Pratiche

Adottare una nomenclatura

di Isabella Vaj | L’estate scorsa ho seguito un corso sulla legatura dei manoscritti mamelucchi. Il corso era tenuto in inglese. Ancora una volta ho dovuto constatare l’inadeguatezza del mio italiano: capivo esattamente di cosa stessero parlando le docenti, ma non avrei avuto il lessico preciso con cui riferire le mie nuove acquisizioni.

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In teatro il verbo si fa carne

INTERVISTA A GABRIELE LAVIA di Giovanni Greco | Aspetto nel lungo corridoio dei camerini del Teatro di Roma, dove altre volte sono stato, mi ripasso le domande che ho pensato per il nostro incontro precedente l’andata in scena e che poi non seguirò, preso dall’impeto della conversazione.

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Del traduttore come povero Calibano*

di Edoardo Albinati | Lamentandosi del proprio destino il traduttore mette le mani avanti: quel che sono riuscito a fare io - difficile! difficilissimo! - non sarà mai bello come l’originale, dice. Neanche lontanamente. È costretto, il traduttore, ad abbassare la fronte, con un’umiltà che magari non ha per nulla quando scrive di testa sua.

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La serrana e il labirinto di contraintes

I “FALLIMENTI” DELLA TRADUZIONE TEATRALE di Silvia Rogai | Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better, scriveva Beckett (Beckett 1983, 7; reso da Roberto Mussapi con «Sempre tentato. Sempre fallito. Non importa. Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio» - Beckett 1986, 67). Non trovo sintesi più appropriata alle mie riflessioni sulla traduzione drammaturgica di questo noto distico di ottonari in rima baciata. Una sintesi circolare: nel contenuto, nella forma e nella voce di un uomo di teatro consapevole dei margini di perfettibilità di ogni proprio operato.

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Bienvenidi a Venecia

L'ITALIANO COME LINGUA PARODIATA di Marco Ottaiano | Tradurre da una lingua straniera verso la propria presuppone sempre la difficoltà (oltre che la suggestione) di doversi muovere fra due diversi mondi culturali, di comprendere gli effetti che la lingua di partenza produce nel lettore che in quella lingua legge, di dover ricreare quegli effetti nella lingua d’arrivo.

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Un dilettante alla corte dei classici

LIBERE NOTE SU EDITORIA E TRADUZIONI DI TESTI GRECI E LATINI di Mario Marchetti | Non sono uno specialista, certo no, ma un lettore appassionato di classici sì.

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Le mani nella terrina di Grass

INTERVISTA A CLAUDIO GROFF di Ada Vigliani | Claudio Groff è venuto a trovarmi una mattina d’inverno e ha portato la neve. È qui di fronte a me: barba e capelli brizzolati, occhi gentili dietro le lenti, sorriso mite e fermo, statura imponente.

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Acqua in bocca, ovvero Tradurre l’infinito

DAVID FOSTER WALLACE IN ITALIA di Norman Gobetti | La grande fortuna dell'autore di Infinite Jest in Italia è passata attraverso le avventure e le disavventure delle sue traduzioni, coinvolgendo fino nel profondo chi le ha prodotte.        

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C’è un romanzo da tradurre (e ha le figure)

MA COME SEMPRE, DIAMINE! (con qualche differenza) di Isabella Zani | Traducevo romanzi scritti già da qualche anno, quando mi è capitato di cominciare a tradurre anche romanzi disegnati. O forse meglio: a tradurre romanzi anche disegnati.

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Per un Ulisse ​democratico

Per un Ulisse ​democratico

di Enrico Terrinoni | La traduzione di De Angelis del capolavoro di Joyce resta un classico della cultura italiana del secondo Novecento. Ma ogni opera, soprattutto un capolavoro, si presta per sua natura a più versioni, anche grazie - in questo caso - ai nuovi apporti interpretativi forniti dalla critica in questi cinquant'anni.

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