«A parole incrociate»

finnegans_wake

OTTO DOMANDE A NOI STESSI CIRCA FINNEGANS WAKE di Fabio Pedone e Enrico Terrinoni | Assediati e assillati dalla curiosità, spesso piccina, dei media circa la loro fatica/divertimento intorno all'opera enigm/istica di tutto il post-Ulisse di Joyce, i due autori dei capitoli 1 e 2 del libro terzo in italiano (Mondadori, con testo a fronte) hanno riservato a "tradurre" le loro riflessioni più impegnate e impegnative. g.p.

Va' avanti »

Il belletto e la cave à liqueurs

margherita botto a

INTERVISTA A MARGHERITA BOTTO CIRCA DUMAS PADRE E STENDHAL di Piernicola D’Ortona | Margherita Botto ha il piglio e la parlantina di una traduttrice di razza, di chi con i libri in generale e con la civiltà letteraria francese in particolare ha una lunga dimestichezza di mestiere. Ha esordito – in parallelo all’attività di ricerca e insegnamento universitario – con la traduzione di saggistica letteraria, lavorando su opere di autori fondamentali

Va' avanti »

Un lessico non tanto famigliare

Un lessico

TRADURRE DAL GIAPPONESE ALL’EPOCA DELLA GLOBALIZZAZIONE di Antonietta Pastore | Quando si parla della difficoltà della traduzione letteraria dal giapponese, il pensiero di solito va alla complessità della scrittura, al numero praticamente infinito di “ideogrammi” di cui si compone e alla fatica di imparare a riconoscerli. Negare che questa difficoltà esista sarebbe ipocrita, però la si può superare con lo studio. Inoltre un buon dizionario può facilmente rimediare a una lacuna mnemonica. I problemi veri sono altri, e di non facile soluzione.

Va' avanti »

Knut Hamsun in Italia negli anni venti

Knut Hamsun 1

TRE STORIE DI TRADUZIONI E DI TRADUTTORI di Sara Culeddu | Cosa succede a un testo quando si muove dal suo contesto di origine per approdare a un contesto alieno, sostando lungo il viaggio in ripetuti arrivi e ripartenze? Cosa succede a un autore che venga introdotto in un nuovo contesto culturale tramite operazioni di selezione, interpretazione e trasfigurazione?

Va' avanti »

«È bello, è divino, per l’uomo onorato morir per la patria»

Goffredo Mameli nel ritratto di Gerolamo Induno

TIRTEO AD USO E CONSUMO DELL'IDEOLOGIA TRA OTTO E NOVECENTO di Enrico Cerroni | I lirici greci prima di Quasimodo: un canone diverso dal nostro Quando si pensa alla lirica greca arcaica, spesso le prime impressioni che vengono alla mente sono quelle suscitate nel tempo delle letture liceali dai versi malinconici di Mimnermo, dalla convivialità politica di Alceo o dal ribellismo di Archiloco. All'interno dello stesso genere dell'elegia arcaica, una sorpresa ci è riservata invece da un altro poeta, che pure ha perduto, almeno negli ultimi settant'anni, il notevole fascino esercitato nel passato.

Va' avanti »

Da Meursault contre-enquête al Caso Meursault

Da Meursault-contre-enquete

di Daniele Petruccioli | Ceci n’est pas un compte-rendu, verrebbe da dire. Nell’incertezza, infatti, di chi scrive, che recensire traduzioni abbia un senso; nell’incertezza se siamo effettivamente pronti per capire quanto – e soprattutto come – una traduzione modifichi di per sé il mondo (linguistico, culturale…) in cui viene lanciata, o fatta uscire; nell’incertezza – soprattutto – che possa davvero nascere in noi la consapevolezza che le traduzioni non si misurano sul metro della correttezza, della triste, binaria dicotomia giusto-sbagliato, bensì per come incidono, per come modificano il mondo di chi le legge

Va' avanti »

Nell’officina di un anonimo traduttore antico

officina

IL CASO DELL'OMELIA GRECA SU GIONA E NINIVE DI EFREM SIRO di Emanuele Zimbardi | Delle due culture antiche più note in Occidente, quella greca e quella latina, la prima ha sempre giudicato barbaro e inferiore ogni altro popolo che non utilizzasse la sua lingua, mentre la seconda, pur ammettendo il suo debito intellettuale verso quella greca, in una fase più matura si è posta in termini di emulazione nei confronti della civiltà ellenica.

Va' avanti »

Voci coloniali nella Londra di Zadie Smith

Voci coloniali

ENGLISH E ENGLISHES NELLA TRADUZIONE ITALIANA DI WHITE TEETH di Alessandra Castellazzi | The first publishing sensation of the millenium, il primo fenomeno editoriale del millennio: così viene salutata la pubblicazione di White Teeth di Zadie Smith su «The Guardian» (Merritt 2000). Smith, autrice inglese di origini giamaicane, debutta sulla scena letteraria nel 2000, appena ventiquattrenne, con un romanzo ambientato nella Londra multietnica di fine Novecento.

Va' avanti »

Cuanto se traduce Camilleri: el caso de España

Andrea Camilleri e Manuel Vásuqez Montalbán

  por Daniel Romero Benguigui y Giovanni Caprara | La saga de novelas policíacas protagonizada por el comisario Salvo Montalbano ha sido uno de los eventos literarios más importantes de las últimas décadas también en España, demostrado esto en la existencia de numerosas traducciones realizadas a diversos idiomas, como es sabido, incluidos también los oficiales del Estado español (castellano, catalán, gallego y vasco).

Va' avanti »

Quanto si traduce Camilleri: il caso della Spagna

di Lorenzo Cittadini | (traduzione di Cuanto se traduce Camilleri: el caso de España, de Giovanni Caprara y Daniel Romero Benguigui | La saga dei romanzi polizieschi di cui è protagonista il commissario Salvo Montalbano è stata anche in Spagna uno degli eventi letterari più importanti degli ultimi decenni, come dimostrano le numerose traduzioni realizzate in varie lingue, comprese quelle ufficiali dello Stato spagnolo (castigliano, catalano, galiziano e basco). Le enormi aspettative generate dall’opera di Camilleri in Spagna non sono certamente paragonabili al successo ottenuto in Italia, soprattutto per quanto riguarda le vendite.

Va' avanti »

Ci son volute tre notti, per averlo

Disegno originale della copertina di Az: ©Laura Fanelli.

COME È ARRIVATO IN ITALIANO AZ DI HAKAN GÜNDAY di Claudia Tarolo | La prima notte è sul Bosforo, a bordo di un barcone carico di scrittori... La seconda notte la passo così, con il piccolo Gaza, figlio di un trafficante d'uomini, che i migranti vedono come un aguzzino senza cuore e così finisce per vedersi anche lui. «Se mio padre non fosse stato un assassino, non sarei mai nato»... La terza notte ...

Va' avanti »

Al tempo dell’Urss e dopo

Bruno Pontecorvo in URSS negli anni cinquanta

LE SCIENZE ITALIANE IN VERSIONE RUSSA NEL NOVECENTO di Giulia Baselica | Un primo rapido sguardo alla produzione traduttiva in lingua russa di opere scientifiche italiane (inerenti a discipline come: meccanica, astrofisica, chimica, biochimica, medicina, zoologia, botanica, matematica, geometria) permette già di cogliere un dato interessante: la presenza di una relativa minoranza di titoli editi in epoca sovietica, quindi nel periodo compreso fra gli anni venti e gli anni ottanta del Novecento, rispetto alla quantità di volumi pubblicati dagli anni novanta all’epoca attuale.

Va' avanti »

Tradurre un libro è trovare un amico

Tradurre un libro

di Erica Baricci, autrice di Shemuel Romanelli, Peripezie e profezie d’Arabia. Le avventure di un ebreo illuminista, Como-Pavia, Ibis, 2016 (da משא  בערב (Maśśa’ ba-‘Arav), Gerusalemme, J.H. Schirmann ed., 1968) | Shemuel Romanelli, ebreo mantovano di fine Settecento, per una serie di concomitanze – si trova a Gibilterra, non ha una lira, ha perso il passaporto – finisce in Marocco, dove vivrà quattro anni. Tornato in Europa, nel 1792 dà alle stampe il suo libro.

Va' avanti »

Diventare quasi la stessa cosa

Diventare

di Enrica Budetta, autrice di Clara Sánchez, Lo stupore di una notte di luce, Milano, Garzanti, 2016 (da Cuando llega la luz, Madrid, Ediciones Destino, 2016) | Erano i primi mesi del 2010 quando Garzanti mi affidò la traduzione del libro vincitore del Premio Nadal per quell’anno, Lo que esconde tu nombre di Clara Sánchez (Madrid, Ediciones Destino, 2010), la cui cospicua produzione letteraria – a partire dal 1989 aveva infatti pubblicato in patria otto romanzi – era fino a quel momento inedita in Italia.

Va' avanti »

Molti dialoghi in uno, una storia nella Storia

Molti dialoghi

di Lorenza Di Lella e Francesca Scala, autrici di Lydie Salvayre, Non piangere, Roma, L’asino d’oro, 2016 (da Pas pleurer, Paris, Seuil, 2014) | Nata e cresciuta in un paesino sperduto dell’entroterra spagnolo, quando scoppia la guerra civile, la quindicenne Montse segue il fratello a Barcellona, dove i fermenti anarchici e il sogno libertario sono più forti e dove vivrà l’unica avventura della sua esistenza. Ora che ha novant’anni, quei giorni intensi sono il solo ricordo vivo in una memoria che si sta sfaldando. Come ricreare in italiano la lingua di Montse?

Va' avanti »

I paradossi di una metatraduzione

I paradossi

di Riccardo Duranti, autore di Lenny McGee, Dietro l’arazzo,Mompeo, Coazinzola Press, 2016 (traduzione da Behind the tapestry, inedito) | Tradurre un complesso romanzo storico sulla vita di un traduttore dell’inizio del Seicento presenta vari aspetti paradossali che, però, si possono superare proprio grazie alla natura paradossale dell’attività stessa della traduzione. La storia, che si articola in tre modalità testuali (dialoghi, flussi di coscienza e lettere), ricostruisce la vita del primo traduttore in assoluto, nel 1612,  del capolavoro di Cervantes, il Don Quijote: Thomas Shelton.

Va' avanti »

Gilgi, finalmente una di noi

bty

di Annalisa Pelizzola, autrice di Irmgard Keun, Gilgi, una di noi, Roma, L’Orma, 2016 (da Gilgi. Eine von uns, Berlin, Universitas Verlag, 1931) | In quanto appartenente alla corrente della Neue Sachlichkeit, Gilgi - eine von uns, romanzo di esordio di Irmgard Keun, è caratterizzato da uno stile fortemente veristico, volto a riprodurre la quotidianità il più possibile senza filtri. In Gilgi si trovano, ad esempio, diversi registri di linguaggio: dal gergo alla moda al dialetto, dal tedesco parlato al tedesco scritto dei documenti commerciali.

Va' avanti »

Sulla strada. Bianca

Sulla strada

di Carlo Prosperi, autore di Edmund De Waal, La strada bianca. Storia di una passione, Torino, Bollati Boringhieri, 2016 (da The White Road, London/New York, Chatto & Windus/Farrar, Straus & Giroux, 2015) | «Noooooooo!» Sono nella sala lettura della Sormani, la biblioteca comunale di Milano. Fantozzianamente vorrei lanciarmi contro la finestra per sfogare l’urlo di dolore e invece devo trattenerlo, rispettare il silenzio. Tra le mani ho il terzo volume delle opere complete, edizione Sansoni 1957, di Defoe. Sto cercando la traduzione di un brano tratto da A tour thro’ the whole island of Great Britain e ho appena scoperto

Va' avanti »

La recensione / 1 – Alcune osservazioni a un progetto ambizioso e meritorio

Recensione 1

di Stefano Ondelli | A proposito di: Eleonora Gallitelli, Il ruolo delle traduzioni in Italia dall’Unità alla globalizzazione. Analisi diacronica e focus su tre autori di lingua inglese. Dickens, Faulkner e Rushdie, Aracne editrice, Roma, 2016, 312 pp., € 30,00 Il volume espone i risultati di un progetto di ampio respiro (di cui «tradurre» ha già offerto un’anticipazione nel suo numero 8), che ha lo scopo di illustrare, con dovizia di materiali, il ruolo delle traduzioni nel contesto culturale italiano e valutare gli esiti degli approcci traduttivi sviluppati in momenti diversi della storia del nostro Paese dall’Unità a oggi.

Va' avanti »

La recensione / 2 – Uno strumento per «utenti iniziati» alle prese con l’arabo

Recensione 2

di Isabella Camera d’Afflitto | A proposito di: Eros Baldissera, Il dizionario di Arabo. Dizionario italiano-arabo / arabo-italiano, seconda edizione, Bologna, Zanichelli, 2014, pp. 580 (italiano-arabo) e pp. 776 (arabo-italiano), € 56,00 (e-book € 33,90) Chi, come me, ha iniziato a studiare l’arabo negli ormai lontanissimi anni settanta (anzi nel 1969), ricorderà cosa volesse dire tradurre un testo con l’aiuto di “un terzo” di vocabolario arabo-italiano. Dopo aver continuato a pubblicare ristampe e aggiornamenti delle edizioni precedenti del Compatto e del Dizionario di Arabo (2004), Baldissera ha realizzato un’ulteriore e utilissima opera, più ampia di quelle esistenti sul mercato.

Va' avanti »

La recensione / 3 – Trapiantare: traduttori come mediatori culturali, o della traduzione come atto di cura

Recensione 3

di Roberta Sapino | Traduttori come mediatori culturali,a cura di Sergio Portelli, Bart Van den Bossche e Sidney Cardella, Franco Cesati Editore, Firenze 2016, 173 pp., € 17,00 Tradurre, lo dice la parola, è tra-durre, portare al di là, tendere ponti verso sponde straniere, più o meno note, più o meno lontane. L’immagine del traduttore-traghettatore, non a caso, è ricorrente, tanto nella saggistica critica quanto nelle parole dei traduttori chiamati a descrivere se stessi. Un’altra immagine, meno frequentata, si disegna davanti agli occhi del lettore che si addentra tra le pagine di questo volume:

Va' avanti »

La recensione / 4 – L’operaio e la piccola borghese

Recensione 4

di Gianfranco Petrillo A proposito di: Elio Vittorini, Si diverte tanto a tradurre? Lettere a Lucia Rodocanachi, 1933-1943, a cura di Anna Chiara Cavallari e Edoardo Esposito, Milano, Archinto, 117 pp., € 20,00. Ormai Lucia Rodocanachi non è più soltanto «mitica»: è un personaggio centrale della storia letteraria italiana della prima metà del Novecento. Se si assumono gli anni trenta come «il decennio delle traduzioni», secondo l’ormai famigerata definizione di Cesare Pavese, la «gentile signora» di Arenzano ne è una protagonista assoluta, négresse inconnue.

Va' avanti »

La recensione / 5 – Considerazioni psicoanalitiche sulle possibilità e le limitazioni del tradurre

Recensione 5

di Rossella Bernascone | A proposito di Traduzioni, numero speciale di «Psiche.Rrivista di cultura psicoanalitica», vol. II, n. 2/2015, Bologna, il Mulino, pp. 295-584, € 25,00 «Psiche» è la rivista di studi psicologici più antica d’Italia, fondata nel 1912 a Firenze da Roberto Assagioli. Il Focus del volume è uno scritto di Paul-Laurent Assoun, tradotto da Aurora Gentile – che nel corposo fascicolo compare anche come traduttrice del saggio di Janine Altounian e come autrice della scheda di lettura su La comunità dei traduttori di Yves Bonnefoy – dedicato al «desiderio del traduttore» e al suo inconscio traduttologo.

Va' avanti »

La recensione / 6 – Thomas Mann «umanista militante» e l’Italia

Recensione 6

di Gianfranco Petrillo | A proposito di: Elisabetta Mazzetti, Thomas Mann, dialoghi italiani. Sintonia spirituale e comune cultura europea nei carteggi (1920-1955), Roma, Artemide, 2016, pp. 217, € 25,00 La figura di Thomas Mann, così familiare ai lettori italiani della seconda metà del Novecento, da un paio di decenni e forse più viene come a sfumare in dissolvenza, soverchiata dall’attenzione agli autori e alle autrici di lingua inglese e postcoloniali. Questo lento tramonto accompagna così il travaglio che attualmente sta vivendo non tanto l’Unione europea, quanto l’idea stessa di un’Europa unita.

Va' avanti »

La recensione / 7 – Con la traduzione, l’equivalenza nella differenza

Recensione 7

di Giulia Baselica | A proposito di: Bruno Osimo, Manuale di traduzione di Roman Jakobson, Blonk, 2016, 98 pp., €12.00 Jakobson non ha mai scritto un manuale di traduzione. Questo volume realizza quindi un duplice e meritorio intento: in primo luogo ricostruisce, con procedimento consequenziale, la riflessione sulla traduzione del grande linguista, filologo, semiotico e critico letterario russo. In secondo luogo questo breve ma denso saggio impone al lettore-traduttore (o al lettore interessato e sensibile alle questioni e agli aspetti della traduzione) una necessaria presa di coscienza.

Va' avanti »

Una giornata di studi utile alla riflessione

di g.p. | Serve davvero ai giovani che si avvicinano alla traduzione essere sommersi da esempi di impervie scalate su testi limite quali quelli delle graphic novel argentine, dell'inarrivabile Rabelais, dell'intimidente Shakespeare o dell'immancabilmente evocato Joyce?

Va' avanti »

La citazione – Tra il dire e il fare

3153-789130

PAROLA DI GIULIO EINAUDI EDITORE | Cominciamo con lo stabilire che tradurre è in sé un fatto creativo importantissimo, Con parole che condivido, in un recente convegno sulla traduzione, Luciano Foà ha parlato di «quella benedetta, pungolante insoddisfazione per la propria inadeguatezza di fronte al testo originale che dovrebbe covare nell'animo dei traduttori e che è la fonte di un lavoro ben riuscito».

Va' avanti »

Reminiscenze e borbotti / 6

Il vecchio lettore

Il vecchio lettore | Uno degli aspetti più platealmente volgari del gran parlare mediatico di traduzioni è l’inconsapevolezza critica delle distinzioni che vi vengono praticate. Sì, perché salta all’occhio che ai poeti traduttori di poeti e ai grandi traduttori o ritraduttori di classici antichi e moderni vengono riservati (per solito al servizio pubblicitario delle grandi case editrici) attenzione e spazio molto superiori che ai normali professionisti delle versioni della letteratura corrente, dei quali viene a mala pena menzionato il nome, onore minimo che viene invece negato

Va' avanti »