se avessi provato a essere il…

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La recensione / 1 – Una concezione totale del tradurre

di Piernicola D’Ortona A proposito di: Simone Giusti, Tradurre le opere, leggere le traduzioni, Torino, Loescher, 2018, pp. 126, € 10,00 L’agile volume di Simone Giusti, numero 8 della collana «QdR / Didattica e letteratura», si presenta con un taglio squisitamente pratico, senza tuttavia trascurare un’ampia carrellata sul valore storico-letterario del tradurre. Con taglio pratico intendo un’immersione in esercizi ed esempi che possono segnare una traccia senz’altro utile all’insegnante di materie letterarie nella scuola secondaria. Per mostrare le potenzialità didattiche della riflessione sul tradurre, il primo capitolo del saggio (Traduco, dunque (ri)scrivo) propone ad esempio l’analisi di una poesia di…

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Gli allievi / Imparare a tradurre all’Università degli studi di Milano

di Patricia Badji | L’Università degli studi di Milano non ha un vero e proprio percorso formativo dedicato alla traduzione editoriale. O meglio, prevede un curriculum che permette agli studenti di laurearsi in studi traduttologici, ma la scelta degli esami qualificanti è molto libera. Sta agli studenti, dunque, cercare di comporre il proprio curriculum formativo nel modo più adeguato possibile. L’unico requisito è la reiterazione dell’esame di Teoria e tecnica della traduzione inglese. Il corso è

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La recensione / 2 – Una rassegna di metodologie ed esperienze didattiche

di Paola Brusasco | A proposito di: Teaching Translation. Programs, courses, pedagogies, edited by Lawrence Venuti, London-New York, Routledge, 2017, pp. 260, €42,98 Riprendendo un tema a lui caro – la traduzione secondo il modello ermeneutico – Lawrence Venuti raccoglie ventisei contributi sul tema della didattica della traduzione e li divide in quattro sezioni: Certificate and Degree Programs, Teaching Translation Practices, Studying Translation Theory, History and Practice, e Resources, cioè Corsi di laurea, Esperienze pratiche di didattica della traduzione, Studiare teoria, Storia e pratica della traduzione, e Risorse. Escludendo l’ultima sezione, la divisione non è così netta, in quanto i…

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Gli allievi / Studiare traduzione all’università: il corso di Forlì

di Olga Alessandra Barbato, Valeria Cassino, Martina Santarelli, Marco Troia | Correva l’anno accademico 2014/2015 quando abbiamo cominciato la magistrale in Traduzione specializzata presso la Scuola di lingue e letterature, traduzione e interpretazione dell’Università di Bologna, polo di Forlì. Di quel corso di laurea non resta che un lontano ricordo: oggi si cela infatti sotto le sembianze di Specialized translation, che ha consolidato la vocazione internazionale della facoltà rendendola ancor più accessibile a studenti di tutto il mondo. Ora la maggior parte delle lezioni è infatti in inglese, mentre quelle di traduzione editoriale sono rimaste invariate e si tengono ancora…

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La recensione / 3 – L’italiano plurale e il sostrato comune

di Massimo Fanfani A proposito di: Mariarosa Bricchi, La lingua è un’orchestra. Piccola grammatica italiana per traduttori (e scriventi), Milano, il Saggiatore, 2018, pp. 272, € 22,00 Con questo volume Mariarosa Bricchi si è proposta di delineare una «grammatica italiana per traduttori», ovvero «quello che grammatica, linguistica del testo, lessicografia, letteratura italiana possono fare per chi scrive, in particolare per i traduttori, e per i loro editor». In verità l’opera non è diretta solo ai traduttori e agli editor, ma considera anche CM/quello che i traduttori possono fare per la grammatica italiana: conoscerla, rispettarla, trasgredirla, forzarne, se opportuno, i limiti…

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