Quinte di copertina

Salvare le ossa della traduzione

di Alberto Prunetti | autore di D. Hunter, Chav. Solidarietà coatta, Roma, Edizioni Alegre, 2020 (da Chav Solidarity, 2018; Active Distribution, 2019) Chav Solidarity di D. Hunter l’ho scoperto su Working Class Literature, un profilo twitter che diffonde contenuti sulla narrativa inglese della classe lavoratrice. Lo seguo con interesse per la mia collana editoriale dedicata alle scritture working class. Ho fatto qualche ricerca. Il libro era un’opera autoprodotta scritta da un coatto di mezz’età di Nottingham e parlava delle sue esperienze negli strati più bassi della catena alimentare del capitalismo, dove se l’era cavata con parecchie ammaccature vivendo in un’economia…

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Alla vicina distanza

di Sara Ventroni | autrice di Walt Whitman, Contengo moltitudini, Ponte alle Grazie, Milano, 2020 (da Leaves of grass, Deathbed Edition, https://whitmanarchive.org/published/LG/index.html) Il titolo scelto per questo tascabile florilegio, Contengo moltitudini, è un omaggio alla natura incontenibilmente espansiva del poeta di Mannahatta (I am large, I contain moltitudes) ma anche il giocoso biglietto da visita dell’antologia: nello spazio ristretto di novantacinque pagine ho infatti cercato di offrire una selezione quanto più varia – le «moltitudini» di intonazioni e di umori – delle Leaves of Grass, l’opera che per trentasei lunghi anni cresce intorno all’esistenza di Walt Whitman come un’ostinata rampicante…

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Una voce femminista dalla Romania del passato

di Luisa Valmarin | autrice di Sidonia Drăgușanu, La signora dagli occhiali neri, Roma, Elliot, 2020 (da Doamna cu ochelari negri, Nuvele, Timișoara, Hyperliteratura, 2017; I ediz.: București, Editurs pentru Literatură, 1974) Quando mi è stato proposto il volume di novelle di Sidonia Drăgușanu, a convincermi non è stato solo il loro intrinseco valore letterario, ma anche il fatto che l’autrice è stata parte di un piccolo, ma vivace manipolo di scrittrici femministe capaci di far sentire la loro voce sonora e agguerrita in un ambiente non propriamente emancipato come la Romania degli anni quaranta prima e del periodo postbellico…

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Il giusto peso della traduzione

di Ilaria Piperno | autrice di Annelise Heurtier, La ragazza con le scarpe di tela, Roma, Gallucci, 2020 (da La fille d’avril, Bruxelles, Casterman 2018) Uno degli insegnamenti dell’etica ebraica è quello di dare il giusto peso alle esperienze della vita: né troppo, né poco, la sfida è saper dare il peso giusto. Traducendo i libri di Annelise Heurtier mi è capitato di ripensare a questo concetto. Come tradurre una lingua dal peso così specifico, calibrato, nella quale la bilancia non pende mai verso un sentimentalismo scontato né verso una semplificazione eccessiva?

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La Heimat del traduttore

di Giovanna Granato | autrice di Nora Krug, Heimat, Torino, Einaudi Editore, 2019 (da Belonging, New York, Scribner, 2018) Il mio studio è tappezzato di libri. Sulla parete sinistra, ad altezza d’occhio, ci sono tutte le traduzioni che ho fatto finora. Ogni volta che le guardo penso che ciascuno di quei libri, insieme alla sua storia, racconta qualcosa della mia.

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Spostare la prospettiva

di Pietro Deandrea | autore di Per terra e per mare: Poesie per chi è in cerca di rifugio, di AA. VV., Leicester, CivicLeicester, 2020 (ed. orig. Over Land, Over Sea: Poems for Those Seeking Refuge, a cura di Kathleen Bell e altri, Nottingham, Five Leaves, 2015) Da qualche anno organizzo un seminario facoltativo per gli studenti del corso di Letteratura Inglese Magistrale in Traduzione, al Dipartimento di Lingue di Torino. Il relativo corso è già piuttosto seminariale, visto che la traduzione letteraria non si può insegnare in modo completamente frontale e necessita di riflessione collettiva attraverso uno scambio reale…

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Il fuoco che arde sotto la terra

di Margherita Carbonaro autrice di Regīna Ezera, Il pozzo, Milano, Iperborea, 2019 (da Aka, inizialmente pubblicato sulla rivista «Zvaigzne» - 1971, n.11 e 1972, n. 4 - e successivamente in volume: Riga, 1972) | Quando lessi per la prima volta Aka ho provato subito il desiderio di tradurlo. Volevo trasferire dal lettone in italiano il suono di quella voce pacata, apparentemente distante eppure vicinissima non solo ai suoi personaggi ma anche agli oggetti e ai fenomeni del mondo naturale. Una difficoltà che ho dovuto affrontare durante il lavoro di traduzione è stata la presenza di tanti termini legati all’epoca e…

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Una valigia di coraggio

di Hilary Basso autrice di Michelle Steinbeck, Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena, Latina, Tunué, 2019 (da Mein Vater war ein Mann an Land und im Wasser ein Wahlfisch, Basilea, Lenos Verlag, 2016) Dovevo capirlo già dal titolo (strano, e lungo per giunta, ma geniale) che l’impresa in cui mi stavo imbarcando non mi avrebbe fatto dormire la notte. Da quando, leggendo il romanzo per la prima volta senza armarmi di bisturi del mestiere, il mio orizzonte d’attesa veniva continuamente spostato, abbattuto. Lo stile che parla da sé, le parole pregne di significato che…

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Le “mie” montagne russe

di Matteo Lefèvre | autore di Nicanor Parra, L’ultimo spegne la luce, Milano, Bompiani, 2019 (El último apaga la luz, Barcelona, Lumen, 2017) Il cileno Nicanor Parra è senza dubbio uno dei poeti di lingua spagnola più originali e longevi della scena novecentesca e di questo primo scorcio del nuovo millennio. L’ultimo spegne la luce è una corposa antologia italiana della sua opera che ha inaugurato la nuova collana di poesia internazionale di Bompiani, «CapoVersi». Ciò che dell’opera del poeta colpisce da sempre generazioni di lettori e critici è la straordinaria originalità della sua scrittura, che lo ha portato a…

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Una koiné giovane

di Giulio Sanseverino e Marina Di Leo, autori di David Lopez, Il feudo, Palermo, Sellerio, 2019 (da David Lopez, Fief, Seuil, Parigi 2017) | Accedere al feudo dalle pagine di Il feudo significa ritrovarsi in una piccola città tra periferia e campagna, né adulti né ragazzini, né «fighetti delle case bene, ma neppure feccia dei quartieri bassi», a fumare canne, bere, giocare a carte, prendersi in giro; per la gioia di annoiarsi, senza mai annoiarsi davvero. E soprattutto significa addentrarsi in una lingua ritmica, sfuggente e proteiforme, qual è il parlato giovanile.

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