Mordere il mallo della noce

EMILIO CASTELLANI, TRADUTTORE DEL TEATRO DI BRECHT (E NON SOLO) di Aldo Agosti | Il nome di Emilio Castellani (1911-1985) non è ignoto nella repubblica delle lettere: molti, quasi tutti forse, lo assoceranno alla traduzione in italiano di alcuni fra i più noti autori di lingua tedesca dell’Otto e Novecento; per non citare che i più celebri: Goethe, Thomas Mann, Arthur Schnitzler, Franz Kafka, e soprattutto Bertolt Brecht. A delineare mirabilmente in poche righe il senso più profondo del suo percorso intellettuale vale ancora il ritratto che cinque mesi dopo la sua morte gli dedicò Claudio Magris: Castellani appartiene a

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Le opere di Emilio Castellani mediatore letterario e teatrale

Le traduzioni, escluse quelle da Brecht a cura di Aldo Agosti | N.B. Le traduzioni da Brecht so no comprese in un secondo elenco, qui sotto, di tutte le opere di Brecht pubblicate da Einaudi a cura di Castellani, Renata Mertens, Cesare Cases e Roberto Fertonani Lenin, Milano, Treves, 1938 (da Essad Bey, Lenin, 1937)

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Ricordo di Enrico Ganni

di Isabella Amico di Meane |  Caro Enrico, mi è stato chiesto di ricordarti con uno scritto. Non sto qui a dirti che ho accettato su due piedi, non tanto perché farlo è un onore, ma per poterti ringraziare, nel ricordarti, per avermi accompagnato per un tratto di vita – con la tua schietta umanità, con quel tuo modo di essere ironico e garbato, piacevolmente unkompliziert. Con te sono ‘cresciuta’. Ho avuto infatti la fortuna di incontrarti a più riprese lungo il mio percorso formativo e professionale, e di conoscerti in varie vesti: prima in quella di professore universitario, poi…

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Che ti dice la patria? / 4 (e fine)

TIRIAMO LE FILA di Gianfranco Petrillo | Non era Hemingway che contava, per Vittorini, quando pubblicò sul «Politecnico» Per chi suonano le campane, in quell’annuncio di autunno dopo la primavera della Liberazione: era la Spagna come primo campo della lotta tra oppressione e libertà che per un decennio aveva insanguinato l’Europa. In giugno era uscito, ovviamente da Bompiani, il suo romanzo Uomini e no, scritto negli ultimi mesi della lotta di liberazione con l’ambizione di rappresentare la Resistenza urbana, alla quale l’autore aveva partecipato, come riflessione sui valori assoluti del bene e del male, dell’agire e non agire. Nel romanzo…

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Due lingue inaudite

FRANCO ANTONICELLI DA LE AVVENTURE DI TOPOLINO A SE QUESTO È UN UOMO di Domenico Scarpa | Tra i poeti segnalati al Saint-Vincent 1948 e accolti nel volume I poeti scelti di quell'anno c’è Franco Antonicelli. Con qualche civetteria la sua nota biografica (p. 20) non fa cenno né al suo lavoro editoriale né al suo impegno politico attivo: Franco Antonicelli è nato il 15 novembre 1902 a Voghera. Risiede a Torino. Non ha mai pubblicato poesie né ha mai preso parte a nessun concorso letterario. Laureato in lettere e in legge. Collabora a diversi giornali con articoli di letteratura e politici.…

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Bad cop e good cop

IL GIOCO DELLE PARTI CON MICHELE SISTO di Gianfranco Petrillo | Il lettore ormai l’avrà capito. Michele Sisto e io facciamo finta di discutere tra noi soltanto per incastrare meglio il reo, ovvero la collocazione dell’opera letteraria nell’empireo iperuranio delle idee, avulsa da ogni contaminazione materiale, lui con l’eleganza, l’ampiezza e la profondità delle sue ricerche, io con la rozzezza e la pedanteria delle mie puntualizzazioni. Ma finché non avremo costretto alla resa la nostra vittima,

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Sprovveduti, innovativi o libertari?

QUALCHE CONSIDERAZIONE SULL’USO DEGLI ANGLICISMI IN ITALIANO di Alessio Mattana | Nello scorso numero di «tradurre» Massimo Fanfani ha scritto un articolo ricco di spunti sulla seconda ristampa di L’italiano è meraviglioso (2019) di Claudio Marazzini, ordinario di Storia della lingua italiana presso l’Università del Piemonte orientale e da oltre sei anni presidente dell’Accademia della Crusca. Come suggerisce il sottotitolo del volume, Come e perché dobbiamo salvare la nostra lingua, l’intento di Marazzini è quello di lanciare un appello in difesa dell’italiano, la cui esistenza sarebbe in pericolo.

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La Breve storia della letteratura tedesca di Lukács in Italia (1945-1958)

UN CASO DI SOCIOLOGIA STORICA DELLA TRADUZIONE di Michele Sisto | Nel 1945, sul finire della guerra, György Lukács pubblica sulla rivista sovietica «Internationale Literatur» due lunghi saggi, Fortschritt und Reaktion in der deutschen Literatur (Progresso e reazione nella letteratura tedesca) e Die deutsche Literatur im Zeitalter des Imperialismus (La letteratura tedesca nell’età dell’imperialismo) (Lukács 1945a e b). Dedicati rispettivamente ai periodi che vanno dall’Illuminismo alla caduta di Bismarck (1888) e dalla nascita della letteratura contemporanea con la Freie Bühne (1889) al presente, essi fanno parte di un progetto unitario di rilettura della storia letteraria tedesca, volto da una parte…

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Il teatro irlandese in Italia durante la seconda guerra mondiale: traduzione e politica

di Antonio Bibbò | pubblicato su «Modern Italy», 2019, vol. 24, n. 1, pp. 45–61, tradotto da Giulia Grimoldi e Maristella Notaristefano Anton Giulio Bragaglia e la scena teatrale italiana all’inizio della seconda guerra mondiale Il teatro irlandese ebbe un ruolo decisivo nella scena teatrale italiana durante la seconda guerra mondiale. Intellettuali italiani di tendenze estetiche e politiche diverse, e spesso contrastanti, riuscirono ad avvantaggiarsi dello status fluido e ambiguo della letteratura irlandese in modo da negoziare uno spazio per l’innovazione sia durante il Ventennio sia nel dopoguerra. Attingendo a risorse d’archivio poco esplorate e analizzando l’opera di mediatori culturali…

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Le traduzioni tedesche del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

di Chiara Sandrin Nel 2019 l’editore Piper di Monaco ha pubblicato la terza traduzione tedesca del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa (Lampedusa 2019). Presso lo stesso editore il romanzo era stato pubblicato per la prima volta nel 1959 con il titolo Der Leopard nella traduzione di Charlotte Birnbaum (Lampedusa 1959). Frutto di una feconda collaborazione con la vedova di Tomasi di Lampedusa, Alessandra Wolff-Stomersee, ricordata con gratitudine in ogni successiva edizione tedesca del romanzo, la traduzione di Charlotte Birnbaum ha segnato una prima, fondamentale tappa nella ricezione tedesca del romanzo.

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Evgenij Solonovič, o del superamento del pregiudizio di intraducibilità

UN GRANDE TRADUTTORE RUSSO DI AUTORI ITALIANI E LA SUA TEORIA di Giulia Baselica | Sono forse le parole di Ivan Kramskoj, pittore e critico d’arte russo, maestro del ritratto realista vissuto nei decenni centrali dell’Ottocento, a poter tracciare con immediatezza il profilo del traduttore e poeta Evgenij Michajlovič Solonovič, qui assimilato a quello dell’artista, come «parte della nazione che si è attribuita, liberamente e per inclinazione, il compito di soddisfare le esigenze estetiche del suo popolo» (Čast’ nacii, svobodno i po vlečeniju postavit’ sebe zadačeju udovletvorenie ėstetičeskich potrebnostej svoego naroda - Porudominskij 1974, 14). Considerando la valenza etica connaturata…

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Una storia tutta da scrivere: della traduzione della letteratura curda in Italia

di Francesco Marilungo | Introduzione Lo scopo di questo articolo è provare a dare conto di alcune questioni che riguardano un oggetto da noi ancora poco conosciuto e quasi non identificato: la letteratura curda. Che cos’è? Chi la scrive? Qual è la sua storia? Perché ne conosciamo così poca e cosa ci stiamo perdendo? Purtroppo, parlare di letteratura curda impone spesso il bisogno di una lunga introduzione piena di distinguo e precisazioni noiose. Prima di arrivare a godere dei suoi frutti, occorre sminare il campo da tutta una serie di impedimenti politici e sociali che gravano su questa letteratura, ma…

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Siamo introversi e ce ne vantiamo

L’IMPEGNO DELLA LETTONIA A FAR CONOSCERE LA PROPRIA LETTERATURA di Margherita Carbonaro | Questa è la prima parte, quasi un’introduzione, di un breve viaggio nella letteratura lettone in traduzione italiana e nelle più diffuse lingue europee. Non so a quale nazione spetti la palma della letteratura meno (immeritatamente) conosciuta d’Europa, e che nello stesso tempo sia la più (meritatamente) degna di essere conosciuta. La Lettonia, in ogni caso, è uno dei paesi candidati al primato, e negli ultimi anni ha messo in campo un forte impegno e una grandissima energia per farsi leggere all’estero. Proprio di questo parlo qui adesso.

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Il rovescio di Vertumno

APPUNTI SU DUE TRADUZIONI DA APULEIO di Daniele Petruccioli | 1. Versioni editoriali Quando, nel maggio 2019, è uscita una nuova traduzione di Monica Longobardi dei Metamorphoseon libri XI, ossia le Metamorfosi di Apuleio, più note sotto il nome di L’asino d’oro, la mia prima intenzione era di scriverne al più presto. L’operazione mi interessava non soltanto perché Longobardi è filologa romanza abituata a tradurre (dai trovatori agli occitani moderni passando per Petronio: Longobardi 2008, 2009, 2014 e 2019b) e a insegnare traduzione - rientrando perciò nel ruolo un po’ ibrido, raro e molto interessante (giacché destinato, secondo me, ad…

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La mamma non è una sola

ESPERIENZE DI UNA TRADUTTRICE ROMENA-ITALIANA (O ITALO-ROMENA?) DAL ROMENO (OVVERO ELOGIO DELLA PLURALITÀ) di Livia Claudia Bazu | Quando mi è stato chiesto questo testo un flusso di memorie e di stringhe di pensiero che avevano sempre camminato accanto a me, ai pensieri espressi in conversazioni, dibattiti o testi che avevo scritto o tradotto, e che era rimasto appena fuori sulla soglia, si è risvegliato. Un fascio di ricordi connessi e di riflessioni implicite, accantonati per il momento in cui avrebbero incontrato l’occasione di farsi dialogo, rispondendo alle sollecitazioni del mondo.

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Palombari in immersione

UN'ESPERIENZA DI DIALOGO TRA AUTORE E TRADUTTORI di Claudia Tatasciore | Sulle pagine di questa rivista è stato dato ampio spazio alla riflessione sul dialogo tra autore e traduttore, nei vari gradi di partecipazione del primo al lavoro del secondo. Penso, per fare solo un paio di esempi, alla recensione di Elisa Leonzio al libro di Barbara Ivančić L’autore e i suoi traduttori (Leonzio 2014), o al più recente articolo di Ivančić stessa sul caso di Claudio Magris (Ivančić 2019). Volendo riassumere in estrema sintesi la struttura di questi scambi, sono due le direzioni possibili. Quando, come solitamente accade, il…

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È sempre il libro che traduci a dirti che cosa ti manca

DUE CHIACCHIERE SU SKYPE CON DANIELE PETRUCCIOLI di Gianfranco Petrillo | Allora, com’è andata la segregazione? Ti ho immaginato, dentro la tua caverna, un teschio a fare da fermacarte accanto ai dizionari, il tuo bravo leone accucciato in un angolo e l’angelo del Signore ad ispirarti. Sono a casa mia, a Torino, auricolari nelle orecchie e davanti al computer, e la domanda è per Daniele. Sullo schermo vedo la sua risatina. L’avevamo programmata da mesi, questa intervista.

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Traduzioni e altri scritti di Daniele Petruccioli

| Tutte le traduzioni e gli altri scritti, a corredo dell'intervista

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La traduzione come militanza letteraria

PASSIONE CULTURALE E MESTIERE EDITORIALE IN ENRICO FILIPPINI di Marino Fuchs | Enrico Filippini (Cevio, 21 maggio 1932 – Roma, 1988) è stato uno straordinario mediatore tra la cultura italiana e quella mitteleuropea: la sua attività ha toccato numerosi ambiti, dalla traduzione di importanti opere filosofiche e letterarie al lavoro editoriale, dalla critica militante al giornalismo culturale. Grazie alla sua capacità di scavalcare con disinvoltura gli steccati disciplinari e i confini nazionali rese possibile

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I tedeschi, prima e dopo Auschwitz

PRIMO LEVI TRADUTTORE DEL PROCESSO DI KAFKA (E ALTRO) di Martina Mengoni | Primo Levi (1919-1987) tradusse per intero un unico libro dal tedesco, Il processo di Franz Kafka. La traduzione fu pubblicata nel 1983 come titolo inaugurale della collana Einaudi «Scrittori tradotti da scrittori». Quella di Levi fu più che altro una versione d’autore (Marelli 2014), dieci anni dopo la traduzione di Giorgio Zampa per Adelphi (1973) e cinquant’anni dopo quella di Alberto Spaini per Frassinelli (1933) che aveva fatto conoscere in Italia il capolavoro kafkiano.

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La fille prodige della traduzione

La fille prodige della traduzione di Flavia Di Battista | In una lunga intervista rilasciata nel 2008 Giovanna Bemporad ricorda con orgoglio i suoi esordi di traduttrice, frutto della «scoperta che un uomo maturo, com’era Carlo Izzo, ha fatto di una ragazzina quindicenne straordinaria, che traduceva tutti i grandi classici da tutte le lingue con una bravura da superare quella di tanti traduttori già famosi e conosciuti, tanto che si era sparsa la voce, si diceva, Traverso, Praz e Manacorda, eccetera: “Sì, ma quella li batte tutti”. Correva questa voce, no, che io ero più brava di tutti» (Bemporad 2011, 15).…

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Salvare le ossa della traduzione

di Alberto Prunetti | autore di D. Hunter, Chav. Solidarietà coatta, Roma, Edizioni Alegre, 2020 (da Chav Solidarity, 2018; Active Distribution, 2019) Chav Solidarity di D. Hunter l’ho scoperto su Working Class Literature, un profilo twitter che diffonde contenuti sulla narrativa inglese della classe lavoratrice. Lo seguo con interesse per la mia collana editoriale dedicata alle scritture working class. Ho fatto qualche ricerca. Il libro era un’opera autoprodotta scritta da un coatto di mezz’età di Nottingham e parlava delle sue esperienze negli strati più bassi della catena alimentare del capitalismo, dove se l’era cavata con parecchie ammaccature vivendo in un’economia…

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Alla vicina distanza

di Sara Ventroni | autrice di Walt Whitman, Contengo moltitudini, Ponte alle Grazie, Milano, 2020 (da Leaves of grass, Deathbed Edition, https://whitmanarchive.org/published/LG/index.html) Il titolo scelto per questo tascabile florilegio, Contengo moltitudini, è un omaggio alla natura incontenibilmente espansiva del poeta di Mannahatta (I am large, I contain moltitudes) ma anche il giocoso biglietto da visita dell’antologia: nello spazio ristretto di novantacinque pagine ho infatti cercato di offrire una selezione quanto più varia – le «moltitudini» di intonazioni e di umori – delle Leaves of Grass, l’opera che per trentasei lunghi anni cresce intorno all’esistenza di Walt Whitman come un’ostinata rampicante…

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Una voce femminista dalla Romania del passato

di Luisa Valmarin | autrice di Sidonia Drăgușanu, La signora dagli occhiali neri, Roma, Elliot, 2020 (da Doamna cu ochelari negri, Nuvele, Timișoara, Hyperliteratura, 2017; I ediz.: București, Editurs pentru Literatură, 1974) Quando mi è stato proposto il volume di novelle di Sidonia Drăgușanu, a convincermi non è stato solo il loro intrinseco valore letterario, ma anche il fatto che l’autrice è stata parte di un piccolo, ma vivace manipolo di scrittrici femministe capaci di far sentire la loro voce sonora e agguerrita in un ambiente non propriamente emancipato come la Romania degli anni quaranta prima e del periodo postbellico…

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Il giusto peso della traduzione

di Ilaria Piperno | autrice di Annelise Heurtier, La ragazza con le scarpe di tela, Roma, Gallucci, 2020 (da La fille d’avril, Bruxelles, Casterman 2018) Uno degli insegnamenti dell’etica ebraica è quello di dare il giusto peso alle esperienze della vita: né troppo, né poco, la sfida è saper dare il peso giusto. Traducendo i libri di Annelise Heurtier mi è capitato di ripensare a questo concetto. Come tradurre una lingua dal peso così specifico, calibrato, nella quale la bilancia non pende mai verso un sentimentalismo scontato né verso una semplificazione eccessiva?

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La Heimat del traduttore

di Giovanna Granato | autrice di Nora Krug, Heimat, Torino, Einaudi Editore, 2019 (da Belonging, New York, Scribner, 2018) Il mio studio è tappezzato di libri. Sulla parete sinistra, ad altezza d’occhio, ci sono tutte le traduzioni che ho fatto finora. Ogni volta che le guardo penso che ciascuno di quei libri, insieme alla sua storia, racconta qualcosa della mia.

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Spostare la prospettiva

di Pietro Deandrea | autore di Per terra e per mare: Poesie per chi è in cerca di rifugio, di AA. VV., Leicester, CivicLeicester, 2020 (ed. orig. Over Land, Over Sea: Poems for Those Seeking Refuge, a cura di Kathleen Bell e altri, Nottingham, Five Leaves, 2015) Da qualche anno organizzo un seminario facoltativo per gli studenti del corso di Letteratura Inglese Magistrale in Traduzione, al Dipartimento di Lingue di Torino. Il relativo corso è già piuttosto seminariale, visto che la traduzione letteraria non si può insegnare in modo completamente frontale e necessita di riflessione collettiva attraverso uno scambio reale…

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La recensione / 1 – Una poesia dieci traduzioni

di Eleonora Gallitelli | A proposito di: John Keats, All’autunno, a cura di Edoardo Zuccato, Modena, Mucchi, 2019, pp. 80, € 8,00; Arthur Rimbaud, Il battello ebbro, a cura di Ornella Tajani, Modena, Mucchi, 2019, pp. 80, € 8,00; William Shakespeare, Sonetto XLIII, a cura di Chiara Lombardi, Modena, Mucchi, 2019, pp. 80, € 8,00; Walt Whitman, O Capitano! Mio Capitano!, a cura di Franco Nasi, Modena, Mucchi, 2019, pp. 80, € 8,00 All’iniziativa di Antonio Lavieri, francesista attivo nel campo degli studi sulla traduzione nonché promotore e curatore dell’opera di grandi teorici della traduttologia come Emilio Mattioli e Jean-René…

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La recensione / 2 – Lo scrittore-traduttore

di Luca Zuliani | A proposito di: Pietro Benzoni, Versioni d’autore, in prosa e in versi. Lingua e stile delle traduzioni novecentesche, Firenze, Franco Cesari Editore, 2018, pp. 233, € 20,00 Il volume è una raccolta di saggi, ma ha una struttura precisa e compatta. Prende in esame le traduzioni in italiano delle opere di cinque autori capitali della letteratura francese fra Otto e Novecento (Flaubert, Zola, Céline, Proust e Baudelaire) e si concentra su un particolare tipo di traduttore novecentesco: quella «figura di poeta che è insieme traduttore e critico»

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La recensione / 3 – Dalla traduzione come atto creativo alla traduzione professionale

di Mario Marchetti | A proposito di: La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920), a cura di Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè e Michele Sisto, Macerata, Quodlibet, 2018, pp. 320, € 22,00 Il titolo che abbiamo scelto per questa recensione del saggio collettivo La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920) vuole portare l’attenzione su uno in particolare dei tanti aspetti di questo prezioso libro dovuto all’agguerrita collaborazione di Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè e Michele Sisto.

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La recensione / 4 – Un laboratorio a tre dimensioni

di Alice Gardoncini | A proposito di: Cesare Cases, Laboratorio Faust. Saggi e commenti, a cura di Roberto Venuti e Michele Sisto, Macerata, Quodlibet, 2019, pp. 573, € 32,00 Se l’essenza di un mito non risiede nella sua origine ma coincide invece con la storia e con le tappe della sua stessa elaborazione, allora Laboratorio Faust contribuisce in modo decisivo, e si potrebbe dire programmatico, alla ricostruzione di ciò che il capolavoro goethiano ha significato per la seconda metà del Novecento italiano. In un’intervista del 1971 Cesare Cases, rievocando la tavola rotonda in cui si presentava al pubblico la traduzione…

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La recensione / 5 – La traduttologia di Michel Ballard

di Frédéric Ieva A proposito di: Au cœur de la traductologie. Hommage à Michel Ballard, a cura di Lieven D’hulst, Mickaël Mariaule e Corine Wecksteen-Quinio, Arras, Artois Presse Université, 2019, pp. 336, € 24,00 Michel Ballard è stato uno dei più convinti assertori della traduttologia in Francia: per buona parte della sua esistenza si è impegnato (pur senza riuscirci pienamente, come afferma Astrid Guillaume nel saggio La sémiotraductologie ou le transfert du sens implicite, pp. 203-220) per affrancarla dalla linguistica e dalla letteratura comparata e per trasformarla in una disciplina autonoma all’interno del sistema universitario transalpino. Il volume qui recensito…

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La recensione / 6 – Un osservatorio privilegiato sull’editoria italiana

di Bruno Maida | A proposito di: Anna Ferrando, Cacciatori di libri. Gli agenti letterari durante il fascismo, Milano, Franco Angeli, 2019, pp. 304, € 37,00 Più che una storia degli agenti letterari italiani durante il fascismo, come lascerebbe intendere il sottotitolo, il libro di Ferrando è un’accurata ricostruzione delle vicende dell’Agenzia letteraria internazionale (Ali), dalla sua fondazione nel 1898 agli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra. A crearla e guidarla per mezzo secolo fu Augusto Foà, affiancato, tra le due guerre, dal figlio Luciano il quale, alla morte del padre nel 1948, ne prese la guida fino al 1951…

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La recensione / 7 – Libri, editoria e traduzioni durante il fascismo

A proposito di: Stranieri all’ombra del duce. Le traduzioni durante il fascismo, a cura di Anna Ferrando, Milano, Franco Angeli, 2019, pp. 346, € 40,00, di Bruno Maida | Milano, capitale transnazionale del libro fra le due guerre è il titolo del convegno (Milano, 18-19 ottobre 2017) di cui questo volume raccoglie gli atti, con un’introduzione di Albertina Vittoria. Dai saggi emerge un ricco e approfondito quadro del processo culturale di sviluppo e innovazione che negli anni Venti e Trenta ebbe in Milano la sua vera e propria capitale, «luogo imprenditoriale e culturale della modernità», come sottolinea Edoardo Esposito nelle…

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Le segnalazioni

Piernicola D’Ortona A proposito di: Giaime Pintor, La responsabilità dell’intellettuale. Scritti 1939-1943, a cura di David Bidussa, Torino, Nino Aragno, 2019, pp. 139, € 15,00 Più che per ricostruire la parabola di traduttore descritta da Giaime Pintor, la raccolta di scritti proposta dallo storico David Bidussa è utile per farsi un’idea della riflessione latamente culturale che caratterizzò gli ultimi anni di vita del grande germanista e che fino al luglio del 1943 fu disgiunta da un’autentica vocazione politica e militante, nonché recisamente contraria ad atti di eroismo e a quella “sete di trascendenza” che molti attribuivano alla sua “generazione perduta”.…

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La citazione – La traduzione è un passatempo

DEDICATO A QUELLI CHE CI CAMPANO (O QUASI) di Ernst Jünger […] gehörte die Übersetzung seit jeher zu den höheren Formen des Zeitvertreibs. Immerhin wird die Passion des Übersetzers sich erst entfalten an einem Stoff und einen Autor, für die er Vorliebe hegt. Daher ist weder die Wahl des Autors zufällig, noch die Auswahl aus seinem Werk. Beiden wird Sympathie, wird Anziehung vorausgegangen sein. Zur Übersetzung führt dann der Wunsch nach inningster Durchdringung eines Werkes, nach der gespanntesten Lektüre, die möglich ist. Sie folgt einem Geist bis in die Kapillaren, bis auf di Saum- und Schleichpfade. Wie in der Malkunst…

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Reminiscenze e borbottii / 13

Il vecchio lettore | Questa volta per prima cosa il vecchio lettore deve cospargersi il capo di cenere e chiedere umilmente scusa ai giovani e non giovani lettori. Nell'ultimo numero di «tradurre» si è sbilanciato ad attribuire l'avverbio endecasillabico «precipitevolissimevolmente» niente di meno che a Dante Alighieri (sarebbe lui l'«esponente dell'avanguardia primotrecentesca» ecc.). Ha fatto cioè una cosa che un vecchio lettore ormai dovrebbe ritenere idiota: si è fidato della memoria, che gli ha fatto collocare in Malebolge ciò che invece

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