Dieci anni di letteratura cinese in Italia

SITUAZIONE, OSTACOLI, PROSPETTIVE di Paolo Magagnin | Che nel panorama italiano la presenza dell’editoria in lingua cinese – prodotta non solo nella Repubblica popolare cinese, ma anche a Hong Kong, a Taiwan e nelle altre regioni della sinosfera estesa, nonché nelle aree di emigrazione cinese – sia tuttora estremamente ridotta è un fatto segnalato e deplorato da tempo da accademici e traduttori, e talvolta persino dagli editori stessi. In Italia, infatti, la traduzione editoriale dal cinese continua a rappresentare un fenomeno limitato, pur avendo registrato cauti picchi di interesse sia in corrispondenza di alcuni eventi simbolici dal punto di vista…

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La scomparsa delle lingue (e dei traduttori)

IL TRATTAMENTO DEL TESTO NON ITALIANO NELLE ANTOLOGIE DELLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO di Simone Giusti | Cominciamo da un dato di fatto: le antologie scolastiche adottate dai docenti delle scuole secondarie di primo grado sono composte in gran parte da testi scritti in lingue diverse dall’italiano (principalmente in inglese). Anche per questo (oltre che per l’interesse legittimo che ciascun cittadino dovrebbe avere per la scuola dell’obbligo del proprio paese di residenza) è utile indagare il modo in cui questi testi vengono selezionati e, soprattutto, trattati e presentati agli adolescenti di età compresa tra i 10 e i 14…

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Il correttore

LEONE GINZBURG E LA TRADUZIONE DA LETTERALE A EDITORIALE di Giorgio Ferri | Leone Ginzburg era traduttore per costituzione. Dovette presto imparare a tradursi e presto tradurre i nuovi segni che via via si disponevano attorno a lui. Era un ebreo nato sul Mar Nero, a Odessa, figlio di russi; ma il padre Fëdor Nikolaevič aveva parenti in Italia. E in Italia, anzi in Toscana, i Ginzburg venivano in vacanza e Leone vi orecchiava la lingua. Poi la studiò, a Viareggio. Fu a Torino per un breve tratto, e ricongiuntosi coi suoi proseguì gli studi a Berlino. Due anni dopo,…

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Michail Bulgakov nell’Italia della contestazione

di Giulia Baselica «Ed ora non chiedete ad uno come me, che non sa una parola di russo, di darvi un giudizio estetico su un’opera letta in traduzione e nemmeno posta in rapporto con le non poche altre opere dello stesso autore» (Montale 1967, 2855) scriveva Eugenio Montale nella recensione – apparsa il 9 aprile 1967 sul «Corriere della sera» – al romanzo Il Maestro (o maestro) e Margherita pubblicato contemporaneamente in due versioni italiane: l’una da Einaudi, con prefazione di Vittorio Strada e traduzione di Vera Dridso; l’altra da De Donato, nella traduzione di Maria Olsoufieva.

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Che ti dice la patria? / 1

PRIME VERIFICHE INTORNO A UNA NOTA FRASE DI CESARE PAVESE, OVVERO TRADUTTORI E TRADUTTRICI DI NARRATIVA NEL “DECENNIO DELLE TRADUZIONI” di Gianfranco Petrillo | Due giovani americani percorrono in macchina l’Aurelia lungo la Riviera ligure, da La Spezia a Ventimiglia. Provengono dall’Emilia. Scendendo dalla Cisa verso il mare, un uomo in camicia nera è riuscito a imporre la sua presenza sul predellino (le auto di allora lo avevano) per ottenere un passaggio per un certo tratto, ringraziando poi asciuttamente, senza la cerimoniosità propria degli italiani. I due giovani si fermano due volte a mangiare. Alla Spezia le due ragazze della…

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Risorse lessicografiche per tradurre dallo spagnolo

UN PRIMO APPROCCIO di Natalia Peñín Fernández | Dalla fine del XX secolo e grazie ai nuovi approcci metalessicografici, abbiamo assistito a un importante cambiamento di tendenza riguardo alla concezione di ciò che dovrebbe contenere un dizionario. Se prima la preoccupazione era rivolta soprattutto al numero di pagine e di voci, da questo momento si comincia a tener conto della prospettiva dell'utente e dell'uso a cui è destinato. Tuttavia, secondo gli esperti, rimane ancora molta strada da percorrere, e gli editori continuano a presentare opere con finalità sia traduttive sia didattiche, senza delimitare un gruppo di utenti chiaramente identificabili

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La nostra vita, cioè scrivere traduzioni

UNA CHIACCHIERATA CON YASMINA MELAOUAH di Paola Mazzarelli | Vado a trovare Yasmina Melaouah a Milano per intervistarla sul suo lavoro. Mi ha invitata a pranzo. L’intervista, che poi sarà una chiacchierata a ruota libera, è rimandata – almeno nelle intenzioni – al momento del caffè. Due convenevoli, Yasmina si mette a preparare il sugo per la pasta, io le sto tra i piedi e mi guardo in giro. Chiacchieriamo. Il discorso casca subito sul tradurre… No, aspetta, questo lo diciamo dopo, nell’intervista… Passiamo ad altro: due frasi sulle vacanze, tre sui libri letti recentemente, cinque sulle traduzioni di quei…

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Il traduttore romanzesco

di Mario Marchetti Scrittore e traduttore sono profili che spesso, oggi come ieri, si trovano a coesistere nel medesimo soggetto. Ma solo in tempi recenti lo scrittore ‒ e tanto più ciò vale per chi possiede come proprio strumento una lingua non dominante o appartiene a una cultura non egemonica ‒ si è narrativamente riverberato in questa figura, cimentandosi col prisma visuale del traduttore, ponendosi domande e esplorando nuovi orizzonti in virtù di tale suo alter ego sostituto, nobile - bisogna dire - pur nel suo rango defilato. E così va emergendo nella narrativa il personaggio di quel contrabbandiere di…

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Massimo Mila da Siddharta a Siddhartha

LA FORTUNA DI TRADURRE IL LIBRO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO di Franca Ortu | Pochi sono quelli che si sono accorti, in tutti questi anni, che a tradurre Siddhartha, il libro giusto di cui parliamo, non è stato né un germanista, né un traduttore professionista, ma nientemeno che un musicologo, un’eminente personalità intellettuale del Novecento italiano: Massimo Mila.

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Italo Tavolato (Trieste 1889 – Roma 1963)

di Irene Fantappiè | Un personaggio controverso ed enigmatico, dalla Voce di Prezzolini insieme con altri giovani irredentisti triestini, attraverso il fascismo e fino al nazismo.

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Un anno con Darwin

di Piernicola D’Ortona e Maristella Notaristefano autori, insieme a Paola Mazzarelli, di Janet Browne, Darwin. L’evoluzione di una vita, Milano, Hoepli, 2018 (da Charles Darwin. A Biography, Vol. 1, Voyaging; Vol. 2, The Power of Place, New York, Alfred A. Knopf, 1995-2002) Quando s’imbarcò sul Beagle per il viaggio che lo avrebbe portato in giro per il mondo, Charles Darwin aveva ventidue anni. A Edimburgo, più che agli studi di medicina, s’era dedicato a coltivare curiosità naturalistiche. Altrettanto aveva fatto a Cambridge, dove il padre Robert l’aveva mandato perché diventasse pastore anglicano. Amava cavalcare e andare a caccia di pernici,…

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Curzio Malaparte (Prato, 9 giugno 1898 – Roma, 19 luglio 1957)

di Franco Baldasso | Parlare di Curzio Malaparte come mediatore della letteratura tedesca in Italia ha del paradosso. Pochi scrittori italiani, non solo nel Novecento, sono stati così ostinatamente, così ostentatamente antitedeschi. Eppure le sue prese di posizione polemiche, le sue stroncature sia politiche che letterarie rivelano se non una conoscenza specialistica, un’inesausta e non superficiale attenzione verso i movimenti politico-culturali a nord delle Alpi e un’apertura ai nuovi avvenimenti nella letteratura in lingua tedesca, profondamente diversa da quella degli altri intellettuali italiani nel periodo tra le due guerre.

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I passi del traduttore: foreste, radure e terreni carsici

di Laura Bortot Autrice di Leta Semadeni, Tamangur, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2017 (da Tamangur, Zürich, Rotpunktverlag, 2015) Tamangur: fin dal titolo il primo romanzo di Leta Semadeni, poetessa grigionese, proietta il traduttore in luoghi sonori e immaginifici inconsueti. Le due “a” del nome di questa selvaggia foresta di pini cembri evocano luminosità e spazi aperti che subiscono poi una progressiva riduzione, incuneandosi con rifrazioni sempre più cupe nella “u” della sillaba finale. I passi del traduttore si muovono tra questi chiari e scuri, tra i varchi inattesi e gli anfratti spigolosi della lingua di Semadeni.

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Giaime Pintor (Roma, 30 ottobre 1919 – Castelnuovo al Volturno, 1 dicembre 1943)

di Stefania De Lucia | L’interesse di Giaime Pintor per la lingua e la cultura tedesca affonda le radici nell’infanzia ed è riconducibile alla passione familiare per la radio e per la musica, in particolare per Schubert, Beethoven e Wagner. Anche in età adulta la musica resta ai suoi occhi un’arte nella quale, a differenza di quanto avviene nella parola scritta, i paesi di lingua tedesca conservano memoria dei più alti valori civili, senza piegarli alle nuove ideologie politiche.

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Debussy cronista e critico musicale

di Anna Battaglia autrice di Claude Debussy, Monsieur Croche. Tutti gli scritti, a cura di Enzo Restagno, Milano, Il Saggiatore, 2018 (da Claude Debussy, Monsieur Croche et autres écrits, Introduction et notes de François Lesure, édition revue et augmentée, Paris, Gallimard, 1987 (prima edizione 1971) Il Monsieur Croche del Saggiatore è la prima traduzione italiana dell’edizione del 1987, la raccolta integrale, in ordine cronologico e senza rettifiche, di tutti gli articoli del Debussy giornalista e critico musicale, apparsi su periodici tra il 1901 e il 1914, e di quasi tutte le interviste da lui concesse. Alla concentrata e asettica raccolta…

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Cristina Campo (Bologna, 28 aprile 1923 – Roma, 10 gennaio 1977)

di Flavia Di Battista | L’immagine che di Cristina Campo restituisce la critica – rimasta a lungo appannaggio quasi esclusivo di chi le era stato amico – è quella di una donna orgogliosamente situata ai margini del sistema letterario contemporaneo. Molti elementi contribuiscono alla costruzione di questo ritratto: dichiarazioni programmatiche come quella posta in calce a Il flauto e il tappeto:

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Lascia fare al traduttore

di Elisa Tramontin autrice di Mario Levrero, Lascia fare a me, Roma, La Nuova Frontiera, 2018 (da Dejen todo en mis manos, Herederos de Jorge Mario Varlotta Levrero, 1996) Il raro, lo “strano” Levrero. Scrittore, enigmista, libraio, fotografo, instancabile lettore di gialli, fanatico di Kafka e Raymond Chandler… Di per sé la biografia di Mario Levrero predispone alla sfida. Un “romanzetto”, come lui stesso lo definisce, di una settantina di cartelle, apparentemente semplice, ma chi traduce sa bene quanto dietro l’apparente semplicità si annidino le più pericolose insidie…  

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La recensione / 1 – «Non mai si legge così scrupolosamente un’opera, quanto nel doverla tradurre»

di Frédéric Ieva | A proposito di: Vittorio Alfieri, Frammenti di traduzioni, volume I, Frammenti dal latino, da Pope e versificazione della ‘Mandragola’ di Machiavelli, edizione critica a cura di Patrizia Pellizzari, Edizione nazionale delle opere di Vittorio Alfieri, Alessandria, Dell’Orso, 2017, pp. CXXXVI-248, € 35,00  

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La recensione / 2 – Un passo avanti nella ridefinizione di mediazione culturale

di Franca Cavagnoli | A proposito di: Design è traduzione. Il paradigma traduttivo per la cultura del progetto, a cura di Giovanni Baule e Elena Caratti, Milano, FrancoAngeli, 2016, pp. 282, € 18,50

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La recensione / 3 – Italia, Germania e Scandinavia: scene da una mediazione

di Catia De Marco | A proposito di: Scandinavian Literature in Italian and German Translation, 1918-1945, edited by Bruno Berni & Anna Wegener, Roma, Edizioni Qasar, 2018, pp. 203, € 32,00  

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La recensione / 4 – Quattro secoli di Chisciotte

di Damiano Latella | A proposito di: Nancy De Benedetto, Contro giganti e altri mulini. Le traduzioni italiane del “Don Quijote”, Lecce, Pensa Multimedia, 2017, pp. 200, € 32,00  

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La recensione / 5 – Più Ercole al bivio che san Girolamo

di Piernicola D’Ortona | A proposito di: Valerio Magrelli, La parola braccata. Dimenticanze, anagrammi, traduzioni e qualche esercizio pratico, Bologna, il Mulino, 2018, pp. 218, € 20,00  

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La recensione / 6 – Un’impresa coraggiosa e riuscita

di Gianfranco Petrillo | A proposito di: Edoardo Esposito, Con altra voce. La traduzione letteraria tra le due guerre, Roma, Donzelli, 2018, pp. 169, € 25,00

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La recensione / 7 – La traduzione dalla teoria all’esperienza

di Giulia Baselica | A proposito di: Laura Salmon, Teoria della traduzione, Milano, Franco Angeli, 2017, pp. 292, € 30,00  

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La recensione / 8 – L’Europa letteraria in versione germanica

di Gianfranco Petrillo A proposito di: La circolazione del sapere nei processi traduttivi della lingua letteraria tedesca, a cura di Raul Calzoni, Sesto San Giovanni, Mimesis, 2018, pp. 201, € 18,00

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La recensione / 9 – Il bello di una lingua

di Annalisa Chiodetti |  A proposito di: Mariangela Galatea Vaglio, L’italiano è bello, Venezia, Sonzogno, 2017, pp. 224, € 16,00; Stefano Jossa, La più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana, Torino, Einaudi, 2018, pp. 200, € 17,00

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La recensione / 10 – Un tentativo di archeologia dei segni

di Alessio Mattana | A proposito di: Massimo Arcangeli, La solitudine del punto esclamativo, Milano, il Saggiatore, 2017, pp. 336, € 19,00

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La recensione / 11 – Quando l’accademia produce cascami

di Gianfranco Petrillo | A proposito di: Vincenzo Salerno, Dante. Traduzione, tradizione, intertestualità, Modena, Mucchi, pp. 80, € 10,00

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Ricordo di un’amica

IL 5 NOVEMBRE 2018 È MORTA ISABELLA VAJ di Anna Finocchi | Non ci vedevamo spesso, io e Isa, anzi quasi mai. Ma ci sentivamo spesso, molto spesso, per parlare di tutto. Di tutto quello che ci interessava, premeva, importava, incuriosiva, piaceva, dispiaceva, divertiva, addolorava, indignava… Ho avuto raramente con una persona amica uno scambio così fitto e continuo per un tempo così lungo – ci conoscevamo dal 1980 circa - e su un ventaglio così ampio di argomenti.

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Una rettifica

di Teresa Prudente | Rettifica delle informazioni non corrispondenti al vero contenute nell’articolo Gli allievi / Miseria e splendori dei corsi di Lingua e traduzione inglese all’Università di Torino di Mattia Venturi, in «tradurre. pratiche, teorie, strumenti», numero monografico a cura di Giulia Baselica, Aurelia Martelli e Paola Mazzarelli, n. 15 (autunno 2018)

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La citazione – Proposizioni vere e false

di Roberto Sanesi | Poesia è ciò che scompare dalla traduzione. Poesia è ciò che resta in una traduzione. Proposizioni vere e false, entrambe.

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Reminiscenze e borbottii / 10

Il vecchio lettore | Ingrati meccanici, nimici d’ogni gentile e leggiadro adoperare. Anche Boccaccio, evidentemente, aveva già il suo daffare a difendere la dignità della poesia contro l’utilitarismo spicciolo dominante.

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