Il vecchio lettore

Reminiscenze e borbotti / 6

Il vecchio lettore | Uno degli aspetti più platealmente volgari del gran parlare mediatico di traduzioni è l’inconsapevolezza critica delle distinzioni che vi vengono praticate. Sì, perché salta all’occhio che ai poeti traduttori di poeti e ai grandi traduttori o ritraduttori di classici antichi e moderni vengono riservati (per solito al servizio pubblicitario delle grandi case editrici) attenzione e spazio molto superiori che ai normali professionisti delle versioni della letteratura corrente, dei quali viene a mala pena menzionato il nome, onore minimo che viene invece negato

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Reminiscenze e borbottii / 5

Il vecchio lettore | Il vecchio lettore torna. Ancora più vecchio, ovviamente, e dentro di sé forse più rancoroso. Ma con la promessa, fatta prima di tutto a se stesso, di limitare al minimo indispensabile i rimpianti. Quindi il serial si fa un po’ meno noir. Da qualche tempo la traduzione va di moda. Se ne parla molto, sui giornali, nei media, nel web. Si moltiplicano le scuole, i corsi, i laboratori di traduzione, i premi per traduzioni.

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Quando si leggeva (e si pubblicava) poesia

IL MOMENTO MAGICO DEGLI ANNI CINQUANTA E DEI SESSANTA di Mario Marchetti | C’è stata un’epoca – i primi decenni dopo la seconda guerra mondiale − in cui la poesia, o meglio alcuni poeti, furono o divennero in Italia una libera lettura di massa. Naturalmente per massa intendiamo qui il ceto medio mediamente colto: studenti, professionisti, insegnanti, ma non solo.

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Pocar vs Vittorini?

IL VECCHIO LETTORE | La storia complessiva dei rapporti tra la cultura italiana e quella del resto del mondo dopo la prima guerra mondiale è ancora da fare, ma è molto più articolata e viva di come la rappresenta una vulgata sempre più spesso corrente nei media.  

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Reminiscenze e borbottii / 4

Il vecchio lettore | CHI AMA LA STORIA DEL LIBRO E DELL'EDITORIA conosce il bel fascicoletto semestrale, inviato gratuitamente a chi ne fa richiesta (gobbo.fdl@libero.it) o consultabile on line nel sito http://www.fondazionemondadori.it, che si chiama «La Fabbrica del Libro» e che da anni ha aperto la strada a un settore di studi di straordinario interesse. Nell’ultimo numero (a. XVII, 2/2011), uscito a gennaio, l’editoriale del direttore, Gabriele Turi, è intitolato Tradurre, un mestiere difficile e si apre con una lusinghiera segnalazione della nostra rivista

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Reminiscenze e borbottii / 3

Il vecchio lettore | Una grande lingua colta, una grande tradizione letteraria e artistica, un patrimonio culturale e artistico tra i più grandi dell’umanità. Tutte palle al piede per il futuro dell’Italia. E della Francia, e della Germania. Ma più per l’Italia, ché più antica e più continua e prolungata è stata quella tradizione, più ricco è quel patrimonio.

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Reminiscenze e borbottii / 2

Il vecchio lettore | «BELFAGOR», CHE IL VECCHIO LETTORE HA GIÀ AVUTO OCCASIONE di citare in questa sede, è una bella rivista di quelle che si facevano una volta: ricca di informazioni, di pensiero e di sacrosanto spirito polemico. Il suo direttore, il grecista Carlo Ferdinando Russo, figlio del fondatore Luigi, grande critico letterario, è più vecchio perfino del vecchio lettore. E non stupisce che, pur rispondendo garbatamente ai rilievi privati, non ne tenga alcun conto.

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Reminiscenze e borbottii / 1

Il vecchio lettore | ITALIANO, LINGUA IDEALE PER LA TRADUZIONE. Più adatta di altre a questa bisogna. Ad affermarlo era, anno 1965, Italo Calvino, nel corso di una garbata polemica con Pasolini sulla lingua...

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