Magda Olivetti Maestra di bottega

di Paola Mazzarelli | ci preme ricordarla anche qui, e non solo perché alcune persone della nostra redazione sono state sue allieve, ma perché a Magda tutti noi che, a vario titolo, operiamo nel mondo della traduzione editoriale, dobbiamo essere riconoscenti. Per le sue traduzioni, certo, come sempre siamo riconoscenti a chi dedica tempo ed energie per consentirci di leggere autori che altrimenti resterebbero per noi nel mondo dell’irraggiungibile. E questo è scontato. Ma a Magda si deve ben altro.

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Che ti dice la patria? / 3 (segue)

TERZA PARTE DELLA STORIA di Gianfranco Petrillo | 2.5. Dunque è America che diciamo | Erano passati tre anni da quando Thomas Mann aveva tenuto il suo discorso. Un diciassettenne liceale torinese, nel corso dell’anno scolastico 1925-1926, passò al suo compagno del d’Azeglio, Tullio Pinelli, futuro cosceneggiatore dei capolavori di Federico Fellini, un biglietto in cui esaltava Walt Whitman:

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Elogio (misurato) della gabbia

TEORIA E DETERMINISMO NELLA STORIA DELLE TRADUZIONI di Michele Sisto | Sull’ultimo numero di «tradurre», nella recensione al mio libro sulle Traiettorie (Sisto 2019), Gianfranco Petrillo solleva una questione fondamentale, non solo per gli studi sulla storia delle traduzioni, ma in ogni studio che si pretende scientifico: può il ricorso alla teoria, ovvero l’adozione dichiarata di metodi e strumenti codificati, diventare una “gabbia” troppo rigida e condurre a una ricostruzione deterministica dei fenomeni indagati? Poiché è un timore che nelle discipline umanistiche sento esprimere di frequente, vorrei approfittare della schiettezza con cui Petrillo lo manifesta per affrontarlo altrettanto schiettamente, allargando…

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Cambiare verso

SI PUÒ TRADURRE IN UNA LINGUA DIVERSA DALLA PRIMA LINGUA MADRE? OVVERO: DELLA “DIREZIONALITÀ” di Barbara Ivancic | Con il termine directionality si indica, negli studi traduttologici più recenti, la prassi di tradurre o interpretare verso una lingua che non corrisponde alla prima lingua o lingua madre di chi traduce (cfr. Pokorn 2011; Apfelthaler 2019). In realtà, il termine si riferiva originariamente in senso più ampio alla coppia linguistica nell’ambito della quale ha luogo il processo traduttorio, salvo poi subire in tempi recenti una sorta di restrizione semantica, per designare appunto esclusivamente la traduzione in una lingua seconda.

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L’Altra

di Elvira Mujčić | Ogni volta che mi trovo a riflettere sulle mie appartenenze linguistiche, corro a consultare L’analfabeta di Agota Kristof e Come si dice di Eva Hoffman, quasi a verificare se il mio pensiero trova un riscontro nelle loro pagine. Tuttavia oggi, mentre rileggo il capitolo Lingua materna e lingue nemiche della Kristof, realizzo con stupore che la somiglianza che avevo intravisto tra le nostre esperienze linguistiche, durante le letture precedenti, era stata un abbaglio.

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Quando la fedeltà arriva da sola

INTERVISTA A SILVIA PARESCHI di Norman Gobetti  | Incontro Silvia Pareschi in una torrida giornata di fine primavera, a Milano, dove è ospite di un’amica (la maggior parte dell’anno la trascorre a San Francisco, dove vive col marito Jonathon Keats, scrittore, artista e filosofo). Quando suono alla porta è mattina presto, e lei mi dice subito che ha trascorso una notte insonne e che quindi non è al massimo della forma (mi aveva anche scritto per disdire l’appuntamento, ma io non avevo visto la mail). Inoltre giungono da un cantiere poco lontano le assordanti pulsazioni di un martello pneumatico. Insomma,…

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Le traduzioni di Silvia Pareschi

a cura di Norman Gobetti | Le correzioni, Einaudi, Torino 2002 (da Jonathan Franzen, The Corrections, 2001)

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Il pensiero si esprime liberamente nel corpo (anche di chi traduce)

TRADUZIONE E EMBODIMENT. RIFLESSIONI A MARGINE DI UN CONVEGNO di Barbara Ivancic | Leib bin ich ganz und gar, und nichts außerdem, scrive Friedrich Nietzsche in Also sprach Zarathustra (Nietzsche 1980, 39; «Io sono tutto corpo e nient’altro» - Montinari 1976, 44), attribuendo così al corpo un ruolo che nella storia del pensiero occidentale raramente gli è stato riconosciuto. Nella secolare diatriba corpo-mente o corpo-anima il corpo è, infatti, quasi sempre stato relegato a mero esecutore di quanto deciso altrove, mente o anima che fosse. A ribaltare la prospettiva in modo decisivo, la filosofia fenomenologica, in particolare il pensiero di…

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Quella volontaria sospensione dell’incredulità

ALLE PRESE CON GIORNI SENZA FINE DI SEBASTIAN BARRY di Cristiana Mennella | America, 1850. Thomas McNulty, quindicenne irlandese senza famiglia scampato alla tremenda carestia in patria, arriva in Missouri e incontra John Cole, suo quasi coetaneo con qualche goccia di sangue indiano nelle vene. Nello spazio di vent’anni i due allieteranno i minatori ballando vestiti da donna in un saloon, stermineranno villaggi indiani, combatteranno per Lincoln durante la guerra civile, si innamoreranno l’uno dell’altro e metteranno su famiglia “adottando” Winona, piccola sioux uscita viva da una strage che hanno perpetrato insieme a un’orda di commilitoni.

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Lingua “meravigliosa” e da salvare

RIFLESSIONI SU UN LIBRO RECENTE DI CLAUDIO MARAZZINI di Massimo Fanfani | Dal maggio 2014 Claudio Marazzini è alla guida dell’Accademia della Crusca e si devono a lui diverse importanti iniziative non solo a favore della lingua, ma per la società italiana nel suo complesso. Sul piano scientifico, ad esempio, la riapertura del cantiere lessicografico in vista di un nuovo vocabolario storico dell’italiano postunitario, e l’avvio di numerosi progetti di ricerca in collaborazione con altre istituzioni italiane e straniere. Sul piano dell’alta divulgazione, sia un maggior impegno nella comunicazione con gli utenti attraverso il potenziamento del portale informatico per la…

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Quando Montale traduceva (per vivere)

di Edoardo Esposito | Nel 1927, lasciata Genova, Montale chiudeva il faticoso periodo del suo precariato giovanile e, assunto a Firenze dall’editore Bemporad, poteva finalmente contare su un magro ma sicuro compenso mensile. L’impiego, tuttavia, non procura soddisfazione («Lavoro stupidamente», scrive all’amico Sergio Solmi il 25 marzo), e soprattutto non si configura come sufficientemente stabile; così, dopo poco più di un anno, saputo che stava per diventare vacante il posto di direttore del Gabinetto Vieusseux, è lì che il poeta avanza la sua candidatura. Racconta Giulio Nascimbeni:

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La Traductologie e L’Harmattan

PROFILO DI UNA COLLANA DEDICATA ALLA TEORIA E ALLA PRATICA DELLA TRADUZIONE di  Giulia Baselica / Alla traduttologia la casa editrice parigina L’Harmattan dedica una intera collana ouverte à toutes les approches théoriques et métodologiques, appliquées à tous types de textes traduits; «aperta a tutti gli approcci teorici e metodologici, applicati a tutti i tipi di testi tradotti» (traduzione mia) – si legge nella presentazione della collana riportata su ogni volume – e volta a pubblicare titoli che trattano temi inerenti alla traduzione e all’interpretazione in una prospettiva multilingue, interculturale e intersemiotica.

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La letteratura italiana in Ungheria negli anni duemila

QUALCHE RIFLESSIONE, CON UNO SGUARDO RETROSPETTIVO AL NOVECENTO di Margit Lukácsi | Questa riflessione intende affrontare la questione della ricezione della letteratura italiana in Ungheria nello specchio delle traduzioni durante l’ultimo ventennio. Poiché la traduzione può essere vista come atto di mediazione interculturale, luogo privilegiato di contatto tra lingue e culture diverse, può essere importante studiare la fortuna delle pubblicazioni di opere provenienti da un’altra cultura dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo nell’arco di un determinato periodo, nonché il mutamento dei valori e delle valorizzazioni. La mia indagine abbraccia più o meno due decenni, gli anni duemila, quando…

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Vito Pandolfi

BRECHT E GLI ESPRESSIONISTI NEL TEATRO ITALIANO DEL DOPOGUERRA di Raffaella di Tizio | Con il suo impegno di regista teatrale, oltre che di critico, collaboratore e ispiratore di importanti progetti editoriali, Vito Pandolfi fu al centro della prima ricezione italiana di Bertolt Brecht e dell’espressionismo tedesco. Attivo nella resistenza clandestina, era divenuto famoso per la messinscena a Roma nel febbraio del 1943, con il regime ancora saldo al potere, di una personale e sovversiva versione della proibita Dreigroschenoper (1928). Nel dopoguerra svolse una fondamentale azione di divulgazione della drammaturgia tedesca in Italia, ma il suo ruolo di mediatore è…

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Giovanni Giudici

di Teresa Franco | La formazione Il nome del poeta, traduttore e giornalista Giovanni Giudici (La Spezia 1924 – Le Grazie 2011) è legato soprattutto a Milano, sua città adottiva. La sua formazione avviene, però, a Roma, dove si trasferisce dalla Liguria nel 1933, ancora bambino, e vive gli anni più drammatici della storia del Novecento. Nel «pontificio collegio» rievocato in una celebre poesia (Te Deum, in Giudici 2008, 396-400) compie parte degli studi, e nel quartiere popolare di Montesacro, immortalato nelle pagine di una prosa narrativa, trascorre sia l’infanzia fascista sia la giovinezza dell’impegno antifascista (Giudici 1989, 110-133).

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Il fuoco che arde sotto la terra

di Margherita Carbonaro autrice di Regīna Ezera, Il pozzo, Milano, Iperborea, 2019 (da Aka, inizialmente pubblicato sulla rivista «Zvaigzne» - 1971, n.11 e 1972, n. 4 - e successivamente in volume: Riga, 1972) | Quando lessi per la prima volta Aka ho provato subito il desiderio di tradurlo. Volevo trasferire dal lettone in italiano il suono di quella voce pacata, apparentemente distante eppure vicinissima non solo ai suoi personaggi ma anche agli oggetti e ai fenomeni del mondo naturale. Una difficoltà che ho dovuto affrontare durante il lavoro di traduzione è stata la presenza di tanti termini legati all’epoca e…

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Una valigia di coraggio

di Hilary Basso autrice di Michelle Steinbeck, Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena, Latina, Tunué, 2019 (da Mein Vater war ein Mann an Land und im Wasser ein Wahlfisch, Basilea, Lenos Verlag, 2016) Dovevo capirlo già dal titolo (strano, e lungo per giunta, ma geniale) che l’impresa in cui mi stavo imbarcando non mi avrebbe fatto dormire la notte. Da quando, leggendo il romanzo per la prima volta senza armarmi di bisturi del mestiere, il mio orizzonte d’attesa veniva continuamente spostato, abbattuto. Lo stile che parla da sé, le parole pregne di significato che…

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Le “mie” montagne russe

di Matteo Lefèvre | autore di Nicanor Parra, L’ultimo spegne la luce, Milano, Bompiani, 2019 (El último apaga la luz, Barcelona, Lumen, 2017) Il cileno Nicanor Parra è senza dubbio uno dei poeti di lingua spagnola più originali e longevi della scena novecentesca e di questo primo scorcio del nuovo millennio. L’ultimo spegne la luce è una corposa antologia italiana della sua opera che ha inaugurato la nuova collana di poesia internazionale di Bompiani, «CapoVersi». Ciò che dell’opera del poeta colpisce da sempre generazioni di lettori e critici è la straordinaria originalità della sua scrittura, che lo ha portato a…

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Una koiné giovane

di Giulio Sanseverino e Marina Di Leo, autori di David Lopez, Il feudo, Palermo, Sellerio, 2019 (da David Lopez, Fief, Seuil, Parigi 2017) | Accedere al feudo dalle pagine di Il feudo significa ritrovarsi in una piccola città tra periferia e campagna, né adulti né ragazzini, né «fighetti delle case bene, ma neppure feccia dei quartieri bassi», a fumare canne, bere, giocare a carte, prendersi in giro; per la gioia di annoiarsi, senza mai annoiarsi davvero. E soprattutto significa addentrarsi in una lingua ritmica, sfuggente e proteiforme, qual è il parlato giovanile.

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Questo non è per te

di Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, autori di Mark Z. Danielewski, Casa di foglie, Roma, 66thand2nd, 2019 (traduzione di House of Leaves, Pantheon Books, New York, 2000) È sempre complicato tradurre un testo a più mani: si rischia di perdere il filo del discorso, di mescolare i registri e di finire per produrre un patchwork di voci che poco ha a che vedere con l’opera originale. Per questo di solito, quando ci affidano una traduzione condivisa (capita spesso, siamo marito e moglie, e ci revisioniamo a vicenda), ci muoviamo sempre con estrema cautela, pur conoscendo alla perfezione le debolezze e…

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La recensione / 1 – Primo Levi da vicino

di Eva Allione | A proposito di: Lezioni Primo Levi, a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa, Milano, Mondadori, 2019, pp. 648, € 28,00 Organizzate dal Centro internazionale di studi Primo Levi, le Lezioni poggiano su due capisaldi: la consapevolezza «della qualità del Levi scrittore e della ricchezza della sua opera» e la volontà di «precisare questa convinzione, di consolidarne le fondamenta radicandola più profondamente nello studio dei testi, […] di favorire un accesso rinnovato all’opera anche fra il pubblico dei non esperti», nonché di allargare «gli orizzonti della ricerca, estendendola a territori ancora ignoti». La formula è semplice:

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La recensione / 2 –Le scrittrici celate

di Elisa Bolchi | A proposito di: Foreign Women Authors under Fascism and Francoism. Gender, Translation and Censorship, a cura di Pilar Godayol e Annarita Taronna, Newcastle upon Tyne, Cambridge Scholar Publishing, 2018, pp. 218, £ 61,99 Il libro raccoglie nove studi sulla pubblicazione italiana e spagnola di scrittrici straniere sotto il regime fascista e franchista,

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La recensione / 3 – Il verso russo tradotto e la sua ricezione

di Giulia Baselica | A proposito di: Alessandro Niero, Tradurre poesia russa. Analisi e autoanalisi, Macerata, Quodlibet, 2019, pp. 378, € 28,00 Studioso e docente di letteratura russa all’Università di Bologna, autore di numerosissimi contributi sulla riflessione traduttologica traduttore, non soltanto, ma soprattutto, di poesia russa (Stratanovskij, Fedin, Sluckij, Prigov, Kropivnickij, Ryžij, Cholin e altri), con il volume Tradurre poesia russa. Analisi e autoanalisi Alessandro Niero apre una nuova via negli studi traduttologici.

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La recensione / 4 – Salvatore Quasimodo plagiario?

di Frédéric Ieva | A proposito di: Elena Villanova, «Nell’ombra del poeta». Quasimodo traduttore dell’Antologia palatina, prefazione e saggio conclusivo di Luciano Bossina, Roma, Carocci, 2018, pp. 220, € 23,00. Nel 1950, Quasimodo si trovò a riflettere sull’evoluzione della propria poesia notando come essa si fosse orientata verso una maggiore «concretezza del linguaggio» (Salvatore Quasimodo, Una poetica, in Id., Il poeta e il politico e altri saggi, Milano, Schwarz, 1960, p. 25). Egli riteneva, inoltre, che il compito della poesia fosse quello di rifare l’uomo e le sua riflessione poetica si nutriva anche della lettura intensa dei classici che aveva…

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La recensione / 5 – Il critico invisibile e altro…

di Mario Marchetti | A proposito di: Giovanna Lombardo, Grazie per la traduzione. Leonardo Sciascia e Mario Fusco – lettere 1965-1989, Firenze, Olschki, 2019, pp. 111, € 18, 00 Il piacere del libro, innanzitutto: un oggetto elegante, curato, dalla splendida carta color avorio e dal nitido carattere tipografico. Corredato da un paio di fotografie che alludono a piaceri oggi, in tempi di coronavirus e di salutismo, interdetti: in copertina uno scatto del sodale Ferdinando Scianna che inquadra Sciascia in tranquillo colloquio con un amico davanti al bancone di un bar dagli anodini tratti anni sessanta e, nell’apparato promozionale in fondo…

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Le segnalazioni

a proposito di: Giorgio Fabre, Il censore e l’editore. Mussolini, i libri, Mondadori, Milano, Fondazione Arnaldo e Alberto Mondadori, 2018, pp. 525, € 24, 00 (Bruno Maida); Culture in traduzione: un paradigma per l’Europa. Cultures in Translation: a Paradigm for Europe, a cura di Irena Fiket, Saša Hrnjez e Davide Scalmani, Milano, Mimesis, 2018, pp. 146, € 16, 00 (Giulia Grimoldi); Michael Matheus, Germania in Italia. L’incontro di storici nel contesto internazionale, a cura di Gerhard Kuck, Roma, Unione internazionale degli Istituti di archeologia, storia e storia dell’arte in Roma, 2015, pp. 296, € 35, 00 (Gianfranco Petrillo)

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La citazione – Tutto falso!

di Jean-René Ladmiral | Je dis souvent à mes étudiants: «Lisez Berman: tout est faux!».

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Reminiscenze e borbottii / 12

Il vecchio lettore | A consolarlo dell’età che avanza spietata, una coppia di giovani amici ha fatto dono al vecchio lettore di un magnifico romanzo epistolare in cinque grossi (ed eleganti) tomi, intitolato Carteggio, autori Benedetto Croce e Giovanni Laterza, specchio di un aspetto importante della vita culturale italiana della prima metà del Novecento. L’avvincente lettura, oltre a fornire molte notizie di prima mano, suggerisce una miriade di considerazioni,

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