Quinte di copertina

Tradurre un libro è trovare un amico

di Erica Baricci, autrice di Shemuel Romanelli, Peripezie e profezie d’Arabia. Le avventure di un ebreo illuminista, Como-Pavia, Ibis, 2016 (da משא  בערב (Maśśa’ ba-‘Arav), Gerusalemme, J.H. Schirmann ed., 1968) | Shemuel Romanelli, ebreo mantovano di fine Settecento, per una serie di concomitanze – si trova a Gibilterra, non ha una lira, ha perso il passaporto – finisce in Marocco, dove vivrà quattro anni. Tornato in Europa, nel 1792 dà alle stampe il suo libro.

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Molti dialoghi in uno, una storia nella Storia

di Lorenza Di Lella e Francesca Scala, autrici di Lydie Salvayre, Non piangere, Roma, L’asino d’oro, 2016 (da Pas pleurer, Paris, Seuil, 2014) | Nata e cresciuta in un paesino sperduto dell’entroterra spagnolo, quando scoppia la guerra civile, la quindicenne Montse segue il fratello a Barcellona, dove i fermenti anarchici e il sogno libertario sono più forti e dove vivrà l’unica avventura della sua esistenza. Ora che ha novant’anni, quei giorni intensi sono il solo ricordo vivo in una memoria che si sta sfaldando. Come ricreare in italiano la lingua di Montse?

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I paradossi di una metatraduzione

di Riccardo Duranti, autore di Lenny McGee, Dietro l’arazzo,Mompeo, Coazinzola Press, 2016 (traduzione da Behind the tapestry, inedito) | Tradurre un complesso romanzo storico sulla vita di un traduttore dell’inizio del Seicento presenta vari aspetti paradossali che, però, si possono superare proprio grazie alla natura paradossale dell’attività stessa della traduzione. La storia, che si articola in tre modalità testuali (dialoghi, flussi di coscienza e lettere), ricostruisce la vita del primo traduttore in assoluto, nel 1612,  del capolavoro di Cervantes, il Don Quijote: Thomas Shelton.

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Gilgi, finalmente una di noi

di Annalisa Pelizzola, autrice di Irmgard Keun, Gilgi, una di noi, Roma, L’Orma, 2016 (da Gilgi. Eine von uns, Berlin, Universitas Verlag, 1931) | In quanto appartenente alla corrente della Neue Sachlichkeit, Gilgi - eine von uns, romanzo di esordio di Irmgard Keun, è caratterizzato da uno stile fortemente veristico, volto a riprodurre la quotidianità il più possibile senza filtri. In Gilgi si trovano, ad esempio, diversi registri di linguaggio: dal gergo alla moda al dialetto, dal tedesco parlato al tedesco scritto dei documenti commerciali.

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Sulla strada. Bianca

di Carlo Prosperi, autore di Edmund De Waal, La strada bianca. Storia di una passione, Torino, Bollati Boringhieri, 2016 (da The White Road, London/New York, Chatto & Windus/Farrar, Straus & Giroux, 2015) | «Noooooooo!» Sono nella sala lettura della Sormani, la biblioteca comunale di Milano. Fantozzianamente vorrei lanciarmi contro la finestra per sfogare l’urlo di dolore e invece devo trattenerlo, rispettare il silenzio. Tra le mani ho il terzo volume delle opere complete, edizione Sansoni 1957, di Defoe. Sto cercando la traduzione di un brano tratto da A tour thro’ the whole island of Great Britain e ho appena scoperto

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Quinta di copertina

UNA NUOVA RUBRICA A DISPOSIZIONE DEI TRADUTTORI | In ogni libro tradotto, c’è una pagina mancante. È la pagina in cui il traduttore racconta come e perché dal testo originale, attraverso molteplici stesure, parole scritte e cancellate, appunti su taccuini e letture di contorno, ha scelto le parole che, a una a una, nero su bianco, compongono il libro che tenete in mano. Se avete letto La pagina bianca di Karen Blixen (in Ultimi racconti, Adelphi, 1982, traduzione italiana di Adriana Motti), sapete che in letteratura esiste un convento, «tra le azzurre montagne del Portogallo», dove le monache carmelitane producono…

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Inseguire pensieri, restituire enigmi

di Fulvio Ferrari, autore di | Cees Noteboom, Tumbas, Milano, Iperborea, 2015 (da Tumbas, Amsterdam, Atlas, 2007) «Chi giace nella tomba di un poeta?» Così ha inizio l’introduzione di Tumbas, e così ha inizio la fatica del suo traduttore. Perché se mi si chiede qual è la difficoltà specifica di tradurre Nooteboom – proprio lui, non un qualsiasi scrittore o poeta di lingua nederlandese – una prima risposta la si trova qui, già in queste prime righe, nella scrittura di un autore che continua a porsi domande e a cercare risposte mettendo sulla carta i propri processi di pensiero,

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Invisibilmente verso l’invisibile

di Daniele A. Gewurz, autore di | Philip Ball, L’invisibile. Il fascino pericoloso di quel che non si vede, Torino, Einaudi, 2016 (da Invisible. The Dangerous Allure of the Unseen, London, The Bodley Head, 2014) Tradurre un saggio così è un piccolo, affascinante tour de force che spazia dalle origini mitologiche dell’idea di invisibilità alla narrativa fantastica moderna e ai dispositivi tecnologici contemporanei che oggi un po’ la rendono possibile, passando per i tentativi degli alchimisti e le trovate dei prestigiatori.

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Atmosfera sorvegliata

di Giuseppe Girimonti Greco, autore con Federica Di Lella di | Pierre Boileau e Thomas Narcejac, La donna che visse due volte, Milano, Adelphi, 2016 (da D’entre les morts, Paris, Denoël, 1954) Pierre Louis Boileau e Pierre Ayraud, alias Thomas Narcejac, una coppia di autori analoga ai nostri celkeberrimi Fruttero & Lucentini, furono considerati in Francia, per oltre quarant’anni, i campioni indiscussi del romanzo à suspense, formula che B&N hanno profondamente rinnovato non solo attraverso le ibridazioni fra i generi, ma anche attraverso raffinati giochi intertestuali abilmente dissimulati. Per La donna che visse due volte (titolo originale D’entre les morts)…

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La ribellione di una ragazza per bene

di Giacomo Longhi, autore di | Mahsā Moḥeb‘ali, Non ti preoccupare, Firenze, Ponte 33, 2015 (da Negarān nabāš, Našr-e Çešmeh, Tehrān, 1387/2008) Conoscevo già Negarān nabāš quando, nell’estate del 2014, ho ricevuto la proposta di tradurlo. Vincitore nel 2009 del premio Golshiri, aveva fatto parlare di sé per aver colto l’atmosfera di ribellione, inquietudine e scontento della gioventù iraniana appena pochi mesi prima delle contestazioni contro l’elezione del presidente Ahmadinejad, quindi colpito dal divieto di ristampa.

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