Categoria: Quinte di copertina

Questo non è per te

di Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, autori di Mark Z. Danielewski, Casa di foglie, Roma, 66thand2nd, 2019 (traduzione di House of Leaves, Pantheon Books, New York, 2000)

È sempre complicato tradurre un testo a più mani: si rischia di perdere il filo del discorso, di mescolare i registri e di finire per produrre un patchwork di voci che poco ha a che vedere con l’opera originale. Per questo di solito, quando ci affidano una traduzione condivisa (capita spesso, siamo marito e moglie, e ci revisioniamo a vicenda), ci muoviamo sempre con estrema cautela, pur conoscendo alla perfezione le debolezze e i «tic» l’uno dell’altra. Con Casa di foglie, però, ci siamo trovati di fronte sfide completamente nuove: il libro è un mondo a sé, un piccolo universo popolato di entità vive, pulsanti, che si muovono (e con loro si muove anche il lettore, costretto a girare fisicamente il libro, capovolgerlo, osservarlo allo specchio

La baldanza

di Eva Allione

autrice di Dambudzo Marechera, La casa della fame, Roma, Racconti edizioni, 2019 (da The House of Hunger, London, Ibadan, Nairobi, Heinemann African Writers Series, 1978) | 

Comincio con cautela, questo testo mi fa paura. Da subito la trama – un giovane prende le sue cose e se ne va di casa dopo uno scontro col fratello; scoprirà di non poter fuggire dalla Casa della fame che è lo Zimbabwe – si sgretola in un maelstrom di immagini, di flashback e di flashback nei flashback. Secondo l’editore l’incipit chiamerebbe un passato prossimo, ma temo che un tempo così concreto e quotidiano non regga lo slancio delle scene più allucinate.

Ascolta, padre

di Giuseppe Giovanni Allegri

autore di Ali Bécheur, I domani di ieri, Milano, Francesco Brioschi Editore, 2019 (da Les lendemains d’hier, Tunis, Éditions Elyzad, 2017) | 

I domani di ieri è un romanzo in memoria di un padre ingombrante dal quale l’autore si è allontanato per poter finalmente diventare adulto: i capitoli alternano il racconto del figlio scrittore alla biografia del padre Omar, avvocato difensore durante la lotta per l’indipendenza della Tunisia, che Bécheur ricostruisce attraverso indizi e scarse memorie (vere o fittizie all’occorrenza). Man mano i due racconti si fondono in un unico memoriale fatto di ricordi comuni corredati da eventi d’epoca.

La distanza più breve (tra due lingue)

di Federica Gavioli

autrice di Chinelo Okparanta, La felicità è come l’acqua, Roma, Racconti edizioni, 2019 (da Happiness, Like Water, Boston, Houghton Mifflin Harcourt, 2013) | 

Chinelo Okparanta ci porta lontano. Dieci racconti per colmare la distanza che separa un quartiere rispettabile di Port Harcourt, in Nigeria, da una villetta dall’altra parte dell’oceano, nel New Jersey. Dieci racconti in cui si intrecciano storie di violenza domestica, lo spauracchio della sterilità, l’omosessualità vissuta come tabù e le subite differenze di classe: storie intervallate dal rumore degli ignami pestati nel mortaio e profumi sconosciuti che si sprigionano da pentole fumanti.

Il ritmo è quello del racconto orale: si procede saltando all’indietro o di lato su storie parallele; si “ascoltano” notizie passate di bocca in bocca, pettegolezzi, proverbi antichi e favole tramandate da generazioni. Al traduttore tocca dipanare la matassa e ricostruire le trame. Più che un compito di chirurgia cronologica, è una caccia al tesoro, dove, tra gli accavallamenti e i depistaggi narrativi, l’obiettivo è trovare la struttura portante del racconto.

Tradurre la natura

di Andrea Romanzi

autore di Gert Nygårdshaug, L’amuleto, Milano, SEM, 2018 (da Jegerdukken, Oslo, Cappelen Damm, 1987) | 

L’amuleto del norvegese Gert Nygårdshaug è il secondo episodio di una serie che conta ben dodici volumi con protagonista Fredric Drum. Pur non presentando particolari sfide traduttive (a differenza, per esempio, del secondo volume, Fredric Drum e il re di pietra, in cui il protagonista incontra una setta formata da giovani punk filosofi che parlano una lingua inventata), questo thriller ecologico ha richiesto molta attenzione nella resa di elementi stilistici e strutturali del testo, per restituire ai lettori italiani la cifra del particolare impianto narrativo di Nygårdshaug.

 

Un anno con Darwin

di Piernicola D’Ortona e Maristella Notaristefano

autori, insieme a Paola Mazzarelli, di Janet Browne, Darwin. L’evoluzione di una vita, Milano, Hoepli, 2018 (da Charles Darwin. A Biography, Vol. 1, Voyaging; Vol. 2, The Power of Place, New York, Alfred A. Knopf, 1995-2002)

Quando s’imbarcò sul Beagle per il viaggio che lo avrebbe portato in giro per il mondo, Charles Darwin aveva ventidue anni. A Edimburgo, più che agli studi di medicina, s’era dedicato a coltivare curiosità naturalistiche. Altrettanto aveva fatto a Cambridge, dove il padre Robert l’aveva mandato perché diventasse pastore anglicano. Amava cavalcare e andare a caccia di pernici, lepri e fagiani oppure di insetti, da entomologo in erba ma agguerrito qual era. Insomma, alla partenza dall’Inghilterra, Darwin era un naturalista dilettante e immaginava che al ritorno sarebbe diventato un curato di campagna, con tanto tempo libero per i suoi disparati interessi.

I passi del traduttore: foreste, radure e terreni carsici

di Laura Bortot

Autrice di Leta Semadeni, Tamangur, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2017 (da Tamangur, Zürich, Rotpunktverlag, 2015)

Tamangur: fin dal titolo il primo romanzo di Leta Semadeni, poetessa grigionese, proietta il traduttore in luoghi sonori e immaginifici inconsueti. Le due “a” del nome di questa selvaggia foresta di pini cembri evocano luminosità e spazi aperti che subiscono poi una progressiva riduzione, incuneandosi con rifrazioni sempre più cupe nella “u” della sillaba finale. I passi del traduttore si muovono tra questi chiari e scuri, tra i varchi inattesi e gli anfratti spigolosi della lingua di Semadeni.

Debussy cronista e critico musicale

di Anna Battaglia

autrice di Claude Debussy, Monsieur Croche. Tutti gli scritti, a cura di Enzo Restagno, Milano, Il Saggiatore, 2018 (da Claude Debussy, Monsieur Croche et autres écrits, Introduction et notes de François Lesure, édition revue et augmentée, Paris, Gallimard, 1987 (prima edizione 1971)

Il Monsieur Croche del Saggiatore è la prima traduzione italiana dell’edizione del 1987, la raccolta integrale, in ordine cronologico e senza rettifiche, di tutti gli articoli del Debussy giornalista e critico musicale, apparsi su periodici tra il 1901 e il 1914, e di quasi tutte le interviste da lui concesse.

Alla concentrata e asettica raccolta del 1921 succede la versione grezza senza revisioni di tipo

Lascia fare al traduttore

di Elisa Tramontin

autrice di Mario Levrero, Lascia fare a me, Roma, La Nuova Frontiera, 2018 (da Dejen todo en mis manos, Herederos de Jorge Mario Varlotta Levrero, 1996)

Il raro, lo “strano” Levrero. Scrittore, enigmista, libraio, fotografo, instancabile lettore di gialli, fanatico di Kafka e Raymond Chandler… Di per sé la biografia di Mario Levrero predispone alla sfida. Un “romanzetto”, come lui stesso lo definisce, di una settantina di cartelle, apparentemente semplice, ma chi traduce sa bene quanto dietro l’apparente semplicità si annidino le più pericolose insidie…

 

L’arte di ricostruire un mondo

di Marco Fumian

curatore di Yan Lianke, Il podestà Liu e altri racconti, Roma, Asiasphere, 2017 |

Il traduttore, idealmente, è colui che siede là dove si incontrano l’antropologia, la filologia, e la poesia.