Studi e ricerche

Da lingue ignotissime

LE TRADUZIONI DA LINGUE PONTE DELLA NARRATIVA DELL’ESTREMO ORIENTE di Norman Gobetti | Senza alcuna remora, introducendo per Einaudi il volume Liriche cinesi, Eugenio Montale lodava la curatrice Giorgia Valensin con queste parole: «Non poteva in nessun modo prescindere [...] dall’insigne corpus delle versioni di Arthur Waley. Il suo libro d’oggi è anzi, in parte, un sapiente ricalco di quello del Waley». Era il 1943, e nessuno si scandalizzava

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I nostri conti con la narrativa in lingue balcaniche

GRAZIE SOPRATTUTTO A EDITORI MINORI SI FANNO PIÙ FREQUENTI LE TRADUZIONI DA SLOVENO, ALBANESE E BULGARO di Damiano Latella | Per imbattersi in lingue poco studiate in Italia, non è indispensabile intraprendere lunghi viaggi verso l'Estremo Oriente. Anzi, l'Europa abbonda di lingue di minore diffusione, cosa che comporta non pochi problemi per i traduttori e gli interpreti che svolgono il loro lavoro nelle istituzioni dell'Unione Europea.

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Un dialogo lungo un secolo e l’eredità italiana di Achebe

LE TRADUZIONI DI THINGS FALL APART di Sara Amorosini | Il mondo non ha fine, e men che meno la traduzione. Con la più recente versione italiana di Things Fall Apart (Pezzotta 2016; l’originale è del 1958, e questa è la terza traduzione italiana) lo scrittore nigeriano Chinua Achebe entra a far parte ufficialmente di quella che Alberto Rollo ha chiamato, in una conversazione alle Giornate di Urbino del 2012, «la traduzione infinita»

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Un ebreo il primo traduttore di Hitler

LE EDIZIONI ITALIANE DI MEIN KAMPF di Bruno Maida Il titolo doveva essere Viereinhalb Jahre [des Kampfes] gegen Lüge, Dummheit und Feigheit, cioè «Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogne, stupidità e codardia», ma l’editore Max Amman convinse Adolf Hitler a sceglierne uno più conciso ed efficace, Mein Kampf. Mentre si trovava nel carcere di Landsberg dopo il fallito putsch di Monaco, il futuro Führer lo aveva dettato in parte al suo autista, Emil Maurice, e in parte all’amico Rudolf Hess. Venne pubblicato in due volumi – il primo nel 1925, il secondo nel 1926 – dalla casa editrice…

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Knut Hamsun in Italia negli anni venti

TRE STORIE DI TRADUZIONI E DI TRADUTTORI di Sara Culeddu | Cosa succede a un testo quando si muove dal suo contesto di origine per approdare a un contesto alieno, sostando lungo il viaggio in ripetuti arrivi e ripartenze? Cosa succede a un autore che venga introdotto in un nuovo contesto culturale tramite operazioni di selezione, interpretazione e trasfigurazione?

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«È bello, è divino, per l’uomo onorato morir per la patria»

TIRTEO AD USO E CONSUMO DELL'IDEOLOGIA TRA OTTO E NOVECENTO di Enrico Cerroni | I lirici greci prima di Quasimodo: un canone diverso dal nostro Quando si pensa alla lirica greca arcaica, spesso le prime impressioni che vengono alla mente sono quelle suscitate nel tempo delle letture liceali dai versi malinconici di Mimnermo, dalla convivialità politica di Alceo o dal ribellismo di Archiloco. All'interno dello stesso genere dell'elegia arcaica, una sorpresa ci è riservata invece da un altro poeta, che pure ha perduto, almeno negli ultimi settant'anni, il notevole fascino esercitato nel passato.

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Voci coloniali nella Londra di Zadie Smith

ENGLISH E ENGLISHES NELLA TRADUZIONE ITALIANA DI WHITE TEETH di Alessandra Castellazzi | The first publishing sensation of the millenium, il primo fenomeno editoriale del millennio: così viene salutata la pubblicazione di White Teeth di Zadie Smith su «The Guardian» (Merritt 2000). Smith, autrice inglese di origini giamaicane, debutta sulla scena letteraria nel 2000, appena ventiquattrenne, con un romanzo ambientato nella Londra multietnica di fine Novecento.

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Al tempo dell’Urss e dopo

LE SCIENZE ITALIANE IN VERSIONE RUSSA NEL NOVECENTO di Giulia Baselica | Un primo rapido sguardo alla produzione traduttiva in lingua russa di opere scientifiche italiane (inerenti a discipline come: meccanica, astrofisica, chimica, biochimica, medicina, zoologia, botanica, matematica, geometria) permette già di cogliere un dato interessante: la presenza di una relativa minoranza di titoli editi in epoca sovietica, quindi nel periodo compreso fra gli anni venti e gli anni ottanta del Novecento, rispetto alla quantità di volumi pubblicati dagli anni novanta all’epoca attuale.

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Cervantes, Shakespeare e la tripla falsità

UNA STORIA DI TRADUZIONI, FINZIONI E MERCATO DELL’INTRATTENIMENTO di Giovanni Greco | Si sono mai incontrati i due contemporanei Cervantes e Shakespeare? In realtà, smontato il castello delle coincidenze, in una forma molto controversa, la relazione intertestuale tra i due viene adombrata in un testo teatrale di più di un secolo dopo, scritto da un tal Lewis Theobald, con il titolo intrigante di Double Falsehood (Doppia falsità), che va in scena nel 1727 a Londra. Ma che rapporto esiste tra Double Falsehood, Theobald, Shakespeare (e il suo sodale degli ultimi anni, Fletcher) e Cervantes?

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Un cammello per la cruna di un ago

LA LUNGA E AVVENTUROSA STORIA DELLE TRADUZIONI BIBLICHE ITALIANE di Norman Gobetti | Biblia, ovvero “Libri”. L’esplicita pluralità è insita fin dal nome nella collezione delle decine di testi sacri raccolti nell’arco di un millennio prima dagli ebrei e poi dalle tante chiese cristiane. Pluralità di generi letterari (miti, cronache, raccolte di leggi, trattati, predicazioni, discorsi, proverbi, novelle, inni, canti d’amore, preghiere, epistole, parabole, profezie, visioni e molto altro), pluralità di punti di vista (moltissimi eventi, dalla creazione dell’uomo e della donna alla morte e resurrezione di Gesù, vengono narrati più volte, con varianti spesso notevoli), pluralità testuale (solo col…

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