Studi e ricerche

Il correttore

LEONE GINZBURG E LA TRADUZIONE DA LETTERALE A EDITORIALE di Giorgio Ferri | Leone Ginzburg era traduttore per costituzione. Dovette presto imparare a tradursi e presto tradurre i nuovi segni che via via si disponevano attorno a lui. Era un ebreo nato sul Mar Nero, a Odessa, figlio di russi; ma il padre Fëdor Nikolaevič aveva parenti in Italia. E in Italia, anzi in Toscana, i Ginzburg venivano in vacanza e Leone vi orecchiava la lingua. Poi la studiò, a Viareggio. Fu a Torino per un breve tratto, e ricongiuntosi coi suoi proseguì gli studi a Berlino. Due anni dopo,…

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Michail Bulgakov nell’Italia della contestazione

di Giulia Baselica «Ed ora non chiedete ad uno come me, che non sa una parola di russo, di darvi un giudizio estetico su un’opera letta in traduzione e nemmeno posta in rapporto con le non poche altre opere dello stesso autore» (Montale 1967, 2855) scriveva Eugenio Montale nella recensione – apparsa il 9 aprile 1967 sul «Corriere della sera» – al romanzo Il Maestro (o maestro) e Margherita pubblicato contemporaneamente in due versioni italiane: l’una da Einaudi, con prefazione di Vittorio Strada e traduzione di Vera Dridso; l’altra da De Donato, nella traduzione di Maria Olsoufieva.

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Che ti dice la patria? / 1

PRIME VERIFICHE INTORNO A UNA NOTA FRASE DI CESARE PAVESE, OVVERO TRADUTTORI E TRADUTTRICI DI NARRATIVA NEL “DECENNIO DELLE TRADUZIONI” di Gianfranco Petrillo | Due giovani americani percorrono in macchina l’Aurelia lungo la Riviera ligure, da La Spezia a Ventimiglia. Provengono dall’Emilia. Scendendo dalla Cisa verso il mare, un uomo in camicia nera è riuscito a imporre la sua presenza sul predellino (le auto di allora lo avevano) per ottenere un passaggio per un certo tratto, ringraziando poi asciuttamente, senza la cerimoniosità propria degli italiani. I due giovani si fermano due volte a mangiare. Alla Spezia le due ragazze della…

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Il traduttore romanzesco

di Mario Marchetti Scrittore e traduttore sono profili che spesso, oggi come ieri, si trovano a coesistere nel medesimo soggetto. Ma solo in tempi recenti lo scrittore ‒ e tanto più ciò vale per chi possiede come proprio strumento una lingua non dominante o appartiene a una cultura non egemonica ‒ si è narrativamente riverberato in questa figura, cimentandosi col prisma visuale del traduttore, ponendosi domande e esplorando nuovi orizzonti in virtù di tale suo alter ego sostituto, nobile - bisogna dire - pur nel suo rango defilato. E così va emergendo nella narrativa il personaggio di quel contrabbandiere di…

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Massimo Mila da Siddharta a Siddhartha

LA FORTUNA DI TRADURRE IL LIBRO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO di Franca Ortu | Pochi sono quelli che si sono accorti, in tutti questi anni, che a tradurre Siddhartha, il libro giusto di cui parliamo, non è stato né un germanista, né un traduttore professionista, ma nientemeno che un musicologo, un’eminente personalità intellettuale del Novecento italiano: Massimo Mila.

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La riforma intraducibile

L'UNIVERSITÀ ITALIANA, IL 3+2 E IL MISTERO DELLA MEDIAZIONE LINGUISTICA di Bruno Maida | Il paese dei dottori, titolava «La Stampa» il 4 novembre 1999 il breve editoriale di Luigi La Spina nel quale il giornalista commentava ironicamente il decreto n. 509 relativo al Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei. Il giorno prima Ortensio Zecchino e Luigi Berlinguer, rispettivamente ministro dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica e ministro dell’Istruzione, avevano portato il decreto in Consiglio dei ministri, dove era stato approvato. Il provvedimento introduceva in Italia due livelli di corsi di laurea, ossia il sistema che da…

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I corsi di traduzione editoriale esistenti in Italia

DAL MONDO ACCADEMICO AI CORSI ON-LINE di Damiano Latella | Da diversi anni, in Italia come nel resto dell’Europa, si assiste a un moltiplicarsi dell’offerta formativa per aspiranti traduttori editoriali. Orientarsi tra le molte proposte è diventato sempre più complesso. Dalla nostra ricerca, come vedremo, emerge un panorama in continua evoluzione, con nuovi corsi che nascono ogni anno e altri che non vengono più rinnovati anche dopo un periodo di attività relativamente lungo.

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Bollire il latte (o il bambino?)

PICCOLA GUIDA AI MANUALI DI TRADUZIONE di Norman Gobetti | In un’intervista pubblicata in questo stesso numero di «tradurre», alla domanda di quale fosse il metodo di insegnamento seguito nei pionieristici laboratori di traduzione da lei tenuti negli anni ottanta, Barbara Lanati risponde: «Era come se ci fosse una grande piscina, e poi ci dovevamo buttare tutti e cercare di arrivare dall’altra parte» (Lanati 2018). Per secoli, e fino a non molto tempo fa, era così che si imparava a tradurre: buttandosi in acqua e nuotando. All’incirca in quello stesso periodo il linguista Antonio Bonino, autore di quello che è…

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La prima scuola che insegnò a tradurre letteratura

LA «SCUOLA DI MAGDA OLIVETTI» di Giulia Baselica | In una minuscola porzione ritagliata nei 22.500 metri quadrati dell’enorme padiglione quadrangolare torinese che porta il nome di Palazzo del Lavoro, ripartita in otto locali – cinque aule di piccole dimensioni, un’aula magna, due uffici – il 31 agosto 1992 aveva inizio il primo semestre di lezioni della prima scuola italiana di traduzione letteraria. L’idea e la realizzazione della Setl (Scuola europea di traduzione letteraria) si deve a una traduttrice letteraria con una formazione scientifica in fisica teorica e appartenente a una delle più illustri dinastie della storia dell’imprenditoria italiana: Magda…

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Falsi amici

Falsi amici

di Domenico Scarpa | A un anno dalla fine dell’ultima guerra Einaudi cominciò a stampare la prima traduzione integrale della Recherche. Il primo volume, Du côté de chez Swann, uscì nell’aprile 1946 con il titolo La strada di Swann. La versione era di Natalia Ginzburg, che firmava anche una Prefazione: poche pagine, scritte per presentare al lettore italiano Marcel Proust e l’impresa editoriale che lo riguardava.

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