Studi e ricerche | Numero 10 (primavera 2016)

Vent’anni (circa) di traduzioni di poesia inglese, britannica e postcoloniale: 1995-2015

di Andrea Sirotti

VENT'ANNI 1Per affrontare in modo esauriente l’argomento delle traduzioni italiane di poesia anglofona dovremmo rispondere ad alcune domande preliminari. Che cosa spinge un editore piccolo o grande a superare tutte le difficoltà – economiche, burocratiche, contrattuali – per proporre al pubblico italiano poeti sconosciuti, benché magari affermati e apprezzati in patria? Che pubblico ha da noi la poesia anglofona (o la poesia tout-court)? Un editore può ancora permettersi operazioni di tipo squisitamente culturale? Ѐ possibile fare di più per educare il lettore all’apprezzamento delle poesie “degli altri”? Esiste un legame stretto e fertile tra accademia, critica ed editoria?

Le risposte a queste domande cruciali, che si ripropongono continuamente a un editore e a un traduttore di poesia, meriterebbero uno studio più approfondito e uno spazio ben più ampio dei limiti di questo articolo. Auspicando studi specifici in grado di interpretare le tendenze del mercato editoriale della poesia, mi limito in questa sede a esporre gli esiti di una ricerca parziale, ma mi auguro il più vasta possibile, di quanto è stato pubblicato in volume negli ultimi vent’anni dall’editoria italiana (piccola, media o grande) concedendomi qualche osservazione a margine.

Non mi occuperò per ragioni di spazio di quanto sta avvenendo nel mondo degli e-book, nei cataloghi misti o nelle esperienze di print-on-demand che già da qualche tempo coinvolgono anche la poesia, in originale o in traduzione. Anche per questi fenomeni non ancora storicizzati (almeno in Italia) occorrerebbe una trattazione a parte.

Comincerò col dire che le pubblicazioni cartacee nel periodo in esame non sono state poche quantitativamente e niente affatto disprezzabili qualitativamente, soprattutto se confrontate con le rare traduzioni di poeti italiani uscite nello stesso periodo in tutto il mondo anglofono.

Sicuramente l’hanno fatta da padroni i grandi classici (da Shakespeare a Donne, da Blake a Keats, da Eliot a Auden) studiati a scuola e all’università, mentre fra i contemporanei – almeno per gli editori maggiori – ricorrono soprattutto premi Nobel come Seamus Heaney (1939-2013) o Derek Walcott (classe 1930), e pochi altri “eletti” di grande livello, come Tony Harrison (1937), Paul Muldoon (1951), Simon Armitage (1963), Les Murray (1938) o Carol Ann Duffy (1955).

Le pubblicazioni da parte dei medi e piccoli editori, d’altronde, sono troppo spesso subordinate all’acquisizione di un grant, o di un fondo per la traduzione erogato dai vari board nazionali. Questo spiega, ad esempio, la sproporzione tra pubblicazioni di autori irlandesi, gallesi o scozzesi (nazioni che concedono finanziamenti), rispetto ai poeti inglesi (il ministero della cultura inglese non finanzia le traduzioni). Il problema è che, a prescindere dai finanziamenti, molte delle uscite recenti da parte di editori con mezzi economici ridotti e una rete di distribuzione limitata hanno una diffusione molto parziale e spesso ristretta a circoli accademici o di pochi addetti ai lavori.

Tentativi recenti di rendere più “popolare” la poesia in traduzione (anche contemporanea), non hanno sortito al momento effetti apprezzabili. Sembra che nel nostro paese, a differenza di altre realtà culturali e nazionali, la poesia paghi una certa sudditanza alla tradizione e – d’altra parte – pecchi di eccessivo sperimentalismo (anche per via della particolare storia del nostro Novecento poetico, in bilico fra epigonismo e neoavanguardia) che sembra avere allontanato molti potenziali lettori. Nei paesi anglofoni invece la poesia riesce più spesso che da noi a essere strumento militante e dialogante, legato più alle “cose” che alle “parole”, sia nelle sue forme tradizionali – aperte o chiuse – sia nelle varianti ibride, contaminate con la canzone d’autore, o con il rap o con altre modalità performative e di spoken word (si veda ad esempio la pratica comune e il successo degli slam poetry che affiancano sempre più spesso le più tradizionali letture pubbliche). Nell’insieme si può dire che lo stato di salute della poesia britannica sia più florido – meno cagionevole? – che da noi, e benché anche l’editoria poetica d’Albione risenta della crisi e sia in difficoltà rispetto ai decenni passati, molte case editrici specializzate continuano a sopravvivere egregiamente mentre altre nuove ne nascono (pur a fronte di qualche dolorosa chiusura). Certo è che alcuni tra i progetti sotto elencati hanno incontrato l’apprezzamento e l’attenzione di un buon numero di lettori, dimostrando che la poesia anglofona, con la sua ricchezza di stili e modalità, con le sue specificità, può arrivare “a segno” se supportata da un’editoria sensibile e da traduzioni adeguate e rispettose. L’argomento qualità delle traduzioni è troppo ampio e articolato per essere affrontato in questo spazio, ma sono convinto che l’apprezzamento delle poesie e la loro fruizione debbano molto all’apporto di traduzioni all’altezza che si misurano con l’originale nel contesto ormai consolidato del testo a fronte (e la diffusione della conoscenza dell’inglese tra i lettori medi favorisce questa valutazione).

Due parole anche sul ruolo della scuola che, almeno nel Regno Unito, è senz’altro più attenta, rispetto a noi, a quanto avviene nella poesia contemporanea, mentre per molti dei nostri studenti il termine poesia appare sempre fatalmente legato a qualcosa di polveroso, di libresco, di irrimediabilmente passato.

Pubblicare un testo poetico è impresa onerosa per un editore che parte spesso dalla consapevolezza che molti libri di poesia siano destinati ad andare in perdita. Gli uffici diritti degli editori o gli agenti non fanno sconti e le spese di traduzione – quando ci sono! – e di stampa diventano importanti uscite, raramente coperte dagli introiti delle vendite.

Un altro problema è di tipo critico. Quando esce un libro di traduzione sono piuttosto rare le recensioni sulla stampa quotidiana e anche i blog o le fanzine specializzate sembrano piuttosto autoreferenziali, rivolgendosi spesso solo a un ristretto pubblico di iniziati. Sicuramente nella diffusione della poesia tradotta hanno avuto un ruolo importante le riviste (cartacee e online): «Poesia», «Testo a Fronte», «Atelier», «Semicerchio», «Smerilliana», «Officina Poesia NA», per citarne solo alcune in un panorama babelico e variegato. Ma ci si chiede se tutta questa fioritura di siti e pagine, tra l’altro ottime palestre per traduttori di poesia, corrisponda davvero a un aumento di interesse da parte di lettori e potenziali acquirenti di raccolte poetiche.

Si può anche lamentare il non adeguato aggiornamento, o “rinfrescatura” delle traduzioni. Molte delle versioni di classici ancora oggi riproposte dagli editori maggiori non sono che ristampe di traduzioni degli anni Sessanta-Settanta che, per quanto generalmente di buona qualità, suonano spesso troppo datate, obsolete, in virtù dell’apparente paradosso secondo cui l’originale non invecchia, ma le traduzioni sì.

Fatte queste doverose premesse, segnalerò le uscite di poesie inglese e postcoloniale in ordine decrescente di data, partendo dall’esame dei cataloghi delle più consolidate e autorevoli collane di poesia.

1. La “bianca” Einaudi e le collane Mondadori, BUR e Adelphi

Nella “bianca”, la «Collezione di poesia» Einaudi, spiccano, tra le pubblicazioni recenti di poeti contemporanei, tre traduzioni da Tony Harrison (classe 1937): Vuoti (2008, traduzioni di Giovanni Greco da Harrison 2005 e 2013); In coda per Caronte (2003, scelta, cura e traduzione di Massimo Bacigalupo) e V ed altre poesie (1996, a cura di Massimo Bacigalupo, da Harrison 1990). Nel 2006 escono le Poesie d’amore, di silenzio, di guerra di Harold Pinter (1930-2008, Nobel 2005), scelte e curate da Edy Quaggio da Pinter 1968; nel 2002 Philip Larkin (1922-1985) con Finestre alte, nella bella traduzione di Enrico Testa da Larkin 1974. Tra i classici troviamo molte recenti ristampe: le poesie di John Keats tradotte da Mario Roffi, uscite per la prima volta nel 1983; Dylan Thomas, Poesie (ristampa della vecchia traduzione di Ariodante Marianni, del 1970); John W. Rochester, Poesie e satire (ristampa della versione del 1968 a cura di Masolino D’Amico), e la versione di Ottavio Fatica dei Limericks di Edward Lear già uscita nel 1994 per Theoria. Tra le altre collane einaudiane spicca, nella «Biblioteca della Pléiade», l’edizione delle Opere di Percy Bysshe Shelley (curate da Francesco Rognoni nel 1995) in procinto di essere ripubblicate in un «Meridiano» Mondadori.

Nelle collane «Poesia» e «Lo Specchio» di Mondado riemerge in particolare l’attenzione per Seamus Heaney, con sei uscite negli ultimi vent’anni: Morte di un naturalista (2014, traduzione di Marco Sonzogni da Heaney 1966), Catena umana (2011, Luca Guerneri da Heaney 2010), District e Circle (2009, ancora Luca Guerneri da Heaney 2006), The Spirit Level (uscito nel 2000 nella traduzione di Roberto Mussapi con la collaborazione di Luca Guerneri, da Heaney 1996) e infine North tradotto da Mussapi nel 1998 (da Heaney 1975). Sono usciti recentemente anche traduzioni da altri due influenti poeti contemporanei, entrambi a cura di Luca Guerneri: Paul Muldoon, che è nato nel 1951 (Poesie, 2008, da Muldoon 2001), e Simon Armitage, del 1963 (Poesie, 2001, da Armitage 2001).

Sempre per Mondadori, tra i canonici «Meridiani», troviamo tre recenti uscite di poeti inglesi: il Ted Hughes (Poesie) curato da Nicola Gardini e Anna Ravano (2008), che tiene conto di lavori precedenti curati da Gardini (2000), Ravano (1999) e Camillo Pennati (1973); L’ opera poetica di William Butler Yeats, con le traduzioni di Ariodante Marianni (2005); e, in preparazione, il «Meridiano» su Heaney, a cura di Marco Sonzogni (ma che ospiterà i lavori e le traduzioni precedenti di Guerneri (2003, 2009, 2011 e 2013) e di Mussapi (1996, 1998 e 2000).

Per gli «Oscar poesia del Novecento» spiccano due raccolte di Ted Hughes (1930-1998): Cave birds: un dramma alchemico della caverna, curato da Ernesto Livorni nel 2001 (da Hughes 1978); e Lettere di compleanno, uscito nel 1999 nella traduzione di Anna Ravano (da Hughes 1998). Tra i titoli meno recenti mi piace ricordare, sempre nel 1999, la ripresa mondadoriana delle Poesie di Stephen Spender curate da Alfredo Rizzardi per Guanda, ancora con sede a Parma, nel 1969, e Station Island di Heaney (1984) nella bella traduzione di Gabriella Morisco e Anthony Oldcorn (1992).

Tra i numerosi classici usciti negli ultimi vent’anni per la casa di Segrate segnalo i due volumi di Tutte le poesie di Yeats, a cura di Anthony Johnson e Piero Boitani (2006), che vi hanno raccolto le traduzioni di Ariodante Marianni (1984, 2000 e 2004) alla vigilia della sua scomparsa; il Manfred di Byron a cura di Franco Buffoni (2005); l’antologia Poeti romantici inglesi, sempre curata da Buffoni (2005); le Poesie di John Keats nella traduzione di Silvano Sabbadini (prima edizione 1986); le Poesie di Anne, Charlotte ed Emily Brontë a cura di Silvio Raffo (2004); le Ballate liriche di Wordsworth e Coleridge nella traduzione di Franco Marucci (2003); l’opera poetica completa di Emily Brontë (Anna Luisa Zazo, 1997); e Il Preludio di William Wordsworth curato da Massimo Bacigalupo (1996), insignito nel 1991 del premio Monselice per la traduzione letteraria.

Nella collana di poesia della BUR compaiono solo classici: Oscar Wilde, La ballata del carcere di Reading, 2013, a cura di Guido Davico Bonino; John Donne, Poesie, 2009, a cura di Alessandro Serpieri e Silvia Bigliazzi; Gerard Manley Hopkins, La freschezza più cara. Poesie scelte, 2008, a cura di Antonio Spadaro, traduzione di Viola Papetti (nella collana«I libri dello spirito cristiano»); il già citato Yeats di Marianni (2004); Rudyard Kipling, «If» e poesie scelte, 2003, a cura di Alberto Rossatti e introduzione di Viola Papetti; John Keats, Iperione, La caduta di Iperione, 1998, introduzione, traduzione e note di Viola Papetti.

Adelphi si è distinta per un’attenzione particolare per Derek Walcott nelle traduzioni di Andrea Molesini e, a partire dal 2009, di Matteo Campagnoli. Ecco la lista delle uscite: 2015, Egrette bianche di Campagnoli da Walcott 2010; 2009, Isole, poesie scelte (1948-2004) di Campagnoli; 2004, Il levriero di Tiepolo di Molesini da Walcott 2000; 2003, Omeros di Molesin da Walcott 1990; 2001, Prima luce, di Molesini da Walcott 1997. Prima ancora del premio Nobel nel 1992, nel 1987 era uscita la smilza scelta antologica Mappa del nuovo mondo, con traduzioni di Barbara Bianchi, Gilberto Forti e Roberto Mussapi, che proprio nel 1992 con La goletta Flight si cimentò anche nella versione italiana, sempre per Adelphi, del poemetto The schooner Flight, estratto da Walcott 1986.

Per Adelphi va segnalata anche l’uscita, nel 2004, di un’antologia del bardo australiano Les Murray (classe 1938), intitolata Un arcobaleno perfettamente normale, per la cura di Gaetano Prampolini (da Murray 2004).

Tra i classici, il catalogo Adelphi annovera varie opere di Wystan Hugh Auden con diverse curatele di Nicola Gardini (1997), Gilberto Forti (1994 e 1995) e Alessandro Gallenzi (2011; di Auden, negli anni sessanta, si era occupata ampiamente la gloriosa casa editrice Lerici per la cura di Aurora Ciliberti (1966-1969). A queste va aggiunta la recente versione di The rape of the lock di Alexander Pope nell’ammirevole traduzione di Alessandro Gallenzi, del 2009.

2. I valorosi “medi”

VENT'ANNI 2Una casa editrice da sempre molto attenta alla poesia è Guanda che, nella «Biblioteca della Fenice», e grazie all’apporto di ottimi traduttori, ha pubblicato diversi autori anglofoni contemporanei, alcuni dei quali già incontrati nei cataloghi precedenti. Nel 2015 è uscita la raccolta antologica di Simon Armitage, In cerca di vite già perse, per la traduzione di Massimo Bocchiola. Ci sono poi due volumi di Seamus Heaney: La lanterna di biancospino,traduzione di Francesca Romana Paci del 1999 da Heaney 1987; e Una porta sul buio, curato da Roberto Mussapi nel 1996, da Heaney 1969. Tra gli altri autori inglesi usciti per la casa già parmense ricordo Paul Muldoon, Sabbia (2009, traduzione di Giovanni Pillonca da Muldoon 2002), e Robin Robertson curato da Massimo Bacigalupo (due i volumi usciti: Esitazione, 2008, da Robertson 2006; e Camera Obscura, 2002, da Robertson 1997). Nel catalogo guandiano spicca anche un capolavoro della poesia indo-inglese e cioè il virtuosistico romanzo in versi Golden Gate di Vikram Seth (nato nel 1952), uscito nel 2012 nella traduzione “a sei mani” di Luca Dresda, Christian Raimo e Veronica Raimo (già pubblicata da Fandango nel 2008) da Seth 1986. Da segnalare anche due importanti classici moderni ristampati di recente: le Poesie di Dylan Thomas tradotte da Roberto Sanesi (2014, ma la prima edizione risale al 1954); e i XXX Cantos di Ezra Pound curati da Massimo Bacigalupo (pubblicati nel 2012 dopo che ne erano uscite diverse traduzioni parziali in volume e rivista).

Feltrinelli ha pubblicato soprattutto classici, visto che la nuova collana di poesia «Zoom», solo digitale, non annovera ad oggi testi di poesia inglese. La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge, del 1993, ben tradotta da Alessandro Ceni, già figurava nel catalogo Marcos y Marcos fin dal 1983. La terra desolata di Eliot curata da Angelo Tonelli è uscita nel 1995, insieme con i Quattro quartetti, riprendendo un’edizione di Crocetti del 1992. O ancora i blakeiani Canti dell’innocenza e dell’esperienza, tradotti da Roberto Rossi Testa e usciti nel 2014, ma nel catalogo SE sin dal 1997.

Nei «Grandi tascabili» Bompiani figurano traduzioni ormai storiche come, dal 1999, Assassinio nella cattedrale di Sanesi, uscita la prima volta nel 1995; dal 1990 i due volumi di Poeti romantici inglesi di Franco Buffoni, pubblicati in parte la prima volta da Guanda nel 1983; e fin dal 1986 i Libri profetici di William Blake, sempre di Sanesi (già Guanda 1980).

Newton Compton ha in catalogo autori canonici come Rudyard Kipling, Samuel T. Coleridge, curati da Tommaso Pisanti, entrambi del 1995 e ripubblicati; come William Blake, ripubblicato recentemente nella traduzione curata da Giacomo Conserva nel 1976; e come Rabindranath Tagore a cura di Girolamo Mancuso (1971); nonché le poesie di T.S. Eliot pre-Waste Land (1905-1920) tradotte da Bacigalupo (2012).

Anche Marsilio, nella collana «Letteratura Universale – Elsinore» pubblica soprattutto classici. Si tratta di: due volumi di William Butler Yeats, Verso Bisanzio (Dario Calimani, 2015) e Il figlio di Cuchulain. Sulla spiaggia di Baile-Purgatorio – La morte di Cuchulain (Dario Calimani, 2011); di William Wordsworth, Il preludio 1799 (Giuliana Ferreccio, 2013); di Thomas Hardy, Poesie per Emma (Gilberto Sacerdoti, traduzione di Ilaria Mallozzi, 2010); e di John Keats, Lamia (Silvano Sabbadini, 1996).

Molto apprezzabile fu il contributo della cessata casa editrice SE, la cui collana «Piccola enciclopedia» pullula di classici del canone britannico, da Coleridge, Passione poetica, a cura di Tomaso Kemeny e con traduzione di Laura Rezzaghi (la prima edizione è del 1986), a Christina Rossetti, Il mercato dei folletti e altre poesie, a cura di Marta Fabiani (2010), al William Butler Yeats della Rosa alchemica curato da Renato Oliva, a La caccia allo Snark di Lewis Carroll a cura di Roberto Sanesi (2004). Completano il quadro il già citato Blake di Roberto Rossi Testa e la wildiana Ballata del carcere di Reading a cura di Sandro Boato (1999). Nella Collana «Assonanze» compaiono la ripresa, nel 2014, della nota versione ungarettiana di Quaranta sonetti di Shakespeare, risalente al 1946; il De profundis di Oscar Wilde nella traduzione di Oreste Del Buono (già Mondadori 1958); i Libri profetici di Blake tradotti da Sanesi, di cui s’è già detto, e La rima del vecchio marinaio di Coleridge nella versione d’autore di Giovanni Giudici, uscita a cura di Massimo Bacigalupo (1987).

Di grande rilievo il contributo dato negli ultimi decenni dalla casa editrice Donzelli, per il tramite soprattutto della traduttrice e curatrice Paola Splendore, alla conoscenza in Italia della poesia femminile e postcoloniale in inglese. In dieci anni, per i tipi della casa romana sono uscite: la anglopakistana Moniza Alvi, nata nel 1954 (Un mondo diviso, 2014, da Alvi 2008); le sudafricane Karen Press, del 1956 (Pietre per le mie tasche, 2012, scelta da Press 2000) e Ingrid De Kok, del 1951 (Mappe del corpo,2008, scelta); e l’indiana Sujata Bhatt, del 1956 (Il colore della solitudine, 2005, da Bhatt 2002). In precedenza erano stati pubblicati anche Chiodi di cielo (2003) dell’inglese Jamie Mckendrick (classe 1955), nelle traduzioni di Luca Guerneri e Antonella Anedda da Mckendrick 2000; e, a cura di Gilberto Sacerdoti (1997), Il cinico bebè e altre poesie, una rara versione di poesie della poetessa inglese Stevie Smith (1902-1971).

Importante e coraggiosa è stata l’opera della casa editrice Le Lettere di Firenze che, nella collana «Il Nuovo Melograno», ha pubblicato in un ventennio molti importanti autori (soprattutto autrici) contemporanei, colmando in parte il vuoto lasciato nel settore dalle case editrici maggiori, che, come abbiamo visto, si sono occupate di pochi autori del Novecento, spesso gli stessi. Al fianco di grandi nomi del XX secolo americano come Anne Sexton (1928-1974), Denise Levertov (1923-1997), Sharon Olds (1942), Yusef Komuniakaa (1941), e e cummings (Edward Estlin Cummings, 1894-1962), Robert Pinsky (1940) – cito fra tutte le belle traduzioni “d’autrice” di Rosaria Lo Russo da Sexton 1969, del 2000, e di Elisa Biagini dalla Olds (1980), del 2002 – il catalogo de Le Lettere riserva altre “perle” anglofone. Tra i britannici, oltre alla “classica” Mina Loy (Mina Gertrude Löwy, 1882-1966), di cui Antonella Francini, con Per guida la luna. Poesie e elegie d’amore, ha tradotto nel 2003 Loy 1997, spicca l’attenzione per la poetessa laureata in carica, Carol Ann Duffy, uscita con tre volumi, tutti a cura di Giorgia Sensi e del sottoscritto: Le api (2014, da Duffy 2011); La donna sulla luna. Poesie scelte (2011, da Duffy 2004) e il fortunato La moglie del mondo (da Duffy 1999), uscito nel 2002 e arrivato nel 2015 all’ottava ristampa, tutti a cura di Giorgia Sensi e del sottoscritto.

Nel catalogo di Le Lettere figurano anche due volumi della canadese Margaret Atwood (classe 1939), La porta (2011, da Atwood 2007), a cura di Eleonora Rao con la collaborazione, per le traduzioni, di Giuseppina Botta, e Mattino nella casa bruciata, (2007, da Atwood 1995), a cura di Sensi e Sirotti con l’introduzione di Biancamaria Rizzardi; cito anche l’irlandese Eavan Boland, (nato nel 1944), con Tempo e violenza. Poesie scelte (Sensi e Sirotti 2010, da Boland 2005) e la scozzese Jackie Kay (del 1961), con L’adozione, uscito nel 2002 per la cura di Giorgia Sensi (da Kay 1991). Interessanti anche le “incursioni” del «Nuovo Melograno» nella poesia postcoloniale, con le antologie Isole galleggianti, poesia femminile sudafricana 1948-2008, curata da Paola Splendore e Jane Wilkinson (2011), e L’India dell’anima. Antologia di poesia femminile indiana contemporanea in lingua inglese, da me curata con alcuni contributi traduttivi di Rosaria Lo Russo (2006, I edizione 2000), e infine con la raccolta monografica del poeta nigeriano Niyi Osundare, nato nel 1947, L’occhio della terra e altre poesie, tradotta e curata da Pietro Deandrea nel 2006 da Osundare 1986. Compaiono anche alcuni classici come A.E. Housman, Un ragazzo dello Shropshire e altre poesie (Bianca Tarozzi, 2005); Elizabeth Barrett Browning, Aurora Leigh (nella collana «Pan», traduzione di Bruna Dell’Agnese, 2002) e Christina Rossetti, Nostalgia del cielo (Silvio Raffo, 2001). Da segnalare anche un’antologia poetica “a tema”, format piuttosto infrequente nell’editoria italiana: Men/Uomini, poetesse anglofone che dedicano poesie agli uomini della loro vita, padri, mariti, figli, amanti, ecc. (Sensi e Sirotti, 2004).

Anche altri editori di medie dimensioni tradizionalmente attenti alla poesia si sono occupati di poesia inglese. Tra questi Marcos y Marcos, di cui cito un’importante antologia di poesia contemporanea (Sotto la pioggia e il gin) uscita nel 1997 a cura di Edoardo Zuccato. Sempre per la casa editrice milanese segnalo i «quaderni di traduzioni» di un maestro della traduzione poetica, Franco Buffoni, che in Una piccola tabacchiera (2012) e Songs of Spring (1999) si cimenta in pregevoli versioni da Shakespeare a Byron, da Auden a Larkin, dalla scozzese Kate Clanchy, nata nel 1965, a Sujata Bhatt (per limitarci all’area anglofona).

Un’altra interessante raccolta antologica è uscita nel 2003 per Carocci: l’Antologia delle poetesse romantiche inglesi in due volumi, curata da Lilla Maria Crisafulli (che contiene le poesie in gran parte inedite di autrici come Anna Laetitia Barbauld, Ann Radcliffe, Dorothy Wordsworth, Elizabeth Barrett Browning, Jane Taylor, Sara Coleridge, Lady Morgan, Mary Robinson e Mary Tighe). Sempre per Carocci segnalo un classico tradotto nel 2005 da un ottimo professionista della traduzione poetica dall’inglese, Luca Manini: Amoretti e Epitalamio di Edmund Spenser.

Il marchio fiorentino Passigli hain catalogo diversi pilastri del canone, come W.B. Yeats, I cigni selvatici di Coole, a cura di Alessandro Gentili, 2008; Thomas Hardy, Poesie d’amore,curato dallo studioso indiano Ghanshyam Singh per Guanda nel 1968 e riedito nel 2006; Catherine Mansfield, «Quando ero uccello» e altre poesie (Federico Mazzocchi, 2009); e D.H. Lawrence, Mattino di primavera e altre poesie (Giuseppe Conte, 2008).

La casa editrice Fazi si segnala soprattutto per la passione per John Keats del suo editore Elido Fazi, chenel 1995 ha pubblicato La caduta di Iperione, più altri titoli di interesse keatsiano da lui stesso curati.

Da ricordare anche Fandango, che oggi ha sospeso le pubblicazioni, ma che ha pubblicato “eccentrici” romanzi in versi come il già citato Golden Gate di Vikram Seth, nella traduzione di Luca Dresda e dei fratelli Raimo, uscito nel 2008 e, come abbiamo visto, riedito da Guanda nel 2012; come La maschera di scimmia dell’australiana Dorothy Porter (1954-2008) nella traduzione di Sergio Claudio Perroni (2009, da Porter 1994); e come La pupa dell’imperatore dell’anglo-nigeriana Bernardine Evaristo (1959), nella bella cotraduzione di Luca Scarlini con il poeta pistoiese Giacomo Trinci (2005, da Evaristo 2001).

3. Gli strabilianti “piccoli”

VENT'ANNI 3Tra i piccoli editori specializzati in poesia La Vita Felice di Milano, nellacollana «Labirinti», ha pubblicato nel 2012 Punto di rottura, poesie scelte, un’antologia di testi dell’emergente poetessa inglese Sally Read (del 1971) tratti da Read 2005 e 2009, a cura di Loredana Magazzeni e mia, oltre ad alcuni classici come le Poesie di Patrick Branwell Brontë (Silvio Raffo, 2015), o gli Amoretti di Edmund Spenser a cura di Lorenza Franco (2005). Da segnalare anche la recentissima antologia a tema La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (2015), curata da un “collettivo” di poetesse e studiose come Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster e Anna Maria Robustelli.

Un’attenzione particolare merita Del Vecchio di Roma, attiva da pochi anni, ma che vanta già un cospicuo repertorio di poeti anglofoni contemporanei quali l’inglese Jo Shapcott (1953: Della mutabilità, tradotto da Paola Splendore nel 2015 da Shapcott 2011); gli irlandesi Michael Denis Higgins (1941: Il tradimento e altre poesie, 2014, nella traduzione di Enrico Terrinoni da Higgins 1990, 1993 e 2004) e Ciaran Carson (1948: Prima lingua, tradotto da Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi nel 2011, da Carson 1993); la già ricordata Carol Ann Duffy (Estasi, 2008: traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera da Duffy 2005); la gallese Gwyneth Lewis (1959: L’assassino della lingua, 2007, nella traduzione di Paola Del Zoppo, che è anche curatrice della collana, da Lewis 2003).

Una casa attiva da molti anni nella promozione della poesia (anche di quella in traduzione) è Crocetti, che, tra gli anglofoni, annovera Wendy Cope (1945: Guarire dall’amore, 2012, a cura di Silvio Raffo, da Cope 2008); un’altra Carol Ann Duffy, Lo splendore del tempio. Poesie d’amore, curata dal duo Marinzuli-Nera (2012, da Duffy 2010); e Derek Walcott, Odissea. Una versione teatrale, a cura di Matteo Campagnoli, attuale traduttore adelphiano del bardo caraibico (2006, da Walcott 2003).

Presso Luca Sossella editore di Roma è uscito il volume antologico di Geoffrey Hill (classe 1932), Per chi non è caduto. Poesie scelte 1959-2006, uscito nel 2008 per la cura e la traduzione di Marco Fazzini.

Oedipus, piccolo e raffinato editore salernitano, ha pubblicato nel 2005, nella collana «Intrecci», una scelta della la poetessa scozzese Liz Lochhead (1947), Poesie-Och, traduzioni e cura di Adele D’Arcangelo e Margaret Rose), mentre alcuni anni prima erano usciti Roger McGough (1937: Estate con Monika e altre poesie, per la cura di Franco Nasi, 1999, da McGough 19902) e gli altri due paladini della “Liverpool School”: Brian Patten, del 1946, con la scelta Il sogno preferito del mulo e altre poesie (1999); e Adrian Henri (1932-2000), con Stanotte a mezzogiorno. Poesie scelte 1967-2000 (2002), sempre a cura di Nasi, l’interprete italiano “ufficiale” del Mersey Sound, in particolare di McGough, del quale ha tradotto anche le poesie per bambini e ragazzi: Sconfiggere la gravità (Ripatransone, Sestante, 1994); Storia di un ruttino e altri versi(con disegni dell’autore, Roma, Gallucci, 2014); Bestiario immaginario («traduzioni aperte», con disegni dell’autore, Roma, Gallucci, 2013; Gattacci, San Dorligo della Valle, Einaudi ragazzi, 2001), oltre ai due volumi che incontreremo presso la Medusa di Milano.

La minuscola Coazinzola Press di Mompeo, in provincia di Rieti, fondata e diretta da un traduttore del calibro di Riccardo Duranti, ha in catalogo le poesie di John Berger (nato nel 1926) tradotte dallo stesso editore (Il fuoco dello sguardo. Collected poems, 2015, da Berger 2014). Duranti si era già occupato di Berger con Pagine della ferita. Poesie, disegni, fotografie 1956-96 (da Berger 1994), uscito per i tipi di Greco & Greco, Milano 1999.

L’associazione Il Ponte del Sale di Rovigo, nella collana «Il labirinto del mondo», ha al suo attivo due volumi di contemporanei britannici, curati e tradotti con la consueta destrezza da Giorgia Sensi: Gillian Clarke, Una ricetta per l’acqua. Poesie scelte 1982-2009, 2014; e Patrick McGuinness, L’età della sedia vuota, 2011 (da McGuinness 2010). Clarke è del 1937 e McGuinness del 1968.

Dell’editore milanese Medusa cito soprattutto la collana «Rythmos», curata da Franco Nasi, nella quale, accanto agli americani Lucille Clifton, Billy Collins e Roberta Spear, sono usciti alcuni volumi di notevole interesse di autori britannici: nel 2004 Eclissi quotidiane. Poesie scelte 1967-2002 di Roger McGough, a cura dello stesso specialista Nasi, che in quella collana nel 2003 ha pubblicato anche, a propria cura, La magica pallina da tennis e qualche altra poesia; e nel 2007 Neonato.Poesie scelte di Kate Clanchy, tradotte da Giorgia Sensi. Nel 2006 è uscita l’antologia tematica Gatti come angeli. L’eros nella poesia femminile di lingua inglese,da me curata insieme alla poetessa bolognese Loredana Magazzeni.

Di Interlinea di Novara si ricorda la recente uscita di Tony Harrison, Afrodite del Mar Nero e altre nuove poesie (2014), traduzione e cura di Giovanni Greco, e, tra i classici, la bella traduzione di Roberto Piumini delle poesie di Robert Browning (Accanto al camino e altre poesie, 2001).

Barbès (oggi Clichy) di Firenze ha pubblicato in tre anni (2010-12) nella collana «Poesia» una serie di raccolte economiche di poesie d’amore di importanti autori del canone inglese, da Shakespeare (Dell’amore, curato da Elio Grasso nel 2012) a Joyce (Ascolta amore, Ilaria Natali 2012), a Wilde (Questo sono io, Marta Russo 2011), a Christina Rossetti (Donne d’amore, Luca Baldoni 2011).

Per molti aspetti stupefacente è l’attività della piccolissima Kolibris di Chiara De Luca, che nell’arco di 6-7 anni ha pubblicato un numero impressionante di ottimi autori anglofoni, in diverse collane “nazionali”, quasi sempre per la curatela e la traduzione della stessa De Luca. Nella collana «Snáthaid Mhór – Poesia irlandese contemporanea» sono usciti dal 2010 al 2016, tutte a cura della infaticabile titolare, due opere di Thomas Kinsella, nato nel 1928 (De Luca 2009a e 2015a; ma va detto che Donatella Abbate Badin aveva già presentato questo poeta: vedi Abbate Badin 1996), due di Pat Boran (De Luca 2014 e 2010a) ed Eva Bourke (De Luca 2011a e 2012a), e una ciascuna di Mary Montague (De Luca 2016), Grace Wells (De Luca 2013), Gerard Smyth (De Luca 2012b), Ray Givans (De Luca 2011b), Paddy Bushe (De Luca 2011c), Theo Dorgan (De Luca 2011d), Peggy O’Brien (De Luca 2010b), Patrick Deeley (De Luca 2010c), oltre a un volumetto di John Deane (classe 1953), tradotto da Roberto Cogo (2009). In «Goldfinch – Poesia gallese contemporanea», sono usciti nel biennio 2010-2012 opere di John Barnie (De Luca 2012c e 2011e), John Powell Ward (De Luca 2011f), Kevin Mills (De Luca 2011g) e Nigel Jenkins (De Luca 2010d).

Nella collana di poesia scozzese contemporanea «Guillemot» sono apparsi in tre anni (2009-2011) due volumi di Thomas A. Clark (De Luca 2010e e 2011h) e uno a testa di Jane Mckie (De Luca 2010f), Tom Leonard (De Luca 2010g) e Edwin Morgan (De Luca 2009b). Infine è stata attivata anche una collana neozelandese contemporanea, «Kiwi», che ha ospitato per ora due autori, Harry Ricketts (De Luca 2015b) e Bill Manhire (De Luca 2015c), nel tentativo di supplire in parte all’indifferenza totale dei nostri editori rispetto alla poesia dell’emisfero australe: tra le rare eccezioni recenti il già citato volume adelphiano di Les Murray, curato da Gaetano Prampolini; un altro tributo allo stesso Murray, il romanzo in versi Freddy Nettuno (da Murray 1998), tradotto e prefato da Massimiliano Morini – nel 2004 – per la casa editrice Giano di Varese. Segnalo qui che dallo stesso Bill Manhire (2007) Marco Sonzogni ha tratto Levàti (Novi Ligure, Joker, 2009).

Non è un caso che una casa editrice così fortemente dedita alla diffusione della poesia britannica in Italia come Kolibris abbia anche pubblicato recentemente, sempre nella traduzione di Chiara De Luca (da Schmidt 2013), Le storie della mia vita del poeta e storico della poesia Michael Schmidt (classe 1947), patron della casa editrice indipendente Carcanet Press di Manchester, grande promotore di poesia contemporanea anglofona.

Degno di attenzione il bel catalogo delle Edizioni Il Labirinto di Roma, che, grazie alla dedizione e alla competenza di due raffinati poeti-anglisti come Francesco Dalessandro e Gianfranco Palmery (recentemente scomparso), può vantare un cospicuo repertorio di classici della poesia in piccoli ed eleganti libretti: John Keats (Sull’indolenza e altre odi, Dalessandro 2010); George Gordon Byron (Il sogno e altri pezzi domestici, Dalessandro 2008); John Keats e Percy B. Shelley in coppia (Amore e fama, Palmery 2006); Gerard Manley Hopkins (I sonetti terribili, Dalessandro 2003); di nuovo Percy Bysshe Shelley (Alla Notte e altre poesie,Palmery 2002); Elizabeth Barrett Browning (Sonetti dal portoghese, Dalessandro 2000) e infine ancora Keats (Sulla Fama e altri sonetti, Palmery, 1997).

Un altro piccolo editore degno di menzione è L’Arcolaio di Forlì, che ha fatto conoscere di recente (2015) la bravissima poetessa “apolide” irlandese Afric McGlinchey (La buona stella delle cose nascoste, a cura di Lorenzo Mari, da McGlinchey 2012).

Il marchio Amos di Mestre ha accolto le proposte di un bel gruppo di anglisti o anglisti postcoloniali di Ca’ Foscari (e non solo). Il catalogo ospita i sudafricani Stephen Gray, del 1941 (Poesie scelte, 1974-2012, a cura di Marco Fazzini e traduzioni di Armando Pajalich e Francesca Romana Paci, 2012) e Douglas Livingstone (Loving. Selected Poems and Other Writings, ancora a cura di Marco Fazzini) e lo scozzese Kenneth White, del 1936 (Lungo la costa, scelta), uscito nel 2005 nella traduzione di Silvia Mondino.

Sempre sotto la supervisione di Marco Fazzini, ottimo traduttore ed esperto di poesia scozzese e africana, hanno agito per diversi anni le romagnole (di Lugo) Edizioni del Bradipo di Marco Sangiorgi, per cui Fazzini ha curato, sempre in ordine decrescente di data, capolavori contemporanei come Long Ago e altre poesie di Douglas Dunn (classe 1942), uscito nel 2003; Luoghi italiani di Charles Tomlinson (1927-2015), nel 2000; Inni della Mercia di Geoffrey Hill (classe 1932), nel1997, e Kenneth White, Scotia deserta e altre poesie scelte (1996). Di Tomlinson, per il Bradipo, anche Franca Morandi ha presentato, nel 1997, la scelta Parole e acqua.

Da citare anche la ETS di Pisa con alcuni interessanti classici tradotti da accademici, come la versione dei Sonetti dal portoghese di Elizabeth Barrett Browning, curati nel 2006 da Biancamaria Rizzardi, oppure Alte finestre di Philip Larkin a cura di Luisa Pontrandolfo (1990, quindi prima della versione di Enrico Testa per Einaudi).

Supernova di Mestre ha pubblicato svariati volumi di poesia anglofona tra cui, dello scozzese Hugh MacDiarmid (pseudonimo di Christopher Murray Grieve, 1892-1978), On a Raised Beach / Sopra un terrazzo marino, sempre a cura di Marco Fazzini, nel 2000, da MacDiarmid 1967. In catalogo anche alcune antologie come Poeti indiani del Novecento di lingua inglese (1998), curata da un altro anglista cafoscarino, Shaul Bassi. Tra i poeti inclusi attendono ulteriori edizioni diversi nomi importanti della scena poetica anglofona del subcontinente come Nissim Ezekiel (1924-2004), A.K. Ramanujan (1929-1993), Arun Kolaktar (1932-2004), Kamala Das (1934-2009), Keki Daruwalla (1937), Adil Jussawalla, Meena Alexander (1951) e Sudeep Sen (1964). Qualche anno prima, nel 1994, c’era stata anche un’antologia sudafricana, Poeti sudafricani del Novecento curata da Armando Pajalich e Marco Fazzini.

Delle Edizioni dell’Arco cito almeno la bella antologia Poeti inglesi del secondo Novecento, curata nel 2001 dal traduttore e traduttologo Massimiliano Morini. E vorrei qui ricordare almeno un’altra importante silloge novecentesca, quella curata da Giorgio Miglior nel 1976 per le Edizioni Accademia, che comprendeva i più importanti autori della prima metà del Novecento attivi fino agli anni sessanta-settanta: Da Hardy a Davie, La moderna poesia inglese: sperimentalismo poesia politica neotradizionalismo.

Anche Palomar di Bari ha in catalogo un’importante antologia, in questo caso di poesia femminile postcoloniale: Passaggi a Ovest. Poesia femminile anglofona della migrazione, curata e tradotta da Paola Splendore nel 2008. Lo stesso editore pugliese aveva pubblicato alcuni anni prima una bella versione dei Four Quartets eliotiani a cura di Elio Grasso (2000).

La torinese Trauben ha pubblicato un bel repertorio di traduzioni per lo più accademiche di poesia anglofona, soprattutto irlandese, tra cui John Montague (1929), Visita medica al confine a cura di Giuseppe Serpillo (2007; da Montague 2001); Michael Longley (1939), Lucciole alla cascata, poesie scelte e tradotte da Roberto Bertoni e Giovanni Pillonca (2005); Eoghan Ő Tuairisc (Eugene Rutterford Watters, 1919–1982), Messa dei defunti, traduzione e cura di Rosangela Barone (2004) dal gaelico di Ő Tuairisc 1964; Desmond O’Grady (1929), Esule dall’esilio, poesie scelte a cura di Giuseppe Serpillo (2004); Eiléan Ní Chuilleanáin (1942), Testo di seta, poesie scelte e tradotte da Roberto Bertoni (2004). Oltre a un classico come James Clarence Mangan (Il mio cuore è un monaco. Poesie), curato da Francesca Romana Paci, sempre nel 2004. Del 2006, infine, un’interessante silloge, la Piccola antologia della ballata popolare anonima di Inghilterra, Scozia e Irlanda curata da Ottavio Di Fidio.

La nuova casa editrice romana Ensemble,nella collana «Erranze», ha pubblicato nel 2014  la raccolta Diritti di passaggio (da Rights of passage, 1967) del grande poeta delle Barbados Edward Kamau Brathwaite (1930), per la traduzione e la cura di Andrea Gazzoni.

L’associazione culturale Via del Vento di Pistoia, fondata e coordinata dal critico e artista Fabrizio Zollo, ha pubblicato nei piccoli volumetti antologici della collana «Acquamarina» le scelte di due autrici contemporanee irlandesi curate da Giovanna Iorio: Medbh McGuckian (1950), Scene da un bordello e altre poesie (da McGuckian 1997), nel 2000; e Eavan Boland, Falene e altre poesie. Nonché un paio di “perle” ottocentesche: Chirurgo celeste di Robert Louis Stevenson, a cura di Roberto Deidier; e Stelle di Emily Brontë nella traduzione di Piera Mattei.

La casa editrice cattolica L’Àncora di Milano nel quadriennio 2007-10 ha fatto uscire alcuni testi antologici monografici di poesia britannica come: Il senso è nell’attesa, del sacerdote gallese R.S. Thomas (1913-2000), a cura di Domenico Pezzini, nel 2010; dell’irlandese Patrick Kavanagh (1904-1967), Andremo a rubare in cielo, a cura di Saverio Simonelli, nel 2009; di Rowan Williams (1950), La dodicesima notte, a cura di Antonio Spadaro, con la traduzione di Andrew Rutt ed Elena Buia Rutt (2008); e infine Elizabeth Jennings (1926-2001), La danza nel cuore delle cose, a cura di Domenico Pezzini (2007).

Da segnalare infine Abiku e altre poesie,un’antologia poetica del Nobel Wole Soyinka (1934) uscita nel 2012 per i tipi della FPE di Trieste, a cura di Gaetano Longo nella traduzione di Daria Potok, in occasione del conferimento al grande autore nigeriano del 14° Premio letterario internazionale Trieste Poesia.

Relativamente poche, invece, le traduzioni dall’inglese nel catalogo di due piccole, ma fondamentali, case editrici di poesia del Novecento, San Marco dei Giustiniani di Genova e Scheiwiller di Milano. Del primo editore si ricordano l’Omaggio a Sesto Properzio di Pound, un testo del 1934 tradotto da Massimo Bacigalupo nel 1984, e un’edizione di David Gascoyne (1916-2001), La mano del poeta, in cui Francesca Romana Paci nel 1983 ha raccolto alcune traduzioni di diverso autore (a cominciare da Attilio Bertolucci), mentre la storica casa milanese ha il merito di aver pubblicato una delle prime edizioni di Seamus Heaney in italiano: Crossings / Attraversamenti, a cura di Anthony Oldcorn (1990).

Vi sono poi casi di editori molto attivi nell’ambito della traduzione poetica dall’inglese che hanno recentemente sospeso le pubblicazioni. Le Edizioni del Leone, di Spinea in provincia di Venezia, che nella collana «Selected Poems» ha fatto uscire opere di Pat Boran (Giabardo 2008), Alan Sillitoe (Bruno, Giabardo 2007), Ruth Fainlight (Schiavinato 2003) e John Deane (Cogo 2002; di Deane anche Giuseppe Napolitano ha tradotto trenta poesie per le edizioni Eva di Venafro, sotto il titolo I nostri anni via in un sospiro, del 2000). Già nel 1996 la casa editrice aveva pubblicato un’importante antologia, Giovane poesia inglese, curata da Gregory Dowling e Alessandro Scarsella. Ѐ interessante notare come tra gli allora “giovani” poeti inclusi (Peter Reading, John Withworth, George Szirtes, Sean O’Brien, Helen Dunmore, Carol Ann Duffy, Elizabeth Garrett, Glyn Maxwell, Simon Armitage), solo Armitage e la Duffy hanno avuto negli anni successivi una certa risonanza editoriale.

Anche la Moby Dick di Faenza, animata da Guido Leotta, purtroppo precocemente scomparso nel 2014, aveva dimostrato un’attenzione speciale per la poesia contemporanea britannica, in particolare per quella gallese e irlandese, con l’apporto di traduttori del calibro di Giorgia Sensi e del duo Bianchi e Siviero. Nella collana «Le nuvole» sono usciti, nel corso di un decennio, a cura di Giorgia Sensi, Convergenze parallele, un volume di poesie di Gillian Clarke e John Barnie (2009); l’antologia Impronte, poesia gallese contemporanea, curata da Sensi nel 2007; Patrick McGuinness, I canali di Marte (Sensi 2006, da McGuinness 2004). Mentre Andrea Bianchi e Silvana Siviero hanno curato e/o tradotto:La rossa amica,una scelta da Robert Minhinnick (nato nel 1952), nel 2007; Menna Elfyn (anche lei del 1952), Autobiografia in versi, 2005; Iwan Llwyd (1957-2010), Da Bangor a Bangor, il viaggio di un bardo, a cura di Aled Llion, 2003 (dal gallese); Dannie Abse (1923-2014), C’era due volte, a cura di Tony Curtis, 2003; Gwyneth Lewis, Ventriloqua della distanza, a cura di Angharad Price, 2001; e le ricche antologie I nuovi bardi, poesia gallese contemporanea, 1999; Assemblea di poeti, poesia anglo-gallese contemporanea1998. Infine Moby Dick ha pubblicato anche Liz Lochhead, Sangue e ghiaccio, a cura di Massimiliano Morini (2000) e Theo Dorgan, La casa ai margini del mondo, a cura di Mario Giosa e Daniele Serafini (1998), oltre all’antologia Dopo lungo silenzio. Poesia irlandese contemporanea, a cura di Giovanna Iorio (1997).

Di grande pregio anche l’opera svolta a cavallo tra fine e inizio millennio dall’associazione culturale e casa editrice bolognese «In forma di parole», coordinata da Gianni Scalia. Fra i volumi monografici usciti segnalo: Alexander Hutchison, poeta di Scozia. Antologia poetica (1971-2009), a cura di Alessandro Valenzisi (2010); Poeti nel magma. La poesia inglese del secondo Novecento a cura di Massimiliano Morini (2003); e due volumi antologici curati da Luca Manini: Poeti inglesi nel labirinto (2001) e Ambagi arturiane, poeti inglesi dell’Ottocento (2003).

Da menzionare anche l’apporto dei due maggiori quotidiani italiani: «La Repubblica» e il «Corriere della Sera». La prima testata ha fatto uscire nel 2004, nell’ambito di una serie di volumi di poesia internazionale il cui progetto generale era affidato alla redazione della rivista di poesia comparata «Semicerchio» e del suo direttore Francesco Stella, due volumi antologici di poesia inglese curati dall’anglista Franco Marucci: Dalle origini al Romanticismo e Ottocento, Novecento e poesia postcoloniale. La sezione postcoloniale del secondo volume, curata da Shaul Bassi e dal sottoscritto, includeva autori come Christopher Okigbo, Sipho Sepamla, Wole Soyinka, Judith Wright, Fleur Adcock, Kamala Das, Alex Derwent Hope, Les Murray, Edward Kamau Brathwaite, AK Ramanujan, Sujata Bhatt, Derek Walcott, molti dei quali alla prima traduzione italiana.

Per il «Corriere della Sera» è uscita nel 2012 la serie «Un secolo di poesia. L’Ottocento» che tra i titoli del XIX secolo inglese annoverava: Emily Brontë, La musa tempestosa, a cura di Silvio Raffo; Christina Rossetti, Il mercato dei folletti (Silvio Raffo); Samuel T. Coleridge, Il vecchio marinaio (Massimo Bacigalupo); George Gordon Byron, Giullari del tempo (Franco Buffoni); Elizabeth Barrett Browning, Sonetti dal portoghese (Biancamaria Rizzardi) e Percy B. Shelley, Come un fruscio d’ali (Franco Buffoni). In precedenza c’era stata la popolare serie «La grande poesia», che, in ambito anglofono, ripubblicava i sonetti shakesperiani di Serpieri (già pubblicati da Rizzoli nel 1991), la ripresa dei Canti pisani di Pound tradotti da Alfredo Rizzardi per Guanda nel lontano 1953, l’Auden di Gardini (Un altro tempo, ripreso dall’edizione adelphiana del 2004); e una scelta di poesie di T.S. Eliot e di Dylan Thomas, entrambi nelle versioni di Sanesi: del primo, dalle Opere pubblicate da Bompiani nel 1958; del secondo, dalle Poesie curate per Guanda nel 1954.

4. I traduttori

I traduttori di poesia emersi in questi anni (eredi della gloriosa generazione dei Masolino d’Amico, Giorgio Melchiori, Alfredo Rizzardi, Roberto Sanesi e Ariodante Marianni, per nominarne solo alcuni) sembrano superare la classica divisione tra “poeti” e “professori” resa celebre da Georges Mounin. Molti dei traduttori attivi negli ultimi venti-trent’anni, in effetti, appartengono a buon diritto a entrambe le categorie (Franco Buffoni, Nicola Gardini, Enrico Testa, Gilberto Forti, Massimo Bocchiola, Francesco Dalessandro, Roberto Mussapi, Gilberto Sacerdoti, Silvio Raffo, Roberto Sanesi, Alessandro Ceni, Giovanna Iorio, Chiara De Luca). Tra gli accademici e gli studiosi di poesia sottolineerei una divisione tra gli anglisti “puri” (Massimo Bacigalupo, Luca Guerneri, Alessandro Serpieri, Marco Sonzogni, Viola Papetti, Francesca Romana Paci, Dario Calimani, Giorgia Sensi, Biancamaria Rizzardi, Paola Splendore ecc.) e gli altri accademici, soprattutto italianisti, come Ernesto Livorni, Giovanni Pillonca, Franco Nasi, Adeodato Piazza Nicolai ecc. Non mancano editori o editor come Elido Fazi o Alessandro Gallenzi, e gli artisti polivalenti come Giovanni Greco (attore e regista), Edy Quaggio (regista, poetessa, musicista), Angelo Tonelli (regista, poeta, performer), Matteo Campagnoli (regista e attore).

5. Le assenze

Sono innumerevoli gli autori anglofoni di tutte le epoche che sarebbe auspicabile tradurre (o ritradurre, perché non vengono ristampati da almeno trent’anni). Per fare solo una lista alfabetica molto incompleta, e limitata solo all’area anglo-irlandese: Aphra Behn, George Barker, Rupert Brooke, Basil Bunting (di lui si ricorda parte di un volume uscito nel 1993 per Diabasis di Reggio Emilia: Poeti nel deserto. Basil Bunting e Mina Loy a cura di Carlo Anceschi), Austin Clarke, Donald Davie, Cecil Day Lewis, David Gascoyne (presente in riviste e antologie, ma non in volume, se si eccettua il già citato La mano del poeta a cura di Francesca Romana Paci), Robert Graves (tranne la scelta Lamento per Pasifae operata da Giovanni Galtieri per una “fenice” guandiana del 1991), Thom Gunn (ci sono due belle edizioni, ma datate: Tatto, Guanda 1979, tradotto dal poeta Luciano Erba; e I miei tristi capitani e altre poesie, traduzione di Camillo Pennati, Mondadori 1968), David Herbert Lawrence (esistono due raccolte per Mondadori: una, più ampia, curata da Piero Nardi nel 1957, e un Oscar uscito nel 1987 con le traduzioni di Giuseppe Conte), Walter de la Mare, Adrian Mitchell, Wilfred Owen, Isaac Rosenberg, Dante Gabriel Rossetti, Siegfried Sassoon, Algernon Swinburne (c’è un’antologia del 1990, curata per Mursia da Biancamaria Rizzardi), Alfred Tennyson (c’è una “bianca” Einaudi, In memoriam, del 1975, tradotta da Cesare Dapino).

Tra i poeti delle generazioni più recenti segnalo Patience Agbabi (nata nel 1965), John Burnside (1955), Charles Causley (1917-2003), Julia Copus (1969), Ian Duhig (1954), Helen Dunmore (1952), Antony Dunn (1973), Paul Durcan (1944; di lui in italiano si ricorda solo la scelta Policarpo ed altre poesie, traduzione di Ottavio Di Fidio, El Bagatt, Bergamo 1986), James Fenton (1949), Annie Freud (1948), Elizabeth Garrett, Mimi Khalvati (1944), Glyn Maxwell (1962), Chris McCabe (1977), Blake Morrison (1950), Sean O’Brien (1952), Alice Oswald (1966), Craig Raine (1944), Peter Reading (1946-2011), Peter Russell (1921-2003: dell’«ultimo dei poeti modernisti», vissuto a lungo in Italia e morto in provincia di Arezzo, esistono numerose pubblicazioni bilingui ad opera di valenti curatori, per editori piccoli o minuscoli, ma si attende ancora un’edizione maggiore che renda giustizia alla sua statura poetica), George Szirtes (1948: a eccezione di Reel ed altre poesie, a cura di Gabriele Natali, uscito per Pagliai-Polistampa, Firenze nel 2001), Matthew Sweeney (1951), Tim Wells (1966) e Benjamin Zephaniah (1958).

Insomma, un gran lavoro ancora da svolgere per i traduttori vecchi e nuovi.

Complementi bibliografici

Abbate Badin 1996: Thomas Kinsella, Una terra senza peccato. Poesie scelte, a cura di Donatella Abbate Badin, Sassari, Editrice democratica sarda, 1996

Alvi 2008: Moniza Alvi, Split World. Poems, 1990-2005, Tarset, Bloodaxe Books

Armitage 2001: Simon Armitage, Selected Poems, London, Faber & Faber

Atwood 1995: Margaret Atwood, Morning in the Burned House, London, Virago

– 2007: Margaret Atwood, The Door, London, Virago

Berger 1994: John Berger, Pages of the Wound. Poems, drawings, photographs, 1956-1994, London, England, Circle Press

Berger 2014: John Berger, Collected Poems, Middlesborough, Smoke Stack Books

Bhatt 2002: Sujata Bhatt, A Colour for Solitude, Manchester, Carcanet

Boland 2005: Eavan Boland, New Collected Poems, Manchester, Carcanet

Bruno, Giabardo 2007:Alan Sillitoe, Ritratto di un saccheggio, traduzione di Pietro Bruno e Manuela Giabardo, rivista da Paolo Ruffilli, Spinea, Edizioni del Leone

Carson 1993: Ciaran Carson, The First Language. Poems, Oldcastle, Gallery Press 1993

Ciliberti 1966-1969: Opere poetiche di W.H. Auden, nella traduzione di Aurora Ciliberti, 2 voll., Milano-Roma, Lerici, 1966-1969

Cogo 2002:John Deane, Il profilo della volpe sul vetro, traduzione di Roberto Cogo, Spinea, Edizioni del Leone

– 2009: John Deane, Piccolo Libro delle ore, traduzione di Roberto Cogo, Ferrara, Kolibris (da A Little Book of Hours, Manchester, Carcanet 2008)

Cope 2008: Wendy Cope, Two Cures for Love. Selected Poems, 1979-2006, London, Faber

De Luca 2009a: Thomas Kinsella, Appunti dalla terra dei morti, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Notes from the Land of the Dead. Poems, Dublin, Cuala Press 1972)

De Luca 2009b:Edwin Morgan, Libro delle vite, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da A Book of Lives, Manchester, Carcanet 2007)

– 2010a: Pat Boran, Natura morta con carote. Poesie scelte 1990-2007, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da New and Selected Poems, Dublin, Dedalus Press, 2007)

– 2010b: Patrick Deeley, Le ossa della creazione, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da The Bones of Creation, Dublin, Dedalus Press, 2008)

– 2010c: Peggy O’Brien, Spiando i ranocchi, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris

– 2010d: Nigel Jenkins, Hotel Gwales, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Hotel Gwales,Llandysul, Gomer 2006)

– 2010e: Thomas A. Clark, I centomila luoghi, traduzione di Chiara De Luca, con una prosa poetica di Gianluca Chierici, Ferrara, Kolibris (da The Hundred-thousand Places, Manchester, Carcanet Press 2009)

– 2010f: Jane Mckie, Morocco Rococo, presentazione e traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Morocco Rococo, Tanygrisiau, Cinnamon Press 2007)

– 2010g: Tom Leonard, Accesso al silenzio, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris, (da Access to the Silence. Poems and Posters, 1984-2004, Buckfastleigh, South Devonshire Berkeley, Etruscan Books, s.d.)

– 2011: John Barnie, Gigli di mare. Poesie scelte 1984-2003, Ferrara, Kolibris, a cura di Chiara De Luca (da Sea Lilies. Selected Poems 1984-2003, Bridgend, Seren 2006)

– 2011a: Eva Bourke, La latitudine di Napoli, traduzione e introduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da The Latitude of Naples, Dublin, Dedalus Press, 2005)

– 2011b: Ray Givans, Tolstoj innamorato, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Tolstoy in love, Dublin, Dedalus Press, 2009)

– 2011c: Paddy Bushe, Risuonare nel silenzio, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da To Ring in Silence. New and Selected Poems, Dublin, Dedalus Press, 2008)

– 2011d: Theo Dorgan, Ellenica, a cura di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Greek, Dublin, Dedalus Press, 2010)

– 2011f: John Powell Ward, L’ultimo anno verde, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da The Last Green Year, Blaenau Ffestiniog, Cinnamon Press 2008)

– 2011g: Kevin Mills, Fool, traduzione di Chiara De Luca, Firenze, Kolibris (da Fool, Blaenau Ffestiniog, Cinnamon Press, 2009)

– 2011h: Thomas A. Clark, D’acqua e di boschi, a cura di Chiara De Luca, Firenze, Kolibris (da Of Woods & Water. Forty-eight delays, Pittenweem, Moschatel Press 2008)

– 2012a:  Eva Bourke, Piano, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Piano, Dublin, Dedalus Press, 2011)

– 2012b: Gerard Smyth, La pienezza del tempo, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da The Fullness of Time. New and Selected Poems, Dublin, Dedalus Press, 2010)

– 2012c: John Barnie, Ghiaccio, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Ice, Llandysul, Ceredigion, Gomer 2001)

– 2013: Grace Wells, Quando Dio fu richiamato altrove a cose più importanti, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da When God Was Called away to Greater Things, Dublin, Dedalus Press, 2010)

– 2014: Pat Boran, La prossima vita, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da The Next Life, Dublin, Dedalus Press, 2012)

– 2015: Michael Schmidt, Le storie della mia vita, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da Stories of My Life, Sheffield, Smith/ Doorstop 2013)

– 2015b: Harry Ricketts, Proprio allora, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris

– 2015a: Thomas Kinsella, La pace della pienezza. Poesie scelte 1956-2006, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris

– 2015c: Bill Manhire, E il fulmine si vanterà della sua opera, traduzione di Chiara De Luca, Ferrara, Kolibris (da The Victims of Lightning, Wellington, N.Z., Victoria University Press 2010)

– 2016: Mary Montague, Tribù, traduzione di Chiara De Luca, Firenze, Kolibris (da Tribe, Dublin, Dedalus Press 2008)

Duffy 1999: Carol Ann Duffy, The World’s Wife, London, Anvil Press Poetry

– 2004: Carol Ann Duffy, New Selected Poems, 1984-2004, London, Picador

– 2005: Carol Ann Duffy, Rapture, London, Picador 2005

– 2010: Carol Ann Duffy, Love Poems, London, Picador

– 2011: The Bees, London, London, Picador

Forti 1994: W.H. Auden, La verità, vi prego, sull’amore, a cura di Gilberto Forti, Milano, Adelphi, (da Tell Me the Truth about Love, London, Faber & Faber, 1993)

– 1995: W.H. Auden, Shorts, a cura di Gilberto Forti, Milano, Adelphi

Gallenzi 2011: W.H. Auden, Grazie, nebbia, ultime poesie, a cura di Alessandro Gallenzi, Milano, Adelphi (da Thank You, Fog. Last Poems, London, Faber & Faber, 1974)

Gardini 1997: W.H. Auden, Un altro tempo, a cura di Nicola Gardini, Milano, Adelphi (da Another Time, London, Faber and Faber, 1940)

– 2000: Ted Hughes, Fiori e insetti, qualche uccello e un paio di ragni, a cura di Nicola Gardini, Milano, Mondadori (da Flowers and Insects, Some Birds and a Pair of Spiders, London–New York, Faber & Faber-Alfred A. Knopf 1986)

Giabardo 2008: Pat Boran, Il jukebox. Castlecomer, traduzione di Manuela Giabardo, Spinea, Edizioni del Leone

Guerneri 2003: Seamus Heaney, Electric light, traduzione di Luca Guerneri, Milano, Mondadori

– 2009: Seamus Heaney, District e Circle, a cura di Luca Guerneri, Milano, Mondadori

– 2011: Seamus Heaney, Catena umana, traduzione di Luca Guerneri, Milano, Mondadori

Harrison 1990: Tony Harrison, V and Other Poems, New York, Farrar Straus Giroux

– 2000: Tony Harrison, Laureate’s Block, Harmondsworth, Penguin

– 2005: Tony Harrison, Under the Clock, Harmondsworth, Penguin

– 2013: Tony Harrison, Selected Poems, London, Viking

Heaney 1966: Seamus Heaney, Death of a Naturalist, London, Faber & Faber

Heaney 1969: Seamus Heaney, Door into the Dark, London, Faber & Faber

– 1975: Seamus Heaney, North, London, Faber & Faber

– 1984: Seamus Heaney, Station Island, London, Faber & Faber

– 1987: Seamus Heaney, The Haw Lantern,London, Faber & Faber

– 1996: Seamus Heaney, The Spirit Level, London, Faber & Faber

– 2006: Seamus Heaney, District and Circle, London, Faber & Faber

– 2010: Seamus Heaney, Human Chain, London, Faber & Faber

Higgins 1990: Michael D. Higgins, The Betrayal, Galway. Salmon Publishing

– 1993: Michael D. Higgins, The Season of Fire. Poems, Dingle, Brandon

– 2004: Michael D. Higgins, An Arid Season. New Poems, Dublin, New Island

Hughes 1978: Ted Hughes, Cave Birds, an Alchemical Cave Drama,Poems by Ted Hughes and drawings by Leonard Baskin, London, Faber & Faber

– 1998: Ted Hughes, Birthday Letters,London, Faber & Faber

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Marianni 1984: William Butler Yeats, La torre; introduzione e commento di Anthony L. Johnson; traduzione di Ariodante Marianni, Milano, BUR

– 2000: William Butler Yeats, La scala a chiocciola e altre poesie; introduzione e commento di Anthony L. Johnson; traduzione di Ariodante Mariann, Milano, BUR

– 2004: William Butler Yeats, Le ultime poesie; introduzione e note di Anthony L. Johnson; traduzione di Ariodante Marianni, Milano, BUR

McGlinchey 2012: Afric McGlinchey, The Lucky Star of Hidden Things, Cliffs of Moher, Co. Clare, Salmon Poetry

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McGuinness 2004: Patrick McGuinness, The Canals of Mars, Manchester, Carcanet

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Mckendrick 2000: Jamie Mckendrick, Sky Nails. Poems 1979-1997, London, Faber & Faber

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Mussapi 1996: Seamus Heaney, Una porta sul buio; prefazione e traduzione di Roberto Mussapi, Parma, Guanda

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