Il vecchio lettore

Reminiscenze e borbottii / 12

Il vecchio lettore | A consolarlo dell’età che avanza spietata, una coppia di giovani amici ha fatto dono al vecchio lettore di un magnifico romanzo epistolare in cinque grossi (ed eleganti) tomi, intitolato Carteggio, autori Benedetto Croce e Giovanni Laterza, specchio di un aspetto importante della vita culturale italiana della prima metà del Novecento. L’avvincente lettura, oltre a fornire molte notizie di prima mano, suggerisce una miriade di considerazioni,

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Reminiscenze e borbottii / 11

Il vecchio lettore / 11 | Il vecchio lettore non crede ai suoi occhi. Eppure c’è scritto proprio così: Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento.

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Reminiscenze e borbottii / 10

Il vecchio lettore | Ingrati meccanici, nimici d’ogni gentile e leggiadro adoperare. Anche Boccaccio, evidentemente, aveva già il suo daffare a difendere la dignità della poesia contro l’utilitarismo spicciolo dominante.

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Reminiscenze e borbottii / 9

Il vecchio lettore | L’idealismo è morto, viva l’idealismo! Beninteso: nessuna nostalgia per la metafisica immanentistica e l’estetica tautologica di Benedetto Croce né tanto meno per il fascismo mistico e la statolatria di Giovanni Gentile, e nemmeno per il bieco classismo e il bieco maschilismo di entrambi. Ma c’è qualcosa di molto attuale nella loro rivolta, all’inizio del secolo scorso, contro il positivismo meccanicistico imperversante, contro il socialismo parolaio e sostanzialmente attesista, contro quelli che l’idealista Karl Marx chiamava i materialisti volgari, contro affaristi e imbonitori di ricchezze, contro un parlamento in preda a gruppi e gruppetti di professionisti della…

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Reminiscenze e borbottii / 8

Il vecchio lettore | Purtroppo il vecchio lettore non ha nipoti. E’ andata così. Ma se ne avesse uno o una adolescente, in quell’età che una volta si chiamava “difficile” e oggi è per i genitori, certe volte, un incubo, il vecchio lettore lo (o la) inviterebbe a ribellarsi: «Rivoltati! Insorgi contro chi non ti vuol far studiare, contro chi ti vuol far credere che studiare è faticoso e noioso,

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Reminiscenze e borbottii / 7

Il vecchio lettore | Una delle più grottesche scimmiottature a ricalco dell’americano che ormai dilaga, divenendo irreparabile, è l’abolizione dell’articolo determinativo davanti alle denominazioni delle imprese e delle fondazioni, come se si trattasse di nomi di persona. * * * Il problema della traduzione è, per parafrasare Clemenceau, cosa troppo seria per lasciarlo gestire solo ai linguisti e ai critici letterari.

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Reminiscenze e borbotti / 6

Il vecchio lettore | Uno degli aspetti più platealmente volgari del gran parlare mediatico di traduzioni è l’inconsapevolezza critica delle distinzioni che vi vengono praticate. Sì, perché salta all’occhio che ai poeti traduttori di poeti e ai grandi traduttori o ritraduttori di classici antichi e moderni vengono riservati (per solito al servizio pubblicitario delle grandi case editrici) attenzione e spazio molto superiori che ai normali professionisti delle versioni della letteratura corrente, dei quali viene a mala pena menzionato il nome, onore minimo che viene invece negato

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Reminiscenze e borbottii / 5

Il vecchio lettore | Il vecchio lettore torna. Ancora più vecchio, ovviamente, e dentro di sé forse più rancoroso. Ma con la promessa, fatta prima di tutto a se stesso, di limitare al minimo indispensabile i rimpianti. Quindi il serial si fa un po’ meno noir. Da qualche tempo la traduzione va di moda. Se ne parla molto, sui giornali, nei media, nel web. Si moltiplicano le scuole, i corsi, i laboratori di traduzione, i premi per traduzioni.

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Quando si leggeva (e si pubblicava) poesia

IL MOMENTO MAGICO DEGLI ANNI CINQUANTA E DEI SESSANTA di Mario Marchetti | C’è stata un’epoca – i primi decenni dopo la seconda guerra mondiale − in cui la poesia, o meglio alcuni poeti, furono o divennero in Italia una libera lettura di massa. Naturalmente per massa intendiamo qui il ceto medio mediamente colto: studenti, professionisti, insegnanti, ma non solo.

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Pocar vs Vittorini?

IL VECCHIO LETTORE | La storia complessiva dei rapporti tra la cultura italiana e quella del resto del mondo dopo la prima guerra mondiale è ancora da fare, ma è molto più articolata e viva di come la rappresenta una vulgata sempre più spesso corrente nei media.  

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