La traduzione automatica

UN PO’ DI STORIA: SUCCESSI E QUALCHE RIFLESSIONE di Paola Brusasco | Sarà capitato a molti di sorridere davanti alle dubbie formulazioni di quelle che – con ogni probabilità – sono traduzioni automatiche delle specifiche di un prodotto o di informazioni turistiche. Più rara, credo, è la consapevolezza che buona parte dei testi che in diversi modi influenzano o intercettano la rotta della nostra vita sono il risultato di processi di traduzione automatizzata in vario grado. Se l’obiettivo della traduzione automatica – traduzioni corrette ed efficaci di testi in lingue naturali ottenute attraverso l’esclusivo utilizzo di software – non è…

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Quasi un editoriale

Con questo numero inauguriamo una nuova rubrica, «LTit», in cui con grande piacere ospitiamo, come spiega Michele Sisto nel suo asciutto articolo introduttivo, le schede che vengono preparando le studiose e gli studiosi coinvolti nel progetto FIRB/Futuro in Ricerca (Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia: editoria, campo letterario, interferenza) finanziato dal MIUR per il periodo 2013-2018, di cui è prevista la prosecuzione anche nei prossimi anni. In tal modo il numero viene ad assumere, involontariamente ma non casualmente, un carattere pressoché monografico, in quanto vi è una particolare abbondanza di ricostruzione di personalità.

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Tradurre è scrivere

PAROLA DI ADA VIGLIANI di Gianfranco Petrillo | Aveva delle perplessità, Ada, per questa intervista. «Diranno che facciamo tutto in famiglia, noi di “tradurre”», diceva. «Sta’ a vedere – le ho risposto – che siccome abbiamo la disgrazia di avere in redazione una che ha tradotto alcuni tra i massimi esponenti della letteratura in lingua tedesca del Novecento, e non solo, dobbiamo far finta di non conoscerla nemmeno». Si è convinta e ora, da buoni borghesi, siamo davanti a tè e biscotti, registratore acceso e Paola Mazzarelli alla console, in un pomeriggio invernale tipicamente torinese, come è lei, con quell’aria…

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LTit – Letteratura tradotta in Italia. Anteprima

di Michele Sisto | In questa nuova rubrica «tradurre» presenterà in anteprima alcuni degli studi sui mediatori italiani di letterature straniere che a partire dal 1° giugno 2018 appariranno sul portale LTit - Letteratura tradotta in Italia (www.ltit.it). LTit nasce dal progetto FIRB/Futuro in Ricerca Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia: editoria, campo letterario, interferenza finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) per il periodo 2013-2018, coordinato da Michele Sisto con Anna Baldini e Irene Fantappiè, e sviluppato presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici in Roma, l’Università per Stranieri di Siena e l’Università di Roma 1…

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Falsi amici

Falsi amici

di Domenico Scarpa | A un anno dalla fine dell’ultima guerra Einaudi cominciò a stampare la prima traduzione integrale della Recherche. Il primo volume, Du côté de chez Swann, uscì nell’aprile 1946 con il titolo La strada di Swann. La versione era di Natalia Ginzburg, che firmava anche una Prefazione: poche pagine, scritte per presentare al lettore italiano Marcel Proust e l’impresa editoriale che lo riguardava.

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I Translation Studies e la teoria della traduzione in Russia

SPIRAGLI DI COMUNICAZIONE NELLA "CORTINA DI FERRO" di Giulia Baselica | In quegli stessi anni settanta in cui cominciavano a delinearsi  i Translation Studies come disciplina, il dibattito sovietico intorno, forse, non tanto al nome, bensì essenzialmente alla natura della teoria della traduzione, era vivace e fecondo e l’agone nel quale esso aveva luogo era una rivista specializzata, «Tetradi perevodčika» (I quaderni del traduttore). Su questo periodico venivano pubblicati ampi saggi d

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«Quel mare di locuzioni tempestose»

VITA E TRADUZIONI DI GIGLIOLA VENTURI di Aldo Agosti | «Insomma, traduttori, perché fate questo ingrato mestiere?», ci si chiede. Per quanto mi riguarda, le ragioni sono molteplici: [ per] far partecipe di un bene a me accessibile chi, altrimenti, non riuscirebbe a fruirne. Perché mi piace [...]. Mi piace specialmente cimentarmi con testi difficili, per vedere se sono capace – come quegli acrobati che da un trampolino vertiginoso si tuffano in una vasca di due metri di diametro uscendo dall’acqua col sorriso sulle labbra, agili, rilassati, eleganti – per vedere se sono capace di tuffarmi in quel mare di…

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«Conoscere tutti i tormenti e raramente le gioie»

BRUNO ARZENI E L’ARS MINOR DEL TRADURRE di Romano Ruffini | La grande germanista Lavinia Mazzucchetti, nell’introdurre la traduzione della tetralogia di Thomas Mann Joseph und seine Brüder (Giuseppe e i suoi fratell), di Bruno Arzeni, con cui aveva collaborato per anni, così scriveva: «Ora che la grande “nemica”, da lui così stoicamente attesa, lo ha strappato al lavoro, sentiamo il dovere personale di onorarne la memoria e di esprimere qui il rammarico per la insostituibile perdita, interpretando anche la viva gratitudine dell’editore e di Thomas Mann stesso, il quale da tempo aveva misurato i meriti del suo tanto modesto…

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L’autonomia materiale e intellettuale della “vedova del martire”

L’autonomia materiale e intellettuale della “vedova del martire”

ADA PROSPERO MARCHESINI GOBETTI ANGLISTA E AMERICANISTA di Ersilia Alessandrone Perona | La pubblicazione della prima biografia di Ada Prospero Marchesini Gobetti (1902-1968), apparsa negli Stati Uniti per opera di Jomarie Alano, ha richiamato l’attenzione sull’attività di traduttrice dall’inglese di una donna nota soprattutto per il suo sodalizio con Piero Gobetti, icona dell’antifascismo, e per la sua azione di combattente antifascista e di educatrice (Alano 2016). Ricostruendone nella sua interezza l’esperienza, l’autrice colloca il lavoro grazie al quale Ada acquisì un suo profilo professionale a partire dagli anni trenta (per quanto defilato, come per la maggior parte delle traduttrici e…

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«Ma quanti sono questi irlandesi?»

LA LETTERATURA IRLANDESE IN ITALIA A INIZIO NOVECENTO E I SUOI MEDIATORI di Antonio Bibbò | Non deve sembrar vero, a Carlo Linati, quando nel maggio 1921 Silvio D’Amico gli comunica che la grandissima attrice Eleonora Duse aveva espresso il desiderio di leggere i drammi di John Millington Synge, da lui tradotti qualche anno addietro. Stando alla testimonianza di Linati, la diva si sarebbe innamorata del personaggio di Maurya di Riders to the Sea: «Mi confessò

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La Premio Nobel, Balzac, la Sardegna e la «Biblioteca romantica»

GRAZIA DELEDDA TRADUTTRICE DI EUGÉNIE GRANDET di Mario Marchetti | Un filo carsico lega Balzac e Deledda. Grazia Deledda, a quanto si sa, tradusse un unico libro, il balzachiano Eugénie Grandet per la «Biblioteca romantica» diretta per Mondadori da G. A. Borgese, che apparve nel 1930 col titolo di Eugenia Grandet. E così Balzac fece un assai inusuale, per l’epoca, viaggio in Sardegna nella primavera del 1838. Cosa li spinse a queste scelte sorprendenti?

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Tradotto con Google

TRADUZIONE EDITORIALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Giordano Vintaloro | 1. Dodici anni di deliri Sono solo dodici anni che Google Translate accompagna le nostre ricerche ma sembra sia sempre esistito. Prima del 2006, l’approccio prevalente alla traduzione automatica era la Rule-Based Machine Translation (RBMT), basata sul precaricamento di informazioni linguistiche su grammatica, sintassi e vocabolario delle lingue di origine e di destinazione. Franz Och, il capo del gruppo di ricercatori che avevano lanciato Translate, ne illustrava così il funzionamento:

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Un pilastro della «Medusa»

ALESSANDRA SCALERO NEL CARTEGGIO CON LA SORELLA LILIANA di Elisa Bolchi | Il mio studio si inserisce dunque in questa prospettiva e mira a ricostruire la figura di Alessandra Scalero grazie alle carte d’archivio, e in particolare al carteggio con la sorella Liliana, traendo così dall’ombra una traduttrice che ebbe un ruolo pioneristico nell’importazione della cultura straniera in Italia in epoca fascista. Spero, in questo modo, di mettere sotto la giusta luce una donna che fece della traduzione non solo un mestiere ma la propria “professione”, grazie alla quale poté mantenere l’indipendenza economica senza contare sull’appoggio di un padre o…

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Benedetto Croce, ancora lui!

ALLE ORIGINI DELLA TRADUZIONE EDITORIALE CONSAPEVOLE IN ITALIA di Gianfranco Petrillo | Tra la fine degli anni venti e gli inizi dei trenta del Novecento, si sa, nacquero in Italia (confesso di non sapere, per ora, quando ciò sia accaduto altrove; e sarebbe importante saperlo) le prime collane editoriali dedicate consapevolmente a scrittori stranieri: la «Modernissima» di Gian Dàuli, la «Biblioteca romantica» di Borgese, la «Biblioteca europea» di Antonicelli, «Il Genio russo» di Polledro, gli «Scrittori nordici» di Mazzucchetti; e così via. E con queste collane si fece man mano sempre più forte lo scrupolo filologico, l’esigenza dell’integrità dei testi,…

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Tradurre la punteggiatura: un primo tentativo

LA VIRGOLA E LA LINEETTA, DUE CASI PARADIGMATICI FRA INGLESE E ITALIANO di Marco Brambilla Comprendere i meccanismi linguistici che stanno alla base dell’uso della punteggiatura ha una grande importanza in traduzione. Capire come un testo utilizza i segni di interpunzione è necessario per cogliere le sfumature semantiche della lingua, e per rendere in traduzione un testo quanto più rispettoso dell’originale e fedele alle strategie traduttive adottate. Questo articolo cercherà di far luce su una questione che non potrà certo essere risolta proponendo una soluzione univoca: quali metodi utilizzare per tradurre la punteggiatura quando si vuole rendere in italiano un…

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Lavinia Mazzucchetti (Milano 1889 – Milano 1965)

di Anna Antonello | L’attività di mediazione di Lavinia Mazzucchetti rispecchia fedelmente il suo approccio diretto alla letteratura. Alle osservazioni “di seconda mano” preferisce i testi originali: nella prefazione alla sua tesi di laurea, Schiller in Italia, consiglia ai lettori di «tralasciare la lettura di questo mio come di molti altri saggi più o meno oziosi sullo Schiller, ma di trarne occasione ed incitamento per accostarsi o riaccostarsi con animo aperto e con vigile giudizio all’opera e alla personalità di codesto autore» (Mazzucchetti 1913, 13).

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Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa 1882 – Fiesole 1952)

di Daria Biagi | Scrittore e saggista, accademico, traduttore, giornalista e uomo politico, Giuseppe Antonio Borgese è stato tra gli intellettuali italiani più influenti della prima metà del Novecento, e la sua attività, soprattutto negli anni giovanili, è profondamente legata alla cultura e alla letteratura di lingua tedesca.

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Umberto Barbaro (Acireale 1902 – Roma 1959)

di Simone Costagli | In gran parte limitato alla sua prima fase di intellettuale e scrittore (1927-1935), l’interesse di Umberto Barbaro per la letteratura tedesca appare un aspetto marginale rispetto alla sua attività di critico e teorico cinematografico, con la quale si è guadagnato un posto di assoluto rilievo nella cultura italiana del Novecento. Si affaccia dunque l’ipotesi che questo suo avvicinamento al mondo della cultura tedesca sia stato soltanto occasionale, poiché avvenuto, tranne la significativa eccezione delle traduzioni di Sigmund Freud, in una fase in cui

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Giacomo Prampolini (Milano 1898 – Pisa 1975)

di Sara Culeddu | L’impegno di Giacomo Prampolini per le letterature scandinave va letto alla luce dell’instancabile lavoro di traduttore e mediatore di un vasto numero di letterature (Pavese 1997). Egli si pone, infatti, quasi come «missione» la divulgazione in Italia del maggior numero possibile di letterature minori, molte delle quali, negli anni venti, ancora pressoché sconosciute nel nostro paese. Perlopiù è lui a scegliere i testi da importare,

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Tommaso Landolfi (Pico Farnese 1908 – Ronciglione 1979)

di Stefania De Lucia | Esistono pochi indizi di quando e come Landolfi si sia avvicinato alla lingua e alla cultura tedesca. Le indicazioni dei libri letti già in adolescenza testimoniano di una precoce apertura alle letterature straniere, in particolar modo a quella francese e inglese, ma le tracce che Idolina Landolfi, instancabile e puntuale biografa del padre, fornisce in tal senso

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L’arte di ricostruire un mondo

di Marco Fumian curatore di Yan Lianke, Il podestà Liu e altri racconti, Roma, Asiasphere, 2017 | Il traduttore, idealmente, è colui che siede là dove si incontrano l’antropologia, la filologia, e la poesia.

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Semplice come una stella

di Valeria Lucia Gili autrice di Lucie Green, Viaggio al centro del Sole, Milano, il Saggiatore, 2018 (da 15 Million Degrees, London, Penguin UK, 2016) ! Lineare o tortuoso che sia, ogni traduzione è un viaggio da cui si emerge inevitabilmente più ricchi. Nel mio cammino con Lucie Green alla scoperta del Sole ho percorso tre strade differenti.

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La vita è semplice

di Maria Luisa Lombardo autrice di Mihail Sebastian, Da duemila anni, Roma, Fazi, 2018 (da De două mii de ani…, București, Editura Cartex, 2016) | Capita, talvolta, di avere l’onore e la fortuna di tradurre uno dei propri scrittori preferiti, com’è capitato a me con il romanzo-diario di Mihail Sebastian De două mii de ani…. Perché un traduttore, non dimentichiamocelo, è in primo luogo un lettore, con i suoi gusti e le sue passioni.

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Ritorno al paese dei mostri selvaggi

di Lisa Topi autrice di Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi, Milano, Adelphi, 2018 (da Where the Wild Things Are, New York, Harper & Row, 1963) | Appena cominciato a tradurre Where the Wild Things Are di Maurice Sendak, un coro indignato che chiedeva indietro la «ridda selvaggia» ha preso a ronzarmi in testa. «Attacchiamo la ridda selvaggia!» è la battuta caratterizzante del protagonista di Where the Wild Things Are nella traduzione di Antonio Porta,

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Suvashun, una storia persiana e, forse, anche un po’ italiana

di Anna Vanzan autrice di Simin Daneshvar, Suvashun, una storia persiana, Milano, Francesco Brioschi, 2018 (da Suvashun, Tehran, Khwarezmi, 1969) | Quando ti poni dinnanzi al “romanzo” per antonomasia della letteratura persiana moderna per tradurlo, dovrai necessariamente sacrificare qualcosa, dovrai sforzarti di rendere la magia dell’originale, dovrai far capire ai lettori perché questo romanzo è considerato da milioni di iraniani come il capostipite della loro prosa moderna, qualcosa di unico e inarrivabile.

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La recensione / 1 – Né “straniante” né “addomesticante”

di Daniele Petruccioli | A proposito di: Lutz Seiler, Kruso, tradotto da Paola del Zoppo, Bracciano, Del Vecchio, 2015, pp. 608, € 18,00 Il primo romanzo di Lutz Seiler, poeta, saggista e scrittore di racconti nato nel 1963 nell’allora Repubblica democratica tedesca, tra le voci più interessanti della Germania contemporanea, uscito per la collana «Insel» della Suhrkamp nel 2014 e subito caso letterario, campione di vendite e vincitore di premi come l’Uwe Johnson e il Buchpreis 2014, è approdato nel 2015 in Italia

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La recensione / 2 – Elogio della provvisorietà

di Franco Nasi | A proposito di: Emilio Mattioli, Il problema del tradurre (1965-2005), a cura di Antonio Lavieri, Modena, Mucchi editore, 2017, pp. 200, € 15,00 Sarebbe comodo poter dire: si deve tradurre così, ma c’è una confusione di piani, quando si introduce in àmbito letterario la precettistica propria della grammatica. Inevitabilmente l’imposizione di un metodo risulta riduttiva, semplifica un problema complesso, ignora la storia. Il problema che si pone è quello di arrivare ad ammettere la pluralità dei metodi, senza cadere in un giustificazionismo illimitato, in un relativismo privo di rigore (pp. 172-73).

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La recensione / 3 – Tradurre significa reinventare

A proposito di Daniele Petruccioli, Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi, Roma, La Lepre Edizioni 2017, pp. 256, € 18,00 di Barbara Ivancic | Con Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi Daniele Petruccioli propone una riflessione piuttosto insolita sull’arte del tradurre. Insolita o quantomeno curiosa è già l’immagine scelta come titolo del libro: le pagine nere sono le pagine già scritte da altri con cui si confronta il traduttore, l’esatto contrario delle proverbiali pagine bianche che devono essere riempite dallo scrittore. Qualche lettore coglierà in questa metafora un rimando intertestuale a Daniele Del Giudice, ma il…

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La recensione / 4 – Un protagonista della scena letteraria anni sessanta

di Alessio Mattana | A proposito di: Marino Fuchs, Enrico Filippini editore e scrittore. La letteratura sperimentale e il Gruppo 63, Roma, Carocci editore, 2017, pp. 303, € 29,00 Era proprio l’uomo dei cominciamenti, degli inizi, per usare un’espressione che Petrarca attribuiva a sé stesso, un uomo tanta ceptorum moles, dalla grande mole di cominciamenti, proprio l’opposto dello spirito sistematico, malgrado avesse tradotto Husserl, che è l’ultimo dei grandi sistemi della filosofia, malgrado fosse nato da lì era proprio l’opposto dello spirito sistematico che vuol giungere a una conclusione, per lui era […] impensabile concludere, era un critico dell’idea di…

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La recensione / 5 – Fitness per traduttori

di Damiano Latella | A proposito di: Olivia Crosio, Incatenati alla tastiera. Manuale di sopravvivenza per traduttori, Milano, Bibliografica, pp. 96, € 9,90 RECENSORE: Cara Redazione, perché per una volta non recensiamo un libro diverso dal solito? Non il solito manuale che vuole insegnare a tradurre soffermandosi sul testo originale, bensì un prontuario che illustra i diversi aspetti della professione, positivi e negativi, per affrontare meglio la vita di tutti i giorni? L’ha scritto una collega dalla lunga esperienza, con più di duecentocinquanta titoli all’attivo. L

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La recensione / 6 – Come la merce libro è stata prodotta da settant’anni in qua e qual è il suo mercato

di Gianfranco Petrillo | A proposito di: Gabriele Turi, Libri e lettori nell’Italia repubblicana. Roma, Carocci, 2018, pp. 154, € 14,00 Gabriele Turi è uno dei padri fondatori della tardiva ma ormai abbastanza agguerrita storia dell’editoria in Italia. Docente di storia contemporanea a Firenze, direttore della rivista «Passato e presente», autore di Casa Einaudi (Bologna, Il Mulino, 1990) e curatore, con Iolanda Palazzolo, di una pionieristica Storia dell’editoria nell’Italia contemporanea (Firenze, Giunti, 1997), ha fondato nel 2001 e diretto per tutta la sua esistenza, fino al 2013, una piccola ma sostanziosa e preziosa rivista, «La Fabbrica del libro»,

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La recensione / 7 – Siate realisti, usate il vocabolario

di Giulia Baselica A proposito di: Elisa Cadorin e Irina Kukushkina, Dizionario tecnico russo, Milano, Hoepli, 2017, pp. 683, € 49,90 Ci sono oggi in Russia autori che traggono motivo di rinnovata e reinterpretata ispirazione dalla cospicua produzione di un genere di romanzo tipicamente sovietico, quello di ambientazione industriale, fiorita a partire da Cement di Fedor Gladkov, nel 1925, fino agli anni settanta. Ne fanno fede le opere di Oleg Divov e Maks Rublev, di Ksenija Bukša, di Sergej Šargunov. Chi dovesse affrontare la traduzione di questo tipo di letteratura, d’altronde contigua a un’ampia saggistica, tutt’altro che secondaria per la…

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Due segnalazioni olschkiane

SALVO SUCCESSIVE RECENSIONI di g.p. Centro nazionale di studi leopardiani, Leopardi e la traduzione. Teoria e prassi. Atti del XIII Convegno internazionale di studi leopardiani (Recanati 26-28 settembre 2012), a cura di Chiara Petrucci, prefazione di Fabio Corvatta, Firenze, Olschki, 2016, pp. 506, euro 78,00 Indice: Prefazione del Presidente del CNSL; Giulio Ferroni, Lo scrittore è un traduttore; Antonio Prete, Leopardi tra le lingue; Jean-Charles Vegliante, Il tradurre come “pratique-théorie” nell’opera poetica e filosofica di Leopardi; Bruno Nacci, Il concetto di traduzione in Giacomo Leopardi e Friedrich Schleiermacher; Valerio Camarotto, Per un Leopardi storico della traduzione; Sebastian Neumaster, Leopardi e…

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Opere di Gigliola Spinelli Venturi

a cura di Aldo Agosti e Giulia Baselica | Traduzioni (ma non solo)

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Opere di Ada Prospero Marchesini Gobetti

OPERE DI ADA PROSPERO GOBETTI MARCHESINI a cura di Ersilia Alessandrone | N.B. Questi elenchi si avvalgono di quelli già approntati da Sergio Caprioglio, Bibliografia di Ada Prospero Marchesini Gobetti, in «Mezzosecolo» 1989, pp. 228-239. Ma non sono solo traduzioni.

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Traduzioni di Alessandra Scalero

a cura di «tradurre» | Jakob Wassermann, Il caso Mauritius; traduzione dal tedesco di Alessandra Scalero, Milano, Modernissima, 1931 (da Jokob Wassermann, Der Fall Mauritius, Berlin, Fischer, 1928) John Dos Passos, Nuova York; traduzione dall'inglese di Alessandra Scalero, Milano, Corbaccio, 1932 (da John

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Reminiscenze e borbottii / 8

Il vecchio lettore | Purtroppo il vecchio lettore non ha nipoti. E’ andata così. Ma se ne avesse uno o una adolescente, in quell’età che una volta si chiamava “difficile” e oggi è per i genitori, certe volte, un incubo, il vecchio lettore lo (o la) inviterebbe a ribellarsi: «Rivoltati! Insorgi contro chi non ti vuol far studiare, contro chi ti vuol far credere che studiare è faticoso e noioso,

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La citazione – Quante chiacchiere!

di Giacomo Leopardi | Tradurrò l'Odissea se i miei compatrioti approveranno il Saggio che presento loro della mia traduzione. Non parlo dei traduttori italiani

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